| Titolo internazionale | It's About to Rain |
| Anno | 2013 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia, Iraq |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Haider Rashid |
| Attori | Lorenzo Baglioni, Mohamed Hanifi, Giulia Rupi, Amir Ati, Michael Alexanian Denny Bonicolini, Francesco Grifoni, Luca Campostrini, Arthur Alexanian, Carlo Ciappi. |
| Uscita | giovedì 9 maggio 2013 |
| Distribuzione | Radical Plans |
| MYmonetro | 2,70 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 23 aprile 2020
Un film che affronta le conseguenze di un rimpatrio costretto dalle difficili condizioni lavorative in Italia.
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CONSIGLIATO SÌ
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Dove e' casa mia? In Italia, dove vivo da quando sono nato, o in quel Paese lontano che non conosco da dove vengono mamma e papà?". Queste le parole di Said, nome esotico per un caparbio ragazzo di 26 anni che parla toscano ed è nato a Firenze da genitori algerini.
Quando suo padre perde improvvisamente il lavoro, Said si vedrà negato il permesso di soggiorno e sarà costretto insieme al padre e al fratello a "tornare in patria", in Algeria, un posto che lui non ha mai neanche visto. La sua natura combattente lo spingerà dunque ad appellarsi agli avvocati e alla stampa, nel tentativo di attirare l'attenzione sul problema degli immigrati di seconda generazione, intrappolati nei meandri dall'assurda e anacronistica legislazione italiana.
Al suo quarto lavoro dopo Between Two Lands, Tangled Up in Blue e Silence: All Roads Lead to Music, il giovane Haider Rashid, nato a Firenze da padre iracheno e madre italiana, sceglie di prendere spunto da un problema urgente e personalmente sentito, per raccontare l'evidente disconnessione tra la realtà italiana e l'obsoleto scenario legislativo. E lo fa evitando la trappola del film a tesi, mettendo invece generosamente il primo piano il suo convincente protagonista (Lorenzo Baglioni), continuamente braccato da una macchina da presa d'ispirazione neorealista. In una Firenze estiva, torrida e quasi irriconoscibile, lontana dalle belle immagini da cartolina, Said si muove tra strade deserte, case, uffici e studi televisivi, accompagnato dalle opprimenti musiche di Tom Donald a sottolineare l'incubo emotivo nel quale lo conduce questo viaggio negli assurdi meandri della burocrazia. Pur con qualche ingenuità a livello di sceneggiatura e qualche eccesso di retorica nei dialoghi, Sta per piovere è un documento autentico a testimonianza di un problema urgente spesso ignorato e sottovalutato. Un documento in bilico tra cinema-verità e finzione, capace di emozionare grazie a un tono lieve e a un personaggio forte, affiancato da credibili comprimari. Un documento che si interroga con passione e profondità sull'identità e sul complesso concetto di 'straniero' nella nostra realtà.
Said, un giovane sicuro e ambizioso, nato e cresciuto in Italia da genitori algerini, studia e lavora come panettiere part-time. A seguito del suicidio del direttore della fabbrica in cui lavora suo padre Hamid, la famiglia si trova di fronte alla lacerante realtà di non poter rinnovare il permesso di soggiorno, come fa da trent'anni, e riceve un decreto di espulsione. L'Italia, il paese che Said ha sempre considerato suo, appare ora come un muro di gomma che lo spinge a "tornare a casa", in Algeria, luogo che lui non ha neanche mai visitato. Nel tentativo di trovare una soluzione, Said si appella agli avvocati, ai sindacati e alla stampa, cercando di portare attenzione su un problema concreto e sempre più presente nella società italiana; questo percorso lo porterà attraverso i meandi di una burocrazia legislativa retrograda e alla riconsiderazione della sua identità, riflettendo su un dilemma profondo: rimanere in Italia clandestinamente o partire per l'Algeria con la sua famiglia, aiutandola a ricostruirsi una vita nel paese che ha lasciato trent'anni fa?
Non sono un critico di professione, ma ho assistito all'anteprima e mi sento in dovere di lasciare due parole sul film. E' un'opera che nasce dalla passione e dal sudore di tutti quelli coinvolti, che ha il grandissimo (e affatto scontato) pregio di non limitarsi a mostrare i propri contenuti, ma di mostrarli in maniera tecnicamente ineccepibile. La regia e la recitazione hanno un passo moderno e [...] Vai alla recensione »
"My name is Said Mahran, and I am an Italian like you," said the protagonist of Sta Per Piovere (It's About To Rain), by Iraqi-Italian director Haider Rashid, who described second generation immigrants as being stuck in a socio-political limbo. The movie tackles issues of cultural and legal straddling that many like fictitious Mahran encounter. Mahran, the son of an Algerian immigrant is faced [...] Vai alla recensione »