| Anno | 2011 |
| Genere | Biografico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Phyllida Lloyd |
| Attori | Meryl Streep, Jim Broadbent, Olivia Colman, Roger Allam, Susan Brown (II) Nick Dunning, Nicholas Farrell, Iain Glen, Richard E. Grant, Anthony Head, Harry Lloyd, Michael Maloney, Alexandra Roach, Pip Torrens, Julian Wadham, Angus Wright. |
| Uscita | venerdì 27 gennaio 2012 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 2,70 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 17 marzo 2014
La storia di una donna che ha rotto le barriere del genere e della classe per essere ascoltata in un mondo dominato dagli uomini. Ha vinto 2 Premi Oscar, ha vinto un premio ai Golden Globes, Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto 2 BAFTA, ha vinto un premio ai NYFCCA, 2 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office The Iron Lady ha incassato 2,7 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Se si può solo restare ammirati da un talento che non scema e anzi probabilmente cresce, come quello di Meryl Streep, qui nella performance che ne farà un'icona elevata alla seconda, il resto del film controbilancia tanto entusiasmo e si dispiega su un binario pianamente biografico: pianeggianti sono, infatti, la regia di Phyllida Loyd e la scrittura di Abi Morgan, forse più felice in sede televisiva che cinematografica.
Biografia della Lady di Ferro raccontata tramite i ricordi della stessa, anziana signora affetta da demenza senile, con continui flashback tra presente e passato, tra vita privata e politica. Phyllida Lloyd sceglie di incentrare il suo film più sulla donna Margaret che sul Primo Ministro Thatcher, approfondendo bene il personaggio ma narrando gli eventi in modo non sempre ottimale e coinvolgente. [...] Vai alla recensione »
Nell'era recente è come se il cinema si applicasse a una memoria dell'Occidente. Alludo a titoli come Il Discorso del re, della scorsa stagione, J. Edgar e The Iron Lady. Una sorta di recupero di qualcosa di sicuro e garante, tradizionalmente civile, un'identità che la storia recente ha sfuocato e confuso. Un'identità univoca, magari triste o decadente, ma univoca. La crisi dell'Occidente. Nel corso del film su Margaret Thatcher passa una sequenza della caduta del muro di Berlino.
Anni Ottanta, il primo ministro Margaret Thatcher illustra in Parlamento la sua politica per frenare il declino economico della Gran Bretagna. Ed eccola, col viso indurito e sprezzante di Meryl Streep, martellare con la sua voce inesorabile il cervello dei membri del parlamento, tuonando contro la fragilità dei suoi compagni di partito incapaci di iniziative dure, terrorizzando anche l’opposizione [...] Vai alla recensione »