Un sogno chiamato Florida

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Un film di Sean Baker (II). Con Willem Dafoe, Brooklynn Prince, Bria Vinaite, Valeria Cotto, Christopher Rivera.
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Titolo originale The Florida Project. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 115 min. - USA 2017. - Cinema uscita giovedì 22 marzo 2018. MYMONETRO Un sogno chiamato Florida * * * 1/2 - valutazione media: 3,54 su 32 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
marcoed93 lunedì 26 marzo 2018
the florida project e il vuoto delle promesse Valutazione 4 stelle su cinque
90%
No
10%

Trama

 

Parlare della trama ? ce la si può sbrigare facile; mi è sufficiente rimandare al commento reale di una signora prima del mio ingresso in sala : “non credo ti piacerà, è un film su una madre che fuma tutto il giorno e dei figli scoppiati che urlano e basta”. Sembra un po' superficiale no? Sfido chiunque a non pensarlo, salvo poi assistere alla proiezione e rendersi conto che non è solo il miglior riassunto che si possa fare della trama, ma la miglior descrizione della trama stessa, per intero. [+]

[+] il potere della meraviglia che abita l'infanzia (di antoniomontefalcone)
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vanessa zarastro sabato 24 marzo 2018
peanuts all’inferno Valutazione 4 stelle su cinque
85%
No
15%

Il film rappresenta il mondo attuale visto attraverso gli occhi dei bambini. Questa operazione ricorda i pionieri del cinema e i grandi scrittori; ad esempio D.W. Griffith quando girava in esterno portava sempre con sé una copia di “David Copperfield” di Charles Dickens. Ma ricorda anche il mondo di Charles M. Schulz con “Peanuts”, solo che lì erano bravi bambini della middle-class negli anni del boom economico, ognuno con le sue nevrosi (c’era l’esplosione della psicoanalisi nel mondo occidentale) nel quartiere di Charlie Brown negli anni ‘60. Lì però l’habitat suburbano era tutto sintetizzato da pochi elementi: il dosso del baseball, la cuccia di Snoopy, il banchetto da psicoanalista di Lucy, il pianoforte di Shröder e così via. [+]

[+] elicotteri (di mitchell71)
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fabiofeli sabato 31 marzo 2018
"non riesco a dirlo! ..." Valutazione 4 stelle su cinque
86%
No
14%

Il Magic Castle Inn è un residence dipinto in un incredibile rosa confetto, a due passi da Orlando (Florida) dove si trova Disney World. Bobby (Willem Dafoe) è il factotum-sorvegliante che fatica a riscuotere le pigioni; ripristina la linea elettrica quando cade, pulisce la piscina e controlla che nessuno importuni con malefiche intenzioni i bambini che giocano. Tollera Moonee (Brooklynn Prince) e Scotty (Christopher Rivera), bambini che inventano giochi fantasiosi per uccidere la noia di pigre giornate estive; non si lamenta più di tanto per un pesce morto in piscina – “Era un esperimento per farlo resuscitare”, spiega la sorridente Moonee -, né se lo prendono in giro mentre cerca di far coprire l’esagerato seno di una anziana signora o se vede con la telecamera che i bimbi si introducono in altri appartamenti. [+]

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zarar giovedì 29 marzo 2018
dov'è il sogno? Valutazione 3 stelle su cinque
80%
No
20%

Un bel film sulla vitalità, la capacità di adattamento e la resilienza dei bambini anche  in situazioni che a noi appaiono senza orizzonti e senza speranza. Un affetto, un grande margine di libertà e la felice complicità di uno o più amici possono creare un miracoloso equilibrio (finché dura).  Mooneee Halley,  la sua sbandata,  graziosa, squattrinata  mamma-ragazzina, tutta tatuaggi, magliette aderenti e minishort, passano l’estate in un motel di quart’ordine  rosa confetto ai margini del gigantesco Disney World Resort, che si staglia sullo sfondo con il suo grande ingresso in forma di castello delle fate. Un mondo di sogni di cartapesta per turisti che si prolunga all’esterno in un composito mix tutto americano: grandi alberghi  poco lontano da squallidi  motel, giganteschi negozi di souvenir e anonimi cubi di cartongesso per fast food, edifici  di lusso e case a schiera abbandonate in rovina, prati verdi  pettinati accanto a  terreni incolti, solcati da grandi strade che sembrano venire dal nulla e andare verso il nulla. [+]

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freerider sabato 24 marzo 2018
non un autentico outsider Valutazione 2 stelle su cinque
64%
No
36%

Non mi sento di esprimere un giudizio del tutto negativo ma non posso fare mistero del fatto che il film non mi ha entusiasmato.

Ambientazione periferica, situazioni di marginalità, colori ipersaturi e molta camera a mano ci portano dalle parti di molto cinema indipendente made in US che attraverso la riduzione delle elaborazioni narrative e formali mira ad avvicinarsi alla realtà in maniera poco o per nulla mediata. A dire il vero, per essere un progetto che ambisce ad essere un tale tipo di outsider, The Florida Project appare fin troppo attento a non oltrepassare i limiti del presentabile, in fondo i suoi personaggi non arrivano mai ad essere realmente disturbanti né a farci stare veramente male, vivono alla giornata muovendosi in un caos ipercinetico ma sembrano costantemente sospinti da uno sguardo indulgente che tende a ricomporre ogni intemperanza nell'ambito del perdonabile, salvo poi assumere una posizione moralmente giudicante nei confronti del "cliente" con famiglia. [+]

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udiego domenica 1 aprile 2018
la florida dietro l'angolo Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

 Un sogno chiamato Florida, diretto dal regista indipendente Sean Baker, ci mostra lo spaccato di vita di alcune famiglie in una zona di periferia della Florida. Non troppo lontano dai grandi parchi di divertimento che caratterizzano quella parte degli Stati Uniti, ma immensamente distante dal punto di vista economico e sociale. Il tutto è rappresentato dal punto di vista dei bambini, che sono inconsapevoli, per via dell’età, della loro condizione di vita e vivono tutto come se fosse una grande avventura, sentendosi liberi di fare ciò che più li diverte e senza preoccuparsi delle conseguenze. [+]

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tmpsvita venerdì 30 marzo 2018
una vita difficile negli di un bambino Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

 È difficile riuscire a spiegare con le parole cosa questo "The Florida Project" faccia provare allo spettatore anche perché è difficile riuscire ad identificare e riconoscere immediatamente queste emozioni.

In anzitutto si tratta di un film visivamente bellissimo, grazie alla splendida fotografia ingiustamente snobbata agli Oscar di questo anno, i suoi colori estremamente vivi, forti, innaturali, accesi raffigurano il tutto come se si trattasse di un sogno, di un cartone animato, proprio come un bambino, con la sua estrema fantasia e la sua irrefrenabile voglia di giocare e vivere, vede il mondo, bello o brutto che sia, circostante.
E questa sensazione di sentirsi bambino e di provare le emozioni che un bambino proverebbe, se fosse il protagonista di tutti gli eventi narrati in questo film, la si prova in ogni istante grazie ad una regia molto intelligente e capace che buona parte delle riprese le gira dal punto di vista di un bambino, quindi con inquadrature relativamente basse proprio ad altezza bambino; ma soprattutto grazie alla straordinaria sceneggiatura che, oltre ad essere molto originale, è anche perfettamente credibile: ogni battuta, dialogo che viene pronunciato da un bambino, quindi la maggior parte di essi, è così naturale da sembrare quasi improvvisati, perché un bambino non avrebbe mai potuto dirli diversamente e non si sarebbe mai comportato ed atteggiato diversamente da come i piccoli protagonisti fanno in questo film; inoltre ogni personaggio viene caratterizzato in maniera impeccabile, tanto che lo spettatore riesce ad immedesimarsi totalmente in ognuno di essi. [+]

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goldy domenica 25 marzo 2018
l'altra faccia dell'america Valutazione 4 stelle su cinque
56%
No
44%



La povertà non è tutta uguale ma tra le esistenti quella americana è la più riprovevole. Perché voluta, perché creata da un sistema economico sostenuto da leggi inaccettabili. Il tenace rifiuto a una qualsiasi proposta di welfare che invece caratterizza l’Europa,  si fonda sulla convinzione che è il singolo che deve fare ricorso alle proprie risorse nel costruire il proprio destino in linea con la tradizione degli uomini che hanno conquistato il West e su questa convinzione si basa anche la difesa del possesso delle armi. .
Parlare di povertà diffusa nel paese più ricco del mondo ha davvero dell’incredibile e solo chi ha attraversato gli Stati Uniti la scopre con sgomento. [+]

[+] falsità (di mitchell71)
[+] evidenza della povertà (di goldy)
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felicity venerdì 2 agosto 2019
ritratto tenero del sottoproletariato americano Valutazione 4 stelle su cinque
0%
No
0%

Il film mescola documentarismo e finzione come metodo d’indagine dello spazio urbano e dell’odierno tessuto sociale americano.
Un film ricco di contrasti, di entusiasmi infantili e di rassegnazioni quotidiane, di ingenua poesia e di consapevole prosa.
Un ritratto tenero e puntuale del nuovo sottoproletariato e dei suoi figli dove si rende immediatamente visibile e facilmente leggibile ciò che l'immagine (di Disney World, della Florida, dell'America) continua a nascondere.
Straordinaria la direzione degli attori: Willem Dafoe giganteggia, ma è attraverso gli occhi e l'esuberanza della piccola e bravissima protagonista che emerge quel senso di divertimento effimero e un po' malinconico che è il tono stesso del film.

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gianleo67 sabato 20 ottobre 2018
memories...from the florida age Valutazione 3 stelle su cinque
0%
No
0%

Le scorribande della piccola Moonie e dei suoi due amici del cuore, animano la monotona estate di un motel dormitorio alla periferia di Orlando, tra l'economia di sussistenza di un indotto commerciale di Disney World e la precarietà di ragazze madri che tirano a campare. A vigilare su di loro, come un angelo custode che tutto vede e tutto comprende, solo il compassionevole manager della struttura, un uomo di mezza età in rotta con la moglie, che non intende rinunciare al suo rapporto un figlio ormai adulto.
Tra le illusioni psichedeliche di un'era spaziale in dismissione che agitavano i miraggi delle belve olografiche di un Ballard d'annata alla ruspante educazione sociale della Scout di Harper Lee, la favola dolceamara di un'America marginale e periferica, in cui l'incombente disgregazione ad opera delle forze centrifughe che mandano in frantumi gli ultimi scampoli di un sogno americano ridotto a merchandising viene miracolosamente arginata dai negletti valori della solidarietà e della compassione; una piccola Alamo dai colori pastello in cui sono arroccate le ultime speranze di un involontario esperimento urbanistico che riesce a tenere l'innocenza dell'infanzia miracolosamente stornata dalle miserie dell'età adulta e dalle scenografie posticce che gli fanno da sfondo. [+]

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