Amici miei - Come tutto ebbe inizio

Film 2011 | Commedia, 108 min.

Regia di Neri Parenti. Un film con Christian De Sica, Michele Placido, Giorgio Panariello, Paolo Hendel, Massimo Ghini. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2011, durata 108 minuti. Uscita cinema mercoledì 16 marzo 2011 distribuito da Filmauro. - MYmonetro 1,53 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 29 marzo 2011

Alla corte di Lorenzo il magnifico, le scorribande zingare di un gruppo di amici che non accettano l'amarezza della vita. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, 5 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Amici miei - Come tutto ebbe inizio ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 3,3 milioni di euro e 2,1 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente no!
1,53/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA 1,73
PUBBLICO 2,40
CONSIGLIATO NO
Un prequel sporcaccione che si fa beffa del vitalismo dell'originale monicelliano.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 15 marzo 2011
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 15 marzo 2011

Nella Firenze 'magnifica' di Lorenzo De' Medici, cinque amici praticano con disinvoltura l'ozio e la bischerata. Irresponsabili e impenitenti, si ritrovano periodicamente per esorcizzare un domani di cui non v'è certezza, perché la peste è alle porte e il Savonarola è in città a predicare l'Apocalisse e a infliggere castighi. Duccio, consigliere svogliato, Cecco, oste sfaticato, Jacopo medico col vizietto, Manfredo, nullafacente con esagerata prole, e Filippo, nobile signore becco e infedele, dopo aver turbato le sorelle del convento con un nano 'infante' e superdotato e aver tirato scemo il legnaiolo Alderighi, sottraendogli la focosa consorte e scambiandogli la vita, decidono per troppa noia di prendersi gioco di uno di loro, condannandolo loro malgrado 'a capitolare'.
Lo avevano già fatto i Vanzina con il mito stracult del cinema popolare italiano (Er Monnezza) e col sequel di Eccezzziunale veramente, persevera adesso Neri Parenti con Amici Miei, 'ammettendo' evidentemente la crisi di idee della nostra cinematografia, ostinata in calchi, rimandi, aggiornamenti e rivisitazioni. Se è lecita e condivisibile la nostalgia per una precisa stagione del cinema italiano e per questa commedia boccaccesca nata da un'idea di Pietro Germi poi realizzata da Mario Monicelli, tuttavia conviene aprire gli occhi e convenire che quel cinema non è replicabile. Per diverse ragioni: di contesto (mutato), di storie (deboli e incongruenti), di volti (da natali in crociera) e di autori (che ricercano il consenso e non riconoscono la bellezza). Trentasei anni e tre film dopo, Neri Parenti, prodotto immancabilmente da Aurelio De Laurentiis, gira un prequel e immagina per gli amici di Monicelli e Loy un principio ambientato nella Firenze del Quattrocento alla corte del 'Magnifico" Lorