Dilili a Parigi

Film 2018 | Animazione, Film per tutti 95 min.

Regia di Michel Ocelot. Un film Da vedere 2018 con Prunelle Charles-Ambron, Enzo Ratsito, Natalie Dessay, Bruno Paviot, Jérémy Lopez. Cast completo Titolo originale: Dilili à Paris. Titolo internazionale: Dilili in Paris. Genere Animazione, - Francia, 2018, durata 95 minuti. Uscita cinema mercoledì 24 aprile 2019 distribuito da Movies Inspired. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 3,54 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi Dilili a Parigi tra i tuoi film preferiti
Riceverai un avviso quando il film sarà disponibile nella tua città, disponibile in Streaming e Dvd oppure trasmesso in TV.



Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Ultimo aggiornamento venerdì 24 maggio 2019

Due amici cercano di capire chi è che rapisce le ragazze di Parigi. Insieme vivranno una straordinaria avventura. Ha vinto un premio ai Cesar, In Italia al Box Office Dilili a Parigi ha incassato 243 mila euro .

Dilili a Parigi è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray Compra subito

Consigliato sì!
3,54/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,86
PUBBLICO 2,77
CONSIGLIATO SÌ
Bellezza, intelligenza e ironia per un imperdibile tour in un'altra stagione della storia e dell'anima.
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 8 aprile 2019
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 8 aprile 2019

Dilili è una piccola kanak meticcia, che arriva a Parigi, a fine Ottocento, imbarcandosi di straforo sulla nave che riporta in Francia, dalla Nuova Caledonia, l'insegnante anarchica Louise Michel, di cui diviene discepola. Nella capitale stringe amicizia con Orel, un facchino affascinante e gentile, che conosce tutto il mondo culturale e artistico della Belle Époque. Insieme a lui, scarrozzerà per tutta Parigi alla ricerca dei cosiddetti Maschi Maestri, una banda di malfattori che terrorizza la città, svaligiando le gioiellerie e rapendo le bambine.

Quanta bellezza, intelligenza e ironia, in questo Dilili a Parigi, che sembra assommare i precedenti lavori di Ocelot (l'incipit richiama esplicitamente Kirikou, altre scene strizzano l'occhio a Azur e Asmar) e rinnovare ancora una volta l'arte dell'animazione cinematografica.

Con la consueta, straordinaria abilità, Ocelot fonde l'intento educativo con un'immaginazione galoppante, la realtà, del paesaggio parigino, e dei tanti personaggi illustri chiamati a raccolta, con la freschezza di uno sguardo nuovissimo, che non teme il confronto con le icone, perché possiede in quantità gentilezza e coraggio.

Esattamente come la protagonista di questo film, Dilili: un personaggio che pare uscito da un classico della letteratura per l'infanzia, ma è portatore di una consapevolezza contemporanea, straordinariamente matura e cristallina. Una nuova Zazie, che fa rivivere cinematograficamente la capitale francese come non accadeva da tempo, esplorandola in ogni dove, dalle fogne al cielo, per celebrarla, infine, con una sequenza tra sogno e spettacolo.

Ocelot risponde al richiamo delle urgenze politiche e sociali contemporanee, e all'oscurità culturale di questo inizio di millennio, ambientando i peggiori spettri dell'attualità, misoginia e terrorismo, al tempo del progresso (Gustave Eiffel), delle invenzioni futuristiche (Alberto Santos-Dumont, i Lumière), delle scoperte scientifiche (Marie Curie), dei capolavori dell'arte (Toulouse Lautrec, Renoir, Picasso, Rodin, Camille Claudel) e della letteratura (Proust).

È un confronto impietoso ed eloquente, che passa anche e soprattutto dal piano delle immagini, senza bisogno di commenti aggiuntivi: nella bellezza dei palazzi Art Nouveau, dei manifesti di Mucha e dei costumi dei Sarah Bernhardt brilla un'idea di vita e di socialità che sta all'opposto dell'idea di sottomissione e copertura che anima la setta di villains del film, e nella ricerca tecnica e visiva di Ocelot riecheggia lo spirito di quelle imprese e l'emozione della meraviglia.

"Non si vede una cosa finché non se ne vede la bellezza", diceva Oscar Wilde, e Ocelot pare invitarci a questo tour di un'altra stagione della storia e dell'anima, in compagnia della più intraprendente e simpatica piccola donna che la sua fantasia potesse partorire, proprio per ricordarlo alle nostre pigre menti e dar loro un'iniezione di elettricità.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?

Tutti i film da € 1 al mese

Powered by  
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 5 aprile 2023
Fabrizio Friuli

La giovanissima Dilili vive nella capitale francese e lì conosce un ragazzo che svolge la professione di fattorino ( facendo varie consegne in giro per Paigi ) e nel corso della vicenda avrà l' onore di conoscere delle figure illustri che hanno avuto modo di affermare loro stessi negli ambiti differenti come l' arte,  la musica,  la progettazione,  l' opera [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
giovedì 25 aprile 2019
Roy Menarini

Che ruolo ha l'animazione nel gigantesco serbatoio della produzione audiovisiva contemporanea? Domanda non peregrina, se si pensa a quanto il mercato sfrutti il potenziale di questo mezzo espressivo, principalmente perché considerato tra le poche certezze d'incasso in un'industria da alto rischio economico. Ma se la Disney, con la Pixar, e le altre major del cartoon globale hanno dato vita a una rivalità che ha rischiato di saturare l'orizzonte e portare agli spettatori troppi film rispetto a quanti è lecito vederne in un anno per una famiglia media, si è aperto simultaneamente un universo di animazione "altra", suggestiva e sorprendente.

Che l'ambito dell'animazione sia sempre stato un luogo di creatività e tecniche mai uguali a se stesse (da Karel Zeman a Norman McLaren, da Bruno Bozzetto a Hayao Miyazaki) non è certo una scoperta. Tuttavia, la disseminazione delle competenze artistiche e creative, la passione dei singoli autori e il sostegno di molte produzioni nazionali hanno fatto sì che in questi ultimi anni la "bio-diversità" delle immagini disegnate o costruite si sia evoluta a tutte le latitudini e a livelli di eccellenza.

Qualche nome? Le bidimensionalità trasognante di Tomm Moore, lo sguardo folk-futurista di Alessandro Rak, la docu-animazione di Ancora un giorno, i lavori sospesi tra avanguardia e mainstream della Aardman Animations, i pupazzi malinconici di Anomalisa, via via fino all'esperimento di arte animata di Loving Vincent.

Michel Ocelot è ormai un veterano dell'animazione alternativa, ma ha sempre mostrato di voler comunicare ai piccoli lavorando ai fianchi i pregiudizi degli adulti, esaltando lo sguardo candido del piccolo spettatore e dei piccoli protagonisti. Se opere come Kirikù e la strega Karabà valevano come immersione nelle potenzialità dell'iconografia africana (e in altri casi dialogavano con altre tradizioni, arabe e classiche), con Dilili a Parigi l'autore francese torna al repertorio della sua patria, e in particolare al pantheon della cultura parigina del XIX secolo e della Belle Epoque.

Dilili è al tempo stesso descritto come un'estranea e un'osservatrice pura, a seconda di come noi spettatori la guardiamo. La ricchezza compositiva dei quadri - con la consueta attenzione alla staticità, mai però interpretata come limite alla fluidità delle inquadrature - permette a Ocelot di rispettare la tradizione artistica francese e di rileggerla attraverso gli occhi stupiti di Dilili.

Ocelot mette in scena, in fondo, due esotismi possibili: quello pigro, borghese e snob, che sfrutta ciò che non gli appartiene per il capriccio del momento; e quello dell'apertura, dello scambio, dell'incontro tra culture, che evidentemente lo riguarda e lo rappresenta. Ecco perché Dilili a Parigi non è solamente un'avventura pedagogica (soprattutto un'avventura, in un contesto produttivo che sembra aver dimenticato questo genere relegandolo ai piccoli), ma anche una riflessione sull'estetica del cinema di animazione.

Questa meditazione ha a che fare anche con le forme stesse, e nulla da spartire con il rifiuto della tecnologia. Come ha spiegato Ocelot: "Il colore mi interessa da sempre, e da quando uso i computer, ho facilmente accesso a tutti i colori dell'arcobaleno, tutte le sfumature, le gradazioni, le paste cromatiche, e ne approfitto con grande gioia". Questa gioia, in Dilili a Parigi, è quasi tattile, per quanto volutamente piatta e stesa risulti l'immagine. Insomma, l'antidoto al cinismo dei tempi moderni (ben chiaro nella storia) si snoda anche nel segno e nel tocco.

FOCUS
domenica 21 aprile 2019
Marzia Gandolfi

Il messaggio è potente e dialoga col mondo attuale. A sei mese dalla consegna del Nobel per la Pace a Nadia Murad, attivista irachena abusata dai soldati dell'Isis, e a Denis Mukwege, il dottore che 'ripara' le donne vittime di stupro, esce in sala il film di animazione di Michel Ocelot. Un 'gioiello culturale' lanciato contro l'oscurantismo e la misoginia. Dilili a Parigi è un film di animazione impegnato che si rivolge soprattutto ai futuri adulti. Il papà di Kirikù e la strega Karabà, il primo lungometraggio di Michel Ocelot divenuto film di culto, lo realizza dopo dodici anni di lavoro tenace sui temi che da sempre gli stanno a cuore: la civiltà, l'arte, l'umanesimo. Dietro ai disegni, una volta ancora, si solleva l'artista in collera contro la stupidità, le superstizioni, il razzismo e le troppe ingiustizie fatte alle donne. Perché Dilili a Parigi è una parabola femminista, un elogio del femminile e più specificamente umanista come sottolinea il (gran) finale: fino a quando veglieremo con spirito critico il male non potrà pronunciarsi e lo vinceremo.

Diversamente da Kirikù e la strega Karabà, il male non è giustificato. Se Kirikù trovava una spiegazione alla cattiveria della strega in una spina conficcata nella schiena che la faceva atrocemente soffrire, in Dilili a Parigi il male non ha scuse, il male è, avanza e bisogna mettersi al riparo.

Come indica il titolo, la capitale francese, negli anni della Belle Époque, è al cuore di un intrigo e di un discorso politico. Dilili a Parigi è una promenade folcloristica e un'indagine poliziesca che conducono alla celebrazione della cultura, dello scambio e della liberazione femminile, incontrando gli spiriti più belli del debutto del XX secolo. Un piccolo manifesto dai colori brillanti per insegnare al pubblico più giovane che le donne non devono mai mettersi 'in ginocchio'.

All'epicentro di un mistero che scuote la città, una fanciulla indaga con l'aiuto delle straordinarie pioniere di una società patriarcale (Emma Calvé, Sarah Bernhardt, Louise Michel, Marie Curie, Camille Claudel), che incarnano magnificamente e ciascuna alla sua maniera un'idea della causa femminista. Dilili, piccola kanak meticcia abbigliata come una bambola, è stata 'spedita' a Parigi per figurare in un "villaggio indigeno", offerto allo sguardo dei parigini alla ricerca di un po' di esotismo. Nel tempo libero la bambina, che ha avuto Louise Michel come istitutrice in Nuova Caledonia, vuole scoprire le bellezze di Parigi. E Orel, un giovane uomo bello come un principe e libero come l'aria, le propone di scorrazzarla in giro sulla sua tricicletta. Ma quando una setta sotterranea di cattivi anonimi e malefici (i Maschi-Maestri) comincia a rapire le bambine ad ogni angolo della capitale con lo scopo di ridurle in schiave, il giro turistico volge in inchiesta.

Frasi
Io sono lieta di conoscervi
Dilili (Voce) (Prunelle Charles-Ambron)
dal film Dilili a Parigi - a cura di Davide
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 5 maggio 2019
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Tante superdonne e una superbambina. Siamo ancora nella Parigi della Belle Epoque, come in Cyrano mon amour, ma questa volta il punto di vista è tutto al femminile. E, soprattutto, la ricostruzione della capitale francese è affidata alla magia dell'animazione (davvero per tutti, piccoli, più grandicelli e grandi "finiti"). Nella metropoli percorsa in lungo e in largo, ricostruita con cura e perfezione [...] Vai alla recensione »

NEWS
HOMEVIDEO
giovedì 8 agosto 2019
 

Dilili è una piccola kanak meticcia, che arriva a Parigi, a fine Ottocento, imbarcandosi di straforo sulla nave che riporta in Francia, dalla Nuova Caledonia, l'insegnante anarchica Louise Michel, di cui diviene discepola.

VIDEO RECENSIONE
martedì 16 aprile 2019
A cura della redazione

Nella Parigi della Belle Époque, la piccola Dilili indaga, con l'aiuto di un giovane fattorino, su una serie di rapimenti misteriosi. Quanta bellezza, intelligenza e ironia in questo Dilili a Parigi, che sembra assommare i precedenti lavori di Ocelot [...]

GUARDA L'INIZIO
mercoledì 17 aprile 2019
 

Dilili è una piccola kanak meticcia, che arriva a Parigi, a fine Ottocento, imbarcandosi di straforo sulla nave che riporta in Francia, dalla Nuova Caledonia, l'insegnante anarchica Louise Michel, di cui diviene discepola.

CELEBRITIES
lunedì 15 aprile 2019
Fabio Secchi Frau

Dalle avventure di un prodigioso bambino africano a quelle di due fratelli di latte che vanno a caccia di creature magiche per deserti e minareti. Il regista francese Michel Ocelot, uno degli autori di lungometraggi animati più gratificati al botteghino, [...]

POSTER
giovedì 4 aprile 2019
 

Nella Parigi della Belle Époque, con l'aiuto di un giovane fattorino, la piccola canaca Dilili indaga su una serie di rapimenti misteriosi in cui sono coinvolte alcune bambine. Nel corso delle indagini incontreranno personaggi straordinari che li aiuteranno [...]

TRAILER
martedì 2 aprile 2019
 

Nella Parigi della Belle Époque, con l'aiuto di un giovane fattorino, la piccola canaca Dilili indaga su una serie di rapimenti misteriosi in cui sono coinvolte alcune bambine. Nel corso delle indagini incontreranno personaggi straordinari che li aiuteranno [...]

NEWS
mercoledì 6 febbraio 2019
 

Nella Parigi della Belle Epoque, il piccolo Kanak Dilili, in compagnia di un ragazzo che fa le consegne in motorino, indaga sul misterioso rapimento di un gruppo di ragazze. Incontreranno uomini straordinari e donne che vogliono aiutarli.

winner
miglior film d'anim.
Cesar
2019
Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2026 MYmovies.it® Mo-Net s.r.l. P.IVA: 05056400483 Licenza Siae n. 2792/I/2742.
Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.
Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Riserva TDM | Dichiarazione accessibilità | Cookie Policy