Un sogno chiamato Florida

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Un film di Sean Baker (II). Con Willem Dafoe, Brooklynn Prince, Bria Vinaite, Valeria Cotto, Christopher Rivera.
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Titolo originale The Florida Project. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 115 min. - USA 2017. - Cinema uscita giovedì 22 marzo 2018. MYMONETRO Un sogno chiamato Florida * * * 1/2 - valutazione media: 3,54 su 32 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Peanuts all’inferno Valutazione 4 stelle su cinque

di vanessa zarastro


Feedback: 32238 | altri commenti e recensioni di vanessa zarastro
sabato 24 marzo 2018

Il film rappresenta il mondo attuale visto attraverso gli occhi dei bambini. Questa operazione ricorda i pionieri del cinema e i grandi scrittori; ad esempio D.W. Griffith quando girava in esterno portava sempre con sé una copia di “David Copperfield” di Charles Dickens. Ma ricorda anche il mondo di Charles M. Schulz con “Peanuts”, solo che lì erano bravi bambini della middle-class negli anni del boom economico, ognuno con le sue nevrosi (c’era l’esplosione della psicoanalisi nel mondo occidentale) nel quartiere di Charlie Brown negli anni ‘60. Lì però l’habitat suburbano era tutto sintetizzato da pochi elementi: il dosso del baseball, la cuccia di Snoopy, il banchetto da psicoanalista di Lucy, il pianoforte di Shröder e così via. Il punto di vista era sempre ad altezza di bambino. Qui in The Florid Project - in originale – i bambini sono figli di under lumpen, di misfits, di drop-out, di sfigati che si arrabattano, in una realtà degradata, per mettere insieme quattro soldi. Donne tatuate, piercing ovunque, canne a gogo, o fanno le cameriere o rubacchiano oppure si prostituiscono saltuariamente per riuscire a pagare l’affitto nella casa-albergo color lilla, il Magic-Castle, Inn & Suites.
Siamo in Florida vicino ai parchi tematici di Disneyword Orlando, il cui primo insediamento è del 1971, secondo solo a Disneyland Los Angeles che è del 1955. È estate e Moonee, una ragazzina pestifera di sei anni figlia di Halley, trascina i suoi amichetti Scooty, Dicky e Jancey, in una serie di bravate combinando un disastro dopo l’altro: una serie di canaglie odierne. Il manager Bobby, ma anche handy-man dell’Hotel, è interpretato magistralmente da Willem Dafoe, che tra il rigore e il permissivismo cerca di aiutare, per quanto gli è possibile, questa sfortunata umanità.
Tipico del mondo di Sean Baker è mettere in scena la marginalità, così come ha fatto nei film precedenti, in Tangerine del 2015 e in Starlet del 2012. In Un sogno chiamato Florida, sono rappresentate o madri single, o nonne che tengono i nipotini, o padri single: sembra che la coppia sia un istituzione desueta. L’uso di persone prese dalla strada (o da istagram) integra quello degli attori principali e ha fatto associare il film da alcuni critici al neo-realismo. Ma a mio avviso lo stile del film è più iperrealista, nel colore delle case abbandonate ricorda la città di Edward Mani di Forbice di Tim Burton, nello straniamento delle inquadrature, nell’indugiare sullo squallore dell’area con i suoi chioschi e di alcune immagini surreali come il continuo sorvolare di elicotteri su un prato incolto, nelle improvvise piogge tropicali e nei soggetti anche banali di vita quotidiana. L'iperrealismo si era manifestato come corrente artistica alla fine degli anni Sessanta negli Stati Uniti. Nell'universo iperrealista, come in quello di Wenders, convergono figure oggettuali, mezzi di comunicazione e paesaggi urbani in cui la macchina da presa si muove tra scene di vita e situazioni metropolitane senza dare giudizi, semplicemente registrando ed indugiando in lunghe carrellate su oggetti, insegne e situazioni urbane degradate con uno stile supervisivo e anaffettivo. Elementi essenziali del linguaggio figurativo iperrealista, sia in pittura sia in cinematografia, sono un'osservazione fotografica dell'oggetto, uno stile freddo e il più possibile oggettivo, una grande attenzione ai dettagli, un assoluto distacco psicologico dall'oggetto con la conseguente eliminazione delle scelte personali e soggettive, un'impressione complessiva di una specie di “presenza dell'assenza”.
Un sogno chiamato Florida è stato presentato alla Quinzaine di Cannes del 2017 e all’ultimo Torino Film Festival.

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mitchell71 martedì 3 aprile 2018
elicotteri
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Sono quelli turistici, ho vissuto li vicino.

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