La mafia uccide solo d'estate

Film 2013 | Commedia, 90 min.

Regia di Pif. Un film Da vedere 2013 con Cristiana Capotondi, Pif, Ginevra Antona, Alex Bisconti, Claudio Gioé. Cast completo Titolo internazionale: The Mafia Kills Only in Summer. Genere Commedia, - Italia, 2013, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 28 novembre 2013 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 3,25 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 29 novembre 2016

Arturo ha pochi anni e un segreto romantico che condivide con Rocco Chinnici, giudice e vicino di Flora, la bambina che gli ha incendiato il cuore. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto 2 Nastri d'Argento, 9 candidature e vinto 2 David di Donatello, Il film è stato premiato a Torino Film Festival, ha vinto un premio ai European Film Awards, a 8 ½ Cinema Italiano, In Italia al Box Office La mafia uccide solo d'estate ha incassato 4,7 milioni di euro .

La mafia uccide solo d'estate è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,50
PUBBLICO 3,50
CONSIGLIATO SÌ
Il film trova la sua rilevanza in quello che racconta e la sua forza in come lo racconta e come rappresenta la mafia senza indulgenze celebrative.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 25 novembre 2013
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 25 novembre 2013

Arturo ha pochi anni e un segreto romantico che condivide con Rocco Chinnici, giudice e vicino di Flora, la bambina che gli ha incendiato il cuore. Nato a Palermo, Arturo è stato concepito il giorno in cui Totò Riina, Bernardo Provenzano, Calogero Bagarella e altri due uomini della famiglia Badalamenti, uccisero Michele Cavataio vestiti da militari della Guardia di Finanza. Da quel momento e da che si ricordi la sua vita, spesa a Palermo, è stata allacciata alla Mafia e segnata dai suoi efferati delitti. Cresciuto in una famiglia passiva, in una città 'muta' e tra cittadini incuranti dei crimini che abbattono i suoi eroi in guerra contro la Mafia, Arturo prova da solo a produrre un profilo e un senso a quegli uomini contro e gentili che gli offrono un iris alla ricotta (il commissario Boris Giuliano) o gli concedono un'intervista (il Generale Dalla Chiesa). L'unico che proprio non riesce a incontrare, ma di cui ritaglia e colleziona foto dai giornali, è il premier Giulio Andreotti, che da una trasmissione televisiva gli impartisce un'ideale lezione sentimentale da applicare al cuore della piccola Flora. Gli anni passano, la Mafia cresce in arroganza e crudeltà e i paladini della giustizia vengono falciati, sparati, esplosi. Soltanto Arturo rimane uguale a se stesso, ossequiante e 'svenduto' in una televisione locale e nella campagna elettorale di Salvo Lima. Ma la morte di Giovanni Falcone e quella di Paolo Borsellino lo risveglieranno da un sonno atavico e dentro una città finalmente cosciente.
Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, debutta al cinema con una storia di rimozione, una storia scomoda perché chiama in causa responsabilità collettive che costringono a interrogarsi sull'identità culturale del Paese, sul suo passato e sul suo futuro. Aiuto regista di Marco Tullio Giordana nel 2000, lo ha accompagnato nei cento passi che separavano l'abitazione di Peppino Impastato da quella del boss Tano Badalamenti. E di quel film l'opera prima di Pif ha l'urgenza e la necessità di raccontare una pagina drammatica che non deve essere dimenticata perché rompe col silenzio e con l'omertà, un contratto sociale basato sulla connivenza.
Costruito come un romanzo di formazione, La mafia uccide solo d'estate trova la sua rilevanza in quello che racconta e la sua forza in come lo racconta e come rappresenta la mafia senza indulgenze celebrative. Infilato il terreno minato dell'universo criminale, Pif contempla il fascino sinistro dell'eroe del male, incarnato nel film da Giulio Andreotti e allargato a una lunga serie di 'persone perbene'e istituzionali fino alla bassa macelleria criminale, scartando i sentimenti retorici e i cliché che veicolano l'idea dell'immutabilità della Mafia. Nato in una regione incline al fatalismo come la Sicilia, Pif fa qualcosa di più che dimostrare la parabola discendente di Cosa Nostra, scegliendo come protagonista un ragazzino che coltiva sogni, speranze e illusioni e che imparerà a sottrarsi alle regole del gioco sentendosi e volendosi 'diverso' rispetto alla cultura diffusa di cui la criminalità organizzata è espressione. I padrini forti e arcaici visti sempre nella loro sacralità di potenti e cattivi vengono 'rovesciati' in una storia drammaturgicamente valida e capace di scendere dentro le cose.
Cinema impegnato in prima linea, che arriva col sorriso fino in fondo, fino a sentire e a far sentire un dolore lancinante, La Mafia uccide solo d'estate capovolge il comico in tragico ricordandoci che ribellarsi è possibile. Il film porta a coscienza del protagonista e della sua città i mostri che stanno anche dentro chi li vorrebbe cacciare e che decide per questo di dichiarare guerra a una parte di sé. Lo sguardo attonito e incredulo di Arturo bambino sulle omertà e le brutalità del mondo degli adulti, che lo hanno sedotto (Giulio Andreotti), innescato (il giornalista esiliato di Claudio Gioè) e (ri)educato (i 'retroscena' del potere mafioso), si posa adesso consapevole sul figlio e sulle targhe di marmo.
Targhe che 'medicano' le ferite di Palermo, targhe fissate sui suoi muri e nella sua memoria, targhe su cui Arturo legge i nomi dei caduti per la Mafia. Legge il loro impegno, le loro imprese, rompendo l'ordine delle cose (nostre) e avviando il processo di eredità di chi ha saputo far esistere la cultura come possibilità della comunità.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 29 novembre 2013
rita branca

