| Anno | 2012 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Emanuele Cerman |
| Attori | Stefano Calvagna, Federico Palmieri, Tiziano Mariani, Emanuele Cerman, Francesca Viscardi Fabrizio Raggi, Fabiano Lioi, Manuela Torres, Virginia Gherardini, Maria Tona, Giulia Carla De Carlo, Fabio Farronato, Giulia Morgani, Christian Vit, Lorenzo Angeli, Gianmarco Bellumori, Lucia Bianchi, Carlo Carulli, Isabella Celani, Azzurra Felici, Melissa Ferrandino, Enrica Guidi, Maria Carla Manca, Mattia Mor, Mario Punzo, Mauro Racanati, Valentino Viglietta, Michele Volzone. |
| Uscita | giovedì 24 aprile 2014 |
| Distribuzione | Distribuzione Indipendente |
| MYmonetro | 2,25 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 2 maggio 2014
Un massacro privo di logica che porterà alla luce una realtà sino ad allora sconosciuta ai più, quella del satanismo.
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CONSIGLIATO NÌ
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La scoperta di un doppio omicidio da parte di due agenti di polizia apre uno squarcio in una realtà che le forze dell'ordine esplorano con terrore, scoprendo progressivamente il fenomeno del satanismo giovanile. Mentre i sogni di uno di loro cominciano a risentirne, la loro indagine arriva sempre più vicina alla mente dei diversi omicidi e suicidi che continuano ad accadere.
Girato con poco e in poco da un regista che non era l'ideatore del progetto (Emanuele Cerman che ha preso il posto di Stefano Calvagna, entrambi anche attori) In nomine Satan non pare comunque scusabile.
Il film prende le mosse, come spesso avviene per le produzioni dietro alle quali c'è Calvagna, da fatti di cronaca, cioè dalla visione di una realtà che non è mai quella più altolocata ma semmai quella dei derelitti che paiono non avere scuse o scelte per il male che fanno a se stessi (e di conseguenza agli altri). Questa volta sono le bestie di Satana, ovvero il circuito catalizzato intorno da una personalità carismatica e più malvagia in grado di coinvolgere, vessare e infine annichilire anche persone altrimenti (suggerisce il film) potrebbero condurre esistenze pacifiche.
Il film dovrebbe essere un'indagine alla radice del male che contamina la società, che si spande negli animi e che permea ogni strato e ogni istituzione, condotta a metà tra realismo senza pietà (spesso con camera a mano) e una dimensione tra il flashback e l'onirico. Spesso infatti la narrazione salta nei ricordi, nei sogni o segue parallelamente lo svolgersi di più eventi. Purtroppo però non è solo la recitazione molto stentata da parte di quasi tutto il cast o le scene prive di personalità in ambienti privi di personalità (fa eccezione la zona abbandonata in cui bazzicano le bestie di Satana) ma soprattutto l'impianto narrativo generale ad arrancare e levare continuamente plausibilità anche ai momenti più scontati. Gli intrecci della trama non sono facili da seguire e quando qualcosa è più chiaro (il rapporto tra i membri della polizia coinvolti) si tratta dei luoghi comuni più abusati, esposti senza nessuna maestria.
A questo si aggiunga che In nomine Satan ha un ritmo in grado di soffocare qualsiasi velleità e un modo di approcciare un argomento così grande e vago (il male per come la società lo vive e lo causa) da risultare quasi sempre un abbozzo di qualcosa che non vedremo mai.
Lo vidi al Riff e mi lasciò senza parole. Non credevo un film indipendente italinao potesse impressionarmi così. Certo il tema trattato è molto drammatico di suo, ma quando si toccano temi del genere e lo si fa senza milioni di euro il rischio di sbagliare è alto. Invece questro film mi ha preso durante e dopo. Posso comprendere che non sia un film per tutti, ma leggendo [...] Vai alla recensione »
Oscillando costantemente tra presente investigativo e un passato sempre più scioccante, assistiamo all'indagine di due procuratori (Stefano Calvagna e Mattia Mor) sull'omicidio di una ragazza cui hanno letteralmente strappato la faccia. Che non c'entrino qualcosa dei satanisti? Gli americani fanno la serie tv True Detective e noi questo mediocre thriller poliziesco illuminato, almeno, dall'intenso [...] Vai alla recensione »