Human

Film 2015 | Documentario, +13 191 min.

Titolo originaleHuman
Anno2015
GenereDocumentario,
ProduzioneFrancia
Durata191 minuti
Regia diYann Arthus-Bertrand
AttoriLuis Cancu, Atman, Berthony, Bruno (II), Frezno Ian, Estima Joseph, Leonard, Maria (II), Pepe Mujica, Don Mullan, Qusai, Sophie, Tjimuremo, Yevgeny.
Uscitalunedì 29 febbraio 2016
TagDa vedere 2015
DistribuzioneAcademy Two
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 4,07 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Yann Arthus-Bertrand. Un film Da vedere 2015 con Luis Cancu, Atman, Berthony, Bruno (II), Frezno. Cast completo Titolo originale: Human. Genere Documentario, - Francia, 2015, durata 191 minuti. Uscita cinema lunedì 29 febbraio 2016 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,07 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 3 febbraio 2016

Argomenti:  Documentari sulla Terra

Le storie intrecciate di persone comuni intervistate davanti alle telecamere di tutto il mondo. Questo lungometraggio di Yann Arthus-Bertrand fornisce un ritratto moderno del nostro pianeta.

Consigliato assolutamente sì!
4,07/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA
PUBBLICO 4,14
ASSOLUTAMENTE SÌ
Una straordinaria capacità di sintesi che ne fa un’opera straordinaria che merita una straordinaria attenzione.
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 12 settembre 2015
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 12 settembre 2015

Nel corso di due anni il regista Yann Arthus-Bertrand insieme alla sua troupe ha realizzato 2.020 interviste in 60 Paesi dando voce a chi spesso non ne ha. Ha poi alternato le stesse in montaggio utilizzando immagini aeree del Pianeta in cui Umanità e Natura si fondono in immagini di forte impatto. Le domande che gli intervistatori (che non compaiono mai e di cui non si sente la voce) ponevano erano di questo tenore: Si sente libero? Qual è il significato della vita? Qual è stata la prova più difficile che ha dovuto affrontare e che cosa ha imparato da essa? Qual è il suo messaggio per gli abitanti del pianeta?
Non è facile dare voce, senza cadere nella retorica più abusata, ai sentimenti più intimi di persone che si sanno inquadrate in primo piano e, soprattutto, non è facile trarne un’opera imponente che attiri l’attenzione di spettatori che di giorno in giorno sembrano essere sempre più desiderosi di messaggi brevi che vadano diretti al bersaglio.
La scommessa di Arthus-Bertrand poteva sembrare sulla carta improba e invece è proprio la straordinaria capacità di sintesi che ne fa un’opera straordinaria che merita una straordinaria attenzione. Povertà, guerra, violenza privata, omofobia e innumerevoli altre condizioni umane vengono affrontate da coloro che accettano di mettere in comune il proprio pensiero e le proprie culture con interventi brevi ma tutti efficaci. A partire dal primo in cui il soggetto intervistato spiega come da un delitto efferato possa nascere una nuova consapevolezza sul significato dell’amore.
Le interviste sono suddivise in blocchi a cui fanno da separazione immagini di spazi in cui talvolta gli esseri umani sembrano perdersi e talaltra in cui se ne percepisce la fatica o la gioia collettive. Il pregio più evidente dell’operazione (che si è strutturata in molteplici possibilità di proposta anche dal punto di vista della durata in modo da ottenere la più vasta diffusione possibile offrendone copie gratuite per la proiezione) è quello di riuscire a ricordarci che gli esseri umani possono essere molto di più che ‘individui’. Basta considerarli come persone. È quanto Arthus-Bertrand sa fare. Come ci ricorda: "Sono un uomo fra sette miliardi di altri uomini. Negli ultimi 40 anni ho fotografato il nostro pianeta e la diversità umana, e ho l’impressione che l’umanità non stia facendo alcun progresso. Non sempre riusciamo a vivere insieme. Perché? Non ho cercato una risposta nelle statistiche o nelle analisi, ma nell’uomo stesso. Nei visi, negli sguardi e nelle parole trovo un potente mezzo per arrivare alle profondità dell’animo umano. Ad ogni incontro, ci si avvicina di un passo. Ogni storia è unica. Nell’esplorare le esperienze dell’Altro, ero in cerca di comprensione".
Dinanzi alla domanda su che senso abbia la vita uno degli intervistati inizialmente si ritrae e poi trova una sintesi perfetta: "Far sì che il messaggio che ognuno di noi bambino porta in sé arrivi all’adulto che diverrà senza disperdersi". È solo una delle innumerevoli occasioni di riflessione che il film offre.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 17 agosto 2016
Mario Nitti

Alcune ore di interviste con, in primo piano, senza null’altro a distrarre lo spettatore, i volti di persone di tutto il mondo che rispondono a domande sulla vita, sulla morte, sull’amore, sul lavoro, sulla povertà, sul loro essere umani. Ognuna parla la sua lingua, quindi tutto è sottotitolato. Le interviste sono intramezzate da immagini, spesso rallentate, di pezzi di mondo. [...] Vai alla recensione »

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