| Titolo originale | The Hobbit: An Unexpected Journey |
| Anno | 2012 |
| Genere | Fantastico, |
| Produzione | USA, Nuova Zelanda |
| Durata | 164 minuti |
| Regia di | Peter Jackson |
| Attori | Ian McKellen, Martin Freeman, Richard Armitage, James Nesbitt, Ken Stott Sylvester McCoy, Barry Humphries, Cate Blanchett, Ian Holm, Christopher Lee, Hugo Weaving, Elijah Wood, Andy Serkis, Aidan Turner, Dean O'Gorman, Graham McTavish, Adam Brown, Peter Hambleton, John Callen, Mark Hadlow, Jed Brophy, William Kircher, Stephen Hunter. |
| Uscita | giovedì 13 dicembre 2012 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,26 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 14 dicembre 2015
Lo stregone Gandalf sceglie lo hobbit Bilbo Baggins per aiutare i nani e il loro capo Thorin a riconquistare Erebor, dove l'immenso tesoro dei nani è in mano al drago incendiario Smaug. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 3 candidature a BAFTA, 4 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato ha incassato 16,4 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Sessant'anni prima che Frodo desse inizio al suo viaggio verso Gran Burrone e oltre, suo zio Bilbo Baggins si godeva la calma della Contea e l'assenza di avventure (fastidiose scomode cose che fanno far tardi a cena) fino al giorno in cui Gandalf il Grigio non si presentò alla sua porta e lasciò su di essa un segno. Poco dopo, uno dopo l'altro 12 nani e il loro capo Thorin Scudodiquercia, prendevano possesso della casa dello hobbit Bilbo e della sua dispensa, per arruolarlo e partire con lui alla riconquista del vecchio regno dei nani, Erebor, da troppo tempo nelle grinfie del terribile drago Smaug.
Non sarebbe corretto citare la Trilogia dell'Anello per introdurre l'adattamento del primo libro di narrativa di Tolkien, che la precede di parecchi anni nella realtà e ancora di più nella finzione, se non fosse che è Peter Jackson stesso a farlo, inscenando una breve cornice nella quale Elijah Wood compare come traghettatore e tramite tra le due esperienze cinematografiche. E qui occorre fare una premessa, che contiene un appello. Se nel Signore degli Anelli il materiale per una trilogia c'era tutto - tanto che persino il romanzo era stato diviso in tre volumi prima di riconquistare l'unità voluta dal suo autore - nel caso dello Hobbit non si può dire lo stesso.
Più breve, leggero e non ancora carico di quell'epica e di quello straordinario lavoro sulla lingua e sul mondo che è la cifra della produzione a venire, Lo Hobbit, per soddisfare la misura scelta dei (prima due e poi) tre lungometraggi, ha richiesto un lavoro di sceneggiatura inedito, che, per i non filologi, non è di per sé una cattiva notizia (la parentesi bucolica con Radagast, per esempio, è "potteriana" ma affatto malvagia), peccato però che la cornice scricchioli e che questo primo film conti nel complesso un'unica sequenza realmente meritoria: l'incontro di Bilbo con Gollum. Qui c'è tutto quello che il film poteva essere e non è: il duetto tra due grandi attori, un dialogo finalmente brillante, la stretta dell'avventura e dell'ignoto, la necessità narrativa allo stato puro (con la comparsa dell'anello). Altrove, purtroppo, Jackson lotta invano per portare Lo Hobbit al regime di grandeur del Signore degli Anelli senza possedere gli strumenti di base per farlo, vale a dire un racconto altrettanto complesso e dei personaggi adatti. L'appello, allora, per non restare schiacciati dalla delusione, è quello di attendersi altro, di non cercare un prequel laddove non c'è e non ci dovrebbe essere, ma sfortunatamente il film non aiuta in questo senso e anzi confonde, tentando per esempio di calare a tratti la carta dell'umorismo su un tavolo troppo rigido e serioso per saperla accogliere.
Come se non bastasse, la tecnologia avanguardistica del 3D a 48 fotogrammi al secondo sortisce un risultato controproducente: l'altissima definizione azzera la magia della patina cinematografica, trasformando la profondità di campo in una sorta di effetto pop up che ricorda paradossalmente gli incerti effetti speciali d'antan dei film di fantascienza degli anni '50/'60 o, più tristemente, le ricostruzioni televisive che conducono dentro l'infinitamente piccolo/grande. La sovrapposizione di un'immagine apparentemente artefatta su un racconto totalmente fantastico crea così una spiacevole saturazione e fa rimpiangere la precedente incursione di Jackson nella Terra di Mezzo, che invece brillava proprio per lo straordinario realismo. Poi l'occhio si abitua o la sceneggiatura migliora, di fatto il Viaggio Inaspettato si alza a fatica in piedi, ci mostra un occhio, giusto il tempo di acchiapparci per assicurarsi che non ci perdiamo la coda.
"Lo hobbit- un viaggio inaspettato" è senza dubbio tra i più attesi film degli ultimi anni, in quanto prequel di una saga che ha cambiato il modo di fare cinema e che si è affermata come migliore saga-blockbuster di tutti i tempi, e che senza dubbio rimarrà nella storia. Questo film è quindi soggetto ad un' attesa che pochi film hanno generato negli [...] Vai alla recensione »
Agli studi della Miramar al Park Road Post si è tenuta la conferenza stampa dei due film su Lo Hobbit durante la quale sono stati presentati i 14 personaggi chiave della pellicola: tredici nani (Thorin, Balin, Dwalin, Fíli, Kíli, Dori, Nori, Ori, Oin, Gloin, Bifur, Bofur e Bombur) e un hobbit, Bilbo Baggins. Peter Jackson entusiasta del cast All'evento è mancato il regista, Peter Jackson, ancora in ospedale per il recupero post-operatorio dall'intervento subìto la scorsa settimana per un'ulcera perforata, che ha causato il ritardo dell'inizio delle riprese del film.
Su "Lo Hobbit", primo capitolo della nuova serie tratta dai romanzi di Tolkien, firmato ancora da Peter Jackson (in realtà doveva girarlo Guillermo Del Toro, poi ci fu la bancarotta della Mgm) è da mesi che si discute dell'impatto provocato da un film girato e proiettato (là dove possibile) in 48 fotogrammi al secondo. Ebbene: fluidità e nitidezza straordinarie, ma come non restare dubbiosi sull'efficacia [...] Vai alla recensione »