| Anno | 2015 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 99 minuti |
| Regia di | Sebastiano Rizzo |
| Attori | Enrico Lo Verso, Maria Grazia Cucinotta, Marco Rossetti, Antonino Bruschetta Dino Abbrescia, Antonio Stornaiolo, Totò Onnis, Mingo De Pasquale, Barbara Tabita, Aurelio D'Amore, Giorgia Masseroni, Marco Pezzella, Paolo Strippoli, Sebastiano Rizzo, Titti Cerrone, Giglia Marra, Gianluca Zonta. |
| Uscita | giovedì 14 maggio 2015 |
| Distribuzione | Draka |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,54 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 2 marzo 2018
Ciò che conta è rimanere coerenti con se stessi, con la professione che si rappresenta ma prima ancora con l'essere uomini: fragili ma tenaci.
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CONSIGLIATO NÌ
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Domenico "Mimmo" Riva è un giornalista meridionale che, dopo aver fatto carriera a Milano, torna nella sua terra d'origine per dirigere un quotidiano locale, Il paese del Sud. La moglie e le due figlie vorrebbero che fosse più presente in casa, ma il lavoro lo assorbe completamente, anche perché Mimmo ha l'abitudine di svolgerlo con coscienza e competenza, assolvendo al primo comandamento del cronista: scrivere ciò che vede, e raccontare sempre la verità. Ma nell'Italia del sud (e non solo) questo è contemporaneamente un lusso e un azzardo: quando il giornale di Mimmo prende di mira la malavita locale, incentrando le indagini della sua giovanissima redazione su una discarica che sta contaminando il terreno con sostanze tossiche, cominciano le minacce: telefonate anonime, proiettili in busta chiusa, persino un'autobomba. Mimmo si ritroverà al centro di pressioni incrociate - quelle della malavita, quelle del suo editore e quelle della moglie che teme per l'incolumità di marito e famiglia.
Sebastiano Rizzo, regista e attore, si cimenta con il tema del giornalismo eroico che contrasta la criminalità organizzata, trattato nella storia cinematografica recente da Marco Risi ne I cento passi e Fortapàsc (Nomi e cognomi è dedicato sia a Peppino Impastato che a Giancarlo Siani, oltre che a "tutti i giornalisti e cronisti che hanno esercitato la loro professione con coerenza e amore incrollabili, senza scendere a compromessi"), e se la regia e i dialoghi mancano di quel guizzo autoriale che solleverebbero il racconto dal livello della fiction televisiva, la costruzione narrativa mostra coraggio e un'autentica passione per gli uomini che tengono la schiena dritta.
Molto utili alla resa finale le interpretazioni di Dino Abbrescia e Ninni Bruschetta, e commovente Maria Grazia Cucinotta nei panni di Anna, la moglie tenera e imbronciata di Mimmo. Ci sono parecchie ingenuità, come la propensione dei malviventi a raccontare i propri piani in luoghi pubblici, ma nel complesso è un buon esordio e va a toccare argomenti che spesso, anche nel cinema italiano, sono considerati tabù.
Dire la verità e pagare di persona per poterlo fare, tutto il film è basato su questo, ma sopratutto cerca di farci capire che comunque ne vale la pena. Lasciato da parte questo profondo messaggio che nel bene e nel male arriva, la storia non è eccezionale ma si può guardare, sopratutto raccoglie un bel set di attori molti dei quali mi piacciono a prescindere.
Il coraggio di resistere davanti a corruzione e ricatto nel nostro disturbato Stivale. Dedicato, nei titoli di coda, ai giornalisti eliminati per la tenacia di cronaca e la rettitudine davanti alle mafie d'Italia, da Peppino Impastato a Giancarlo Siani. Nello script di Camilla Cuparo s'immagina un direttore di foglio d'una cittadina del meridione (Lo Verso impegnato, con barba scapigliata e battute [...] Vai alla recensione »