Vizio di forma

Film 2014 | Commedia, Drammatico, V.M. 14 148 min.

Regia di Paul Thomas Anderson. Un film Da vedere 2014 con Joaquin Phoenix, Katherine Waterston, Eric Roberts, Josh Brolin, Benicio Del Toro. Cast completo Titolo originale: Inherent Vice. Genere Commedia, Drammatico, - USA, 2014, durata 148 minuti. Uscita cinema giovedì 26 febbraio 2015 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,55 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 3 marzo 2015

Adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Thomas Pynchon. Protagonista è un detective con il vizio dell'alcool e i modi poco ortodossi. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 3 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Vizio di forma ha incassato 775 mila euro .

Vizio di forma è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,55/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,75
PUBBLICO 2,91
CONSIGLIATO SÌ
Sotto le vesti lacere del noir si nasconde una complessa e stratificata riflessione sul trauma della fine di un'epoca.
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 19 febbraio 2015
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 19 febbraio 2015

Doc Sportello, hippie suonato che ciondola sulla spiaggia di Gordita Beach e investigatore privato a tempo perso, è avvicinato dalla sua ex Shasta Fey, che gli affida un caso complicato. Insospettita dagli intrighi attorno al suo nuovo amante, il palazzinaro Wolfmann, vuole prevenire un suo ricovero coatto. Doc non fa in tempo a cominciare le indagini che finisce per essere accusato di omicidio dall'amico-nemico Bigfoot, ispettore della Omicidi.
Sul titolo, a volte, è bene soffermarsi (oltre che sulla locandina, quando inarrivabile come quella di Vizio di forma). Al di là della libera traduzione e semplificazione italiana, che poco o nulla significa - e che, curiosamente, sia nel libro di Thomas Pynchon che nel film tratto da esso, non trova spazio all'interno dell'opera - è il letterale "vizio intrinseco" la chiave del mistero. Che, come tale, include tanto il MacGuffin del termine tecnico del ramo assicurativo che la reale sostanza dell'opera di Pynchon e Anderson, dove "vizio intrinseco" sta per incapacità per un sistema di reggere l'instabilità centrifuga delle sue componenti interne.
Due piani di lettura per una molteplicità psichedelica di interpretazioni degli stessi: l'Uno e il Tutto, in ordine sparso, come vuole il cinema di Paul Thomas Anderson da Ubriaco d'amore in poi. Il noir e la sua lunga discendenza di riferimenti riflessivi (Chandler via Altman, Kem Nunn via Pynchon, con aggiunta di Hunter Thompson e Dude Lebowski) diviene così avvincente esca per catturare l'interesse e aiutare a immedesimarsi tanto in Doc Sportello che nella sua nemesi Bigfoot Bjornsen, nascondendo così, attraverso un sottile e caliginoso fumo di cannabis, la parabola della seconda caduta dall'Eden, quando l'ebbrezza utopistica dei '60 si è schiantata di fronte alla cruda realtà della natura umana ad Altamont e Bel Air.
Gli Hell's Angels omicidi e la setta satanista di Manson diventano in Vizio di forma un'unica entità e si contrappongono, con logica speculare, all'amore, che muove (più che il cielo e l'altre stelle) le onde dell'oceano e il girovagare erratico, ma lucido e con uno scopo preciso, del protagonista. Un insieme di caratteri paradigmatici fa di Doc Sportello creatura andersoniana più che pynchoniana, pecorella smarrita che si oppone con radicale indolenza al traumatico passaggio di consegne tra un'epoca e un'altra, tra l'erba e la polvere d'angelo, tra Neil Young (il brano scelto per la più romantica delle sequenze si intitola "Journey through the Past") e il decennio dell'edonismo reaganiano che verrà, tra la pellicola che esibisce orgogliosamente la sua grana e il digitale che ci seppellirà. Mai come in Vizio di forma lo sconclusionato nonsense di una trama inafferrabile e involuta è mistificatore, come la retorica di un guru, rispetto alla geometrica precisione di un'opera che intensifica la separazione di Doc dal suo, o dai suoi, doppi.
Dalla musa-spirito guida Sortilège, voice-over che si fa carne, all'illusorio oggetto d'amore Shasta, fino al Bigfoot di un eccellente Josh Brolin. La bromance tra questi e Doc, giocata costantemente sul filo della comicità, oltre a rivelare una matrice ben più tangibile del Lebowski coeniano nell'oscuro Cisco Pike (Per 100 chili di droga) di una ruggente New Hollywood, è la dinamica pseudo-amorosa di due opposti che si attraggono, due metà che si cercano e si sostituiscono: il primo detective sempre meno improbabile e il secondo cullato e confuso dai suoi sogni di attore. Scherzi del subconscio, forse, come una clinica criminale odontoiatrica o una nave all'orizzonte che non attracca mai, che disegnano la più difficile delle trasposizioni, libera dove appare didascalica, metaforica dove appare comica, prima di chiuderla sotto il sole elusivo di una California in chiaroscuro.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 26 febbraio 2015
Peer Gynt

Intendiamoci subito: a cercarle con il lanternino, potremmo anche trovare nel film tutte le tematiche tipiche della filmografia del regista Anderson. Ma in realtà siamo di fronte ad un film letterario (che nessuno puo' negare sia un genere filmico vero e prorpio), e per giunta un film letterario tratto da un romanzo di Thomas Pynchon, narratore fra i più intraducibili in pellicola. [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
martedì 27 gennaio 2015
Gabriele Niola

Quando si parla di noir al cinema la tradizione in materia è così grande che non si può fare a meno di pensare a tutto quello che è venuto prima, a quanto un regista o un attore si siano appoggiati alla vasta filmografia in materia, quanto si citi e quanto sia pura ispirazione. Per Vizio di forma "non c'era da guardare vecchi film o altro, tutto era nel libro, il tono è così unico che serviva solo quello" ha raccontato Joaquin Phoenix che nel film è Doc Sportello, un investigatore privato hippie nel 1969, un'era in cui la cultura hippie stava tramontando per lasciare spazio a quella della paranoia. [...]

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Natalia Aspesi
La Repubblica

Il detective privato Doc Sportello vive in una baracca di legno a Gordita Beach, sulla costa della California abitata dagli hippies in preda al loro fumato sogno americano che sta per estinguersi. È fatto di spinelli che gli addolciscono il mondo, lo spingono a non lavarsi i piedi e a spruzzarsi il profumo sui vestiti, a costruirsi la pettinatura afro e a farsi crescere basette che gli occupano tutta [...] Vai alla recensione »

NEWS
LIBRI
venerdì 14 agosto 2015
 

California, inizio anni Settanta. Doc Sportello, investigatore privato con una passione smodata per le droghe e il surf, viene contattato da una vecchia fiamma, Shasta, che gli rivela l'esistenza di un complotto per rapire il suo nuovo amante, un costruttore [...]

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