  La mafia uccide solo d’estate, film (2013) di Pif,  con Pif (Pierfrancesco Diliberto), Cristiana Capotondi, Ginevra Antona, Alex Bisconti, Claudio Gioé, Ninni Bruschetta, Barbara Tabitta, Rosario Lisma.   Film autobiografico, davvero originale, altamente drammatico seppur vestito di commedia. Questo insolito e assolutamente nuovo approccio al tema della mafia, [...] Vai alla recensione »

Frasi
QUANDO SONO DIVENTATO PADRE HO CAPITO DUE COSE: LA PRIMA CHE AVREI DOVUTO DIFENDERE MIO FIGLIO DALLA MALVAGITA' DEL MONDO LA SECONDA CHE AVREI DUVUTO INSEGNARGLI A DISTINGUERLA
Una frase di Arturo (Pif )
dal film La mafia uccide solo d'estate - a cura di PATRIZIA
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Si possono raccontare vent'anni di mafia con il sorriso sulle labbra? E si può, con toni da commedia, rendere omaggio ai grandi eroi dell'antimafia che hanno pagato, con la vita, il coraggio di essere, fino in fondo, servitori dello Stato? Detto così, sembrerebbe un sacrilegio bello e buono. Invece, La mafia uccide solo d'estate è una delle operazioni più riuscite e intelligenti fatta dal cinema italiano, [...] Vai alla recensione »

NEWS
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martedì 10 giugno 2014
 

Si è svolta la cerimonia di premiazione della 58esima edizione dei David di Donatello, massimo premio cinemtaografico italiano, che quest'anno ha visto duettare prevalentemente due grandi film: Il capitale umano di Paolo Virzì e La grande bellezza di [...]

NEWS
martedì 26 novembre 2013
Chiara Renda

Dopo una giornata tutta italiana dedicata all'apprezzatissima opera prima di Pif La mafia uccide solo d'estate, oggi a Torino concorrono due film provenienti da lontano: il venezuelano Pelo Malo di Mariana Rondón racconta le incomprensioni tra una madre [...]

VIDEO
giovedì 14 novembre 2013
Chiara Renda

In concorso al Torino Film Festival, La mafia uccide solo d'estate è l'esordio nella regia cinematografica di Pif, brillante autore televisivo siciliano ideatore del programma Il testimone su MTV. Interpretato dallo stesso Pif e da Cristiana Capotondi, [...]

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mercoledì 13 novembre 2013
Chiara Renda

Esordio alla regia cinematografica di Pif, brillante autore televisivo ed "ex iena", La mafia uccide solo d'estate sarà uno dei due film italiani in concorso al prossimo Torino Film Festival. Il film racconta l'educazione sentimentale e civile di un bambino, [...]

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