Everest

Film 2015 | Drammatico, +13 121 min.

Regia di Baltasar Kormákur. Un film Da vedere 2015 con Josh Brolin, Jason Clarke, John Hawkes, Robin Wright, Emily Watson. Cast completo Titolo originale: Everest. Genere Drammatico, - USA, 2015, durata 121 minuti. Uscita cinema giovedì 24 settembre 2015 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,82 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 19 ottobre 2015

Un film ispirato agli eventi che hanno caratterizzato il tentativo di raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo. Il film ha ottenuto 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office Everest ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 4,6 milioni di euro e 1,6 milioni di euro nel primo weekend.

Passaggio in TV
domenica 1 marzo 2026 ore 18,55 su SKYCINEMASUSPENSE

Everest è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
2,82/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,42
PUBBLICO 3,05
CONSIGLIATO SÌ
Lontano dall'essere un film giocattolo, Everest congela gli aspetti eroici dell'alpinismo e smaschera la visione ludica (e prosaica) dell'arrampicata (sociale).
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 2 settembre 2015
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 2 settembre 2015

Qualche volta per scrivere un articolo, per mantenere una promessa, per ispirare i più giovani, per combattere la depressione, per arricchirsi, per accumulare obiettivi, per alimentare il proprio sogno e realizzare quello degli altri si è disposti a tutto, anche a scalare l'Everest. Al confine tra Cina e Nepal, la vetta è la meta di un gruppo eterogeneo che ha deciso di affidarsi a Rob Hall e alla sua società, l'Adventure Consultants, per tentare l'impresa. Rob è sposato con Jan e in attesa di una figlia che sogna di cullare in fondo alla discesa. Ma le cose si complicano presto perché il campo base è affollato da dilettanti e da altre spedizioni commerciali gestite da Scott Fischer, alpinista col vizio dell'alcol. Rob e Scott trovano però ragione e modo di collaborare e il 10 maggio 1996 partono alla volta della vetta alta 8.848 metri. La scarsa preparazione dei clienti, combinata all'approssimazione organizzativa, ritarda la salita dei due gruppi. Nondimeno alcuni di loro toccheranno con mano la vetta a fianco di Rob, sempre generoso coi suoi clienti. Poi una tempesta improvvisa si solleva, soffiando sulla discesa e sul destino degli uomini.
Non si può essere romantici con la montagna, soprattutto se si è alpinisti, soprattutto se da voi dipende la vita di altre persone. E di romanticismo 'pecca' il protagonista di Everest, perseverando quando invece avrebbe dovuto fermarsi. Eppure Rob Hall lo sa bene. Un'alpinista sa quando la ragione deve dominare la passione e il piacere verticale che procurano le sfide estreme e i territori inesplorati. Ma quel piacere Rob non vuole negarlo a Doug, amico e cliente che ha qualcosa da dimostrare a se stesso e ai bambini della scuola frequentata dai suoi figli.
A un passo dalla vetta e in quella decisione azzardata sta il senso del 'film di montagna' di Baltasar Kormákur, che recupera un genere cinematografico popolare negli anni Venti e Trenta in Germania e polemizza sulla globalizzazione del viaggio che snatura la natura e i popoli che incontra. Nelle cosmogonie la montagna è il luogo delle origini, l'asse verticale di congiunzione tra il mondo celeste delle potenze divine e il mondo terreno. Il percorso dal basso all'alto per ascenderla è un'iniziazione, un cambiamento di status per chi la sfida, trascendendo in qualche modo la condizione umana. La pratica dell'alpinismo per molti aspetti si inscrive in questa logica, nella logica di purificazione e di dominazione del mondo che procura l'ascesi.
Kormákur, scalando il suo Everest tra suspense e vertigine, rimpiange quell'intendimento e denuncia le ascensioni turistiche di massa che attrezzano montagne indomabili, enfatizzano la spettacolarità delle sue attrazioni (naturali e culturali) e allargano a dismisura il campo base. Everest conduce gli attori in parete ed esplora il sentiero sbagliato infilato dall'occidente. In perfetto equilibrio tra crepacci e ghiacciai, il regista islandese sale con le masse, avanza con le mode e 'arrampica' i profanatori contro cui la 'fede' di Rob Hall, eletto dagli dei a toccare cinque volte la vetta dell'Everest, non può più nulla. La 'democratizzazione' della montagna, contaminata con sprovvedute ambizioni e lattine sfondate, quelle che Rob raccoglie turbato, ne ha depotenziato la sfida (drammatica, sportiva, poetica, simbolica). Sfida alla base di un genere prodotto dal XIX secolo, che inventò il cinema e la montagna e li mise l'uno al servizio dell'altra.
Lontano dall'essere un film giocattolo, Everest, condotto 'su corda' da Jason Clarke e Jake Gyllenhaal, congela gli aspetti eroici dell'alpinismo e smaschera la visione ludica (e prosaica) dell'arrampicata (sociale). Il viaggio sentimentale, l'attitudine contemplativa, la conquista fisica, la montagna come luogo dei valori svaniscono dentro una tempesta e un disappunto (di natura) che suona come ultima parola. Perché come diceva George Mallory, alpinista inglese morto sulla celebre vetta nel 1924, l'Everest "è lì" a ricordarci il rispetto che si deve alla natura e all'altezze inaccessibili. Tratto dal saggio di Jon Krakauer ("Aria Sottile"), giornalista di "Outside" sopravvissuto alla spedizione del 1996 in cui morirono otto persone, Everest chiude su un'ultima ascesa, quella della macchina da presa a cercare un 'risveglio', un nuovo funambolico ardimento, destinato a cancellare da altre pareti la parola impossibile e a ritrovare il valore e la dimensione della professionalità. Una competenza declinabile con moralità.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 2 settembre 2015
Peer Gynt

Ricostruzione della tragica salita in vetta all'Everest del maggio 1996 che costò la vita a 8 persone, si tratta di un film ben fatto ma sostanzialmente senz'anima. Classico film di genere, con una lunga prima parte dedicata al viaggio preparatorio e all'acclimatazione all'alta quota, e una seconda parte con la tragedia vera e propria, non manca di credibilità e di attenzione [...] Vai alla recensione »

Frasi
«Speriamo che almeno un cliente riesca ad arrivare in cima.»
Helen Wilton (Emily Watson)
dal film Everest - a cura di Salvatore Catania
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Come dimostrato da un'accoglienza critica freddina, la Mostra di Venezia non era la sede giusta per il battesimo di Everest, «disaster movie» in 3D che ricostruisce le fasi di una drammatica spedizione del 1996 sulla montagna del titolo, giocando sul registro del grande spettacolo piuttosto che dell'innovazione formale; e tratteggiando le figure dei protagonisti in modo alquanto prevedibile.

NEWS
LIBRI
domenica 27 settembre 2015
 

Il 10 maggio 1996 una tempesta colse di sorpresa quattro spedizioni alpinistiche che si trovavano sulla cima dell'Everest. Morirono 9 alpinisti, incluse due delle migliori guide. Con questo libro, l'autore, che è uno dei fortunati che riuscirono a ridiscendere [...]

VIDEO
giovedì 17 settembre 2015
 

Ispirato da una serie di incredibili eventi accaduti realmente durante una pericolosa spedizione volta a raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo, Everest, il nuovo film del regista islandese Baltasar Kormákur (Contraband, Cani sciolti), [...]

GALLERY
giovedì 3 settembre 2015
Chiara Renda

Inaugurata dalla splendida madrina italo-egiziana Elisa Sednaoui, si è aperta ufficialmente ieri sera la 72. Mostra del Cinema di Venezia. Protagonista indiscusso del primo red carpet è stato Jake Gyllenhaal, che si è trattenuto a lungo con i fan regalando [...]

NEWS
mercoledì 2 settembre 2015
Chiara Renda

Si apre oggi il sipario sulla 72. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, in programma fino al 12 settembre sotto la direzione di Alberto Barbera, che quest'anno ha scelto di puntare sul cambio generazionale con molti registi esordienti. [...]

NEWS
mercoledì 8 luglio 2015
 

Everest, un film Universal Pictures diretto da Baltasar Kormákur, è il film d'apertura, Fuori Concorso, della 72. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2-12 settembre 2015), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta [...]

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