La scelta

Film 2015 | Drammatico, +16 86 min.

Regia di Michele Placido. Un film con Raoul Bova, Ambra Angiolini, Michele Placido, Valeria Solarino, Manrico Gammarota. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2015, durata 86 minuti. Uscita cinema giovedì 2 aprile 2015 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 2,94 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 3 aprile 2015

Tratto dalla commedia in tre atti di Pirandello "L'innesto", il film racconta una storia di amore e coraggio sulla scelta che cambierà per sempre la vita di una coppia. In Italia al Box Office La scelta ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,1 milioni di euro e 479 mila euro nel primo weekend.

La scelta è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
2,94/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA
PUBBLICO 3,38
CONSIGLIATO SÌ
Un film sentimentale ma nerboruto, che sfida l'assunto che una storia d'amore il cui asse portante è la maternità sia "roba da donne".
Recensione di Paola Casella
martedì 31 marzo 2015
Recensione di Paola Casella
martedì 31 marzo 2015

Una coppia che si ama e cerca da anni di mettere al mondo un figlio vede distrutta la propria intesa in seguito a un trauma: la donna subisce uno stupro e, qualche tempo dopo, scopre di essere incinta. È inevitabile entrare nel dettaglio degli eventi che accadono nella parte iniziale del film per approfondire i temi che verranno poi trattati, poiché il discorso da fare sull'undicesima regia di Michele Placido è complesso.
Per molti versi La scelta è un film antistorico: basato sul testo teatrale "L'innesto", che Luigi Pirandello propose al pubblico nel 1919, il film parla di maternità e di paternità in termini più comprensibili all'inizio del secolo scorso che nella contemporaneità. Poiché il dilemma centrale della storia è la capacità (o meno) dell'uomo di accettare un figlio che potrebbe non essere suo, entrano in gioco dinamiche che hanno a che fare con un senso primordiale dell'appartenenza biologica di un neonato al padre - giacché la madre è sempre certa, e di solito priva di dubbi sul suo ruolo - che sembrano appartenere ad un passato remoto.
Se da un lato Placido è coraggioso e provocatorio nel suggerire che queste dinamiche ataviche non sono poi molto cambiate dal 1919 (per non dire dalla notte dei tempi), dall'altro quasi nulla nella sceneggiatura (co-firmata dal regista insieme a Giulia Calenda) va ad aggiornare le tematiche alle sensibilità dei tempi che, anche quando ammantate di ipocrisia di facciata, impongono un trattamento nuovo, meno granitico e meno improntato a considerazioni pratiche che nel '900 erano fondamentali per la stabilità sociale, come la protezione dell'asse ereditario o l'accettazione sociale dello stupro.
Nessuno, nemmeno en passant, commenta invece sul fatto che il femminismo, il '68, le famiglie allargate (pur presenti nel film) e decenni di sitcom televisive hanno ridefinito (almeno formalmente) alcuni tabù, come la violenza carnale come vergogna per la vittima, o la paternità come demarcazione fisica del territorio maschile. Persino l'ipotesi, davvero postmoderna, insita nel titolo del testo teatrale originale, "L'innesto", che suggeriva la possibilità di interpretare il cross breeding anche nel suo valore evolutivo, viene colta da Placido, che preferisce per il suo film un titolo più neutro (e meno carico di esplosività sociale).
Ben diversa era stata, a questo proposito, l'operazione fatta da Luchino Visconti con L'innocente che, trattando il tema dell'accettazione paterna di un figlio non proprio, stravolgeva il racconto di Gabriele D'Annunzio innestandovi elementi di modernità legati ad una sensibilità anni Settanta - sensibilità che Visconti nemmeno condivideva, ma di cui teneva conto, almeno a livello formale. Resta da chiedersi se abbia più senso restituire al cinema una storia che contiene forti elementi di modernità come L'innesto al suo stato puro, ignorando deliberatamente le variazioni dettate dal presente, o aggiornare il passato al presente come faceva Visconti con il testo dannunziano.
Meno controverso e cinematograficamente molto interessante è il modo in cui Placido applica quelle tecniche da cinema di genere, inteso come cinema d'azione, che gli sono più consone, alla messa in scena di un melodramma (benché la definizione originaria de L'innesto fosse quella di "commedia drammatica"). Il risultato è un film sentimentale ma nerboruto, che sfida l'assunto (quello si, implicitamente sciovinista) che una storia d'amore il cui asse portante è la maternità sia "roba da donne" e dunque vada trattata in modo meno muscolare e sanguigno di un western o un poliziesco.
Anche la recitazione dei due protagonisti merita una riflessione che va al di là delle apparenze (a ben guardare, uno dei temi centrali del film): se Ambra Angiolini è molto più potente, profonda ed efficace di Raoul Bova, che recita sopra le righe con mimica facciale ridotta, ai fini della storia non è un male. Per fare un paragone altissimo, anche in Eyes Wide Shut il marito ottuso era interpretato da Tom Cruise con comica piattezza, ma questo serviva a dare la misura di quanto più sottile, e più in accordo con l'essenza della vita, fosse la moglie, abbastanza coraggiosa da inforcare gli occhiali, invece di chiudere gli occhi.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 6 aprile 2015
frAMOnt

 Le luci si accendono, il film è finito, mi guardo intorno e vedo solo occhi, lucidi. La prima parte del film scorre veloce, stringiamo la mano a Giorgio all'interno del suo locale e assistiamo ad una lezione di canto fatta da Laura per poi passeggiare con lei tra i vicoletti del borgo antico Biscegliese. Laura e Giorgio si amano e nonostante una grande mancanza vivono [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ispirata alla commedia di Pirandello L'innesto, è la storia di Laura (Angiolini) e Giorgio (Bova) che si amano con passione, pur non riuscendo ad avere figli. Lei, però, viene violentata e rimane incinta. Riuscirà il loro amore a sopravvivere a questa prova dolorosa? Tenere il bimbo od abortire? La regia monotona di Placido impedisce di far decollare un film che non riesce mai a coinvolgere emotivamente [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
giovedì 2 aprile 2015
 

Esce oggi nelle sale italiane il nuovo film di Michele Placido La scelta, con Ambra Angiolini e Raoul Bova. Il film rielabora in chiave moderna il testo teatrale di Pirandello "L'innesto" e il regista conclude oggi il suo racconto per MYmovies.

VIDEO
giovedì 26 marzo 2015
 

In attesa dell'uscita al cinema del nuovo film di Michele Placido, La scelta, per tutti i giovedì fino al 2 aprile - data di uscita del film nelle sale - , il regista e Ambra Angiolini raccontano il film tratto da Pirandello.

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giovedì 19 marzo 2015
 

In attesa dell'uscita al cinema del nuovo film di Michele Placido, La scelta, per tutti i giovedì fino al 2 aprile - data di uscita del film nelle sale - , il regista e Ambra Angiolini raccontano il film tratto da Pirandello.

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giovedì 12 marzo 2015
 

In attesa dell'uscita al cinema del nuovo film di Michele Placido, La scelta, per tutti i giovedì fino al 2 aprile - data di uscita del film nelle sale - , il regista e Ambra Angiolini raccontano il film tratto da Pirandello.

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giovedì 5 marzo 2015
 

In attesa dell'uscita nei cinema del nuovo film di Michele Placido, La scelta, da oggi e per tutti i giovedì fino al 2 aprile - data di uscita del film nelle sale - , il regista e Ambra Angiolini racconteranno il film tratto da Pirandello.

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