|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento domenica 22 marzo 2015
Un melodramma dalle tinte hitchcockiane tratto da una novella di Ruth Rendell. Il film ha ottenuto 2 candidature a Cesar, In Italia al Box Office Una nuova amica ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 210 mila euro e 93,4 mila euro nel primo weekend.
Una nuova amica è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Claire è sposata con Gilles ma è con Laura che ha da sempre la relazione più profonda. Amiche dall'infanzia, Claire e Laura hanno condiviso i banchi di scuola e i momenti ludici, hanno fatto un patto di sangue e inciso un cuore nel bosco per suggellare la loro amicizia. Sempre un passo avanti a lei, nella vita come nella morte, Laura sposa David e resta incinta di Lucie, la figlia che non vedrà crescere. Morta prematuramente a seguito di una malattia, Laura lascia Claire in uno stato di profonda prostrazione. Al funerale dell'amica Claire promette di vegliare su David e la loro bambina ma quella promessa porta con sé una scoperta insolita. David tra le mura di casa indossa abiti femminili, si trucca come una donna, si muove come una donna, pensa come una donna. Scioccata dalla rivelazione, Claire decide comunque di stare al gioco e mantenere il segreto.
Che la nuova amica del titolo sia un uomo travestito da donna non è un segreto e nemmeno il segreto sul quale François Ozon costruisce il suo film. Affiche e trailer non fanno mistero di questo travestimento, incarnato da Romain Duris. A interessare davvero il regista francese sono le conseguenze di quel crossdressing, lo sguardo che le persone, ma soprattutto la Claire di Anaïs Demoustier, posano sul protagonista. Ozon lascia presto cadere le curiosità intorno a David (forse indossa abiti femminili per affondarci dentro il suo dolore, o magari per compiere un atto di amore assoluto e calmare il pianto della sua bambina o chissà per bisogno, un bisogno antico e profondo che la morte della moglie ha risvegliato), per dedicarsi a Claire, prima turbata dalla rivelazione e poi progressivamente complice dell'amico, perfettamente a suo agio negli abiti di una donna e nel nome calzante di Virginia. Da par suo David diventa Virginia con un tale piacere, una tale evidenza e una tale assenza di colpa, imbarazzo o tormento che Claire ne è completamente affascinata, sedotta. Ma dove si situa esattamente il suo desiderio? Chi desidera, Claire? David, Virginia o il fantasma dell'amica? E ancora, il suo è un sentimento adultero, lesbico, morboso? Ozon avvia il gioco, contempla ogni pista, non trascura nessuna possibilità e mette in scena le ipotesi sessuali come dei trompe-l'oeil. Realtà, sogno, immagine, proiezione, Una nuova amica esplora gli slittamenti d'identità e la suspense sentimentale con una virtuosità che stordisce, mentre un uomo apprende l'arte dello shopping e una donna quella della trasgressione. Dopo un prologo manierato che svolge un precipitato di vita e di vite borghesi, rinchiuse in case e automobili troppo grandi, Una nuova amica apre letteralmente la porta per mano della sua protagonista e scoppia quella normale bolla di normalità. Le ellissi temporali, lasciano il passo al presente, interrotto da flashback sul passato dai colori autunnali, come dentro a un film di Douglas Sirk. Mondo e società non prendono parte, se non in modo superficiale, all'intrigo amicale, accordando al film, ai personaggi e ai loro cuori una libertà straordinaria e barocca, che abbatte i confini tra i generi. Il contagio della femminilità risveglia i protagonisti e individua zone di indeterminatezza sessuale, in cui un uomo con la barba porta lo smalto rosso alle unghie, un altro si protegge il collo con civetteria e una sciarpa leopardata, una donna fa l'amore come un uomo o fa l'amore con un uomo travestito da donna e un regista si mette in scena dentro un cinema abbordando il suo protagonista davanti al ponte di Waterloo. Trionfo dell'artificio, che ancora una volta nel cinema dell'autore francese annulla la realtà (Sitcom, Angel, Ricky, Nella casa), Una nuova amica rivendica il sogno dentro un controllo formale che non impedisce mai l'emozione e il potenziale erotico. Potenziale di cui si fanno carico Romain Duris, che incede sui tacchi lungo il confine tra grottesco e prodigio, e Anaïs Demoustier che gli tende lo specchio con mano ferma, sbocciando al suo contatto e dentro un rosso che si 'abbina' col suo rossore, trasformandola finalmente in una donna come nella canzone di Nicole Croisille ("pour la première fois je me suis enfin sentie femme"). Perché è Virginia, lo scintillante crossdresser, l'onda erotica che finirà per rivoltare anche Gilles e (ri)metterà al mondo Claire, donna gravida di avvenire e di un avvenire dove tutto (forse) sarà possibile. Per lei e Gilles, fuori campo, e per quella strana famiglia che si allontana nell'epilogo. Un trio fragile che non pretende nulla, non sfida nessuno, non rivendica grandi cose se non il diritto all'esistenza.
Claire è sposata con Gilles ma è con Laura che ha da sempre la relazione più profonda. Amiche dall'infanzia, Claire e Laura hanno condiviso i banchi di scuola e i momenti ludici, hanno fatto un patto di sangue e inciso un cuore nel bosco per suggellare la loro amicizia. Sempre un passo avanti a lei, nella vita come nella morte, Laura sposa David e resta incinta di Lucie, la figlia che non vedrà crescere. Morta prematuramente a seguito di una malattia, Laura lascia Claire in uno stato di profonda prostrazione. Al funerale dell'amica Claire promette di vegliare su David e la loro bambina ma quella promessa porta con sé una scoperta insolita. David tra le mura di casa indossa abiti femminili, si trucca come una donna, si muove come una donna, pensa come una donna. Scioccata dalla rivelazione, Claire decide comunque di stare al gioco e mantenere il segreto.
La tentazione di stroncare questo ultimo film di Ozon è quasi irresistibile. Eppure il regista francese aveva fornito in passato delle buone prove, tra cui “Giovane e bella”, la vicenda di una adolescente che si prostituisce su internet alla ricerca di una propria identità. In questa ultima opera il tema dell'identità di genere viene sviluppato attingendo a piene mani dal repertorio melodrammatico, [...] Vai alla recensione »
Basterebbe la prima grande sequenza, pura apparenza che si chiude con una sorpresa glaciale, a dimostrare che "Una nuova amica" ragiona più sulle confusioni, che non sulle sostituzioni; più sulle identità che non sui travestimenti. François Ozon fortunatamente non è Almodovar e si permette solo piccole derive tipiche dello spagnolo (un lampo di femminilità civettuola con la suocera, un'erezione visivamente [...] Vai alla recensione »