| Titolo originale | The Lobster |
| Anno | 2015 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | Grecia, Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, Francia |
| Durata | 118 minuti |
| Regia di | Yorgos Lanthimos |
| Attori | Colin Farrell, Rachel Weisz, Jessica Barden, Olivia Colman, Ashley Jensen Ariane Labed, Angeliki Papoulia, John C. Reilly, Léa Seydoux, Michael Smiley, Ben Whishaw, Roger Ashton-Griffiths, Rosanna Hoult, Jacqueline Abrahams, Anthony Dougall, Sean Duggan, Roland Ferrandi, James Finnegan, Robert Heaney, Jaro, Ryac, Kathy Kelly, Ewen MacIntosh, Patrick Malone (II), Sandra Hayden Mason, Kevin McCormack, Ishmael Moalosi, Anthony Moriarty, Garry Mountaine, Judi King Murphy, Laoise Murphy, Imelda Nagle Ryan, Nancy Onu, Matthew O'Brien (II), EmmaEdel O'Shea, Chris Threader. |
| Uscita | giovedì 15 ottobre 2015 |
| Tag | Da vedere 2015 |
| Distribuzione | Good Films |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,90 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 26 ottobre 2015
Il film girato dal regista punta di diamante della new wave greca, ambientato in un futuro distopico in cui essere single è una colpa e una maledizione. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 6 candidature e vinto 3 European Film Awards, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office The Lobster ha incassato 725 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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In un futuro prossimo e immaginario essere single oltre una certa età è vietato, pena l'arresto e la deportazione in un grande hotel nel quale si è obbligati a trovare l'anima gemella in 45 giorni di tempo, tra punizioni e questionari assurdi. Uomini d'affari, professionisti, donne in carriera e individui meno realizzati tutti insieme sono costretti a cercare un affiatamento possibile perchè se non dovessero trovarlo nel mese e mezzo a disposizione saranno trasformati in un animale a loro scelta.
Appena fuori dall'hotel c'è un bosco dove si trovano i ribelli, individui fuggiti dall'hotel che vivono liberi e single a cui non è concesso di stare con nessuno. Il protagonista passerà prima nel grande hotel senza trovare quell'amore obbligatorio che troverà in mezzo ai ribelli, là dove non è consentito.
Cosa succederebbe se potessimo andare in deroga ad alcune fondamentali regole sociali? Quante delle strutture, delle convenzioni e delle ipocrisie che il vivere in una società ci impone rimarrebbero tali e quanto invece potremmo sviluppare forme d'interazione nuove? Yorgos Lanthimos sembra chiederselo in ognuno dei suoi film e la risposta che si dà oscilla costantemente tra il pessimistico e il grottesco: non molto cambierebbe, nemmeno una revisione degli assunti di base può salvare l'uomo da se stesso.
La famiglia di Dogtooth che cresce i figli lontano da tutto e tutti, mentendogli costantemente per creare una bolla intorno a loro, come il nucleo di attori che impersonano i cari estinti dei loro clienti in Alps non sono troppo lontani da questi single che hanno passato i quarant'anni, sono soli e hanno effettivamente poco tempo davanti a sè per trovare qualcuno prima di regredire allo stato animale.
Dunque c'è di nuovo un mondo a parte, ai confini della società reale (che non vediamo praticamente mai), uno in cui le persone non si comportano più come ci aspetteremmo perchè qualcuno li ha costretti a privarsi di alcune nozioni fondamentali. In questa maniera The Lobster rende esplicito il dilemma di chi, nel mondo occidentale, ritrovandosi "scoppiato" oltre una certa età sente di avere poco tempo e ha la percezione di dover correre per rimettersi in pari con il modello imperante, con ciò che tutti gli altri si aspettano da lui.
Attraverso la struttura di un film di fantascienza (da una parte c'è una tirannia che impone ritmi di vita alienanti e punizioni esemplari, dall'altra un gruppo di ribelli che vive nei boschi) The Lobster racconta con una metafora a maglie larghissime la maniera in cui la ricerca di una persona con cui vivere oltre una certa età passi attraverso riti comuni, strutture predisposte ad hoc, incontri programmati e una serie di "regole" che danno la misura dell'affiatamento. I grotteschi interessi in comune che il protagonista condivide con quelle che, di volta in volta, possono essere sue possibili amanti, la scansione degli incontri, il rituale dell'accoppiamento grottesco e l'odio condiviso per chi sembra meno in grado di riuscire ad accoppiarsi, appaiono stavolta come una versione pompata e incattivita delle reali dinamiche sociali. Anche la violenza onnipresente, spietata, brutale e insensibile sembra una versione concreta di quella più sottile violenza psicologica operata dal condizionamento sociale.
Nel cinema stralunato di Lanthimos, spesso così intricato, denso e convulso da essere difficilmente penetrabile, le domande sono sempre le migliori e più giuste da porsi oggi ma gli obiettivi da colpire sono sempre molti e sotto l'ombrello di questa paradossale ricerca di un'anima gemella per non diventare un animale sembrano rientrare diverse altre idee, nessuna delle quali però davvero centrata quanto la principale. Non è difficile leggere nel film anche una certa sfiducia nell'organizzazione sociale contemporanea o una rappresentazione della mercificazione dei sentimenti da parte di tutte le istituzioni che si propongono come coagulanti nella ricerca di un altro individuo da amare, ma forse, proprio nel grande affresco, nella molteplicità di letture e nel desiderio di realizzare un film dai molti livelli di lettura, il film fallisce.
Influisce inoltre ben poco il fatto che stavolta il regista greco abbia a disposizione un cast internazionale di nomi noti. Lo stile distante, asettico e impenetrabile della recitazione rimane infatti lo stesso di sempre, semmai è il senso di sfasamento metacinematografico dato dalla presenza di volti commerciali in un'impresa così distante dallo stile più immediato e comprensibile a creare un piccolo salto di senso, confermando l'idea alla base del film, quella di un mondo parallelo in cui ciò che conosciamo non agisce o reagisce come penseremmo.
In pieno conflitto sociale sul progetto di regolamentare le unioni di fatto, in cui matrimonialisti e unionisti si contrappongono emarginando dal dibattito i poveri single, ecco irrompere nei cinema italiani questo film stralunato, disorientante e destabilizzante, proveniente dalla vicina e maltrattata Grecia. La storia, definita a torto di fantascienza, è ambientata in una società molto [...] Vai alla recensione »
Dai tempi di Kinetta (un colpo di fulmine) sono passati diversi anni (era il 2005), nel frattempo Yorgos Lanthimos è divenuto uno dei protagonisti di quel cinema greco esploso negli anni della crisi - a dispetto della troika - ha vinto il Certain regard di Cannes nel 2009 con Dogtooth, è stato in concorso a Venezia (2011) con Alps. Che il suo sia un cinema di geometrie autoritarie era abbastanza evidente [...] Vai alla recensione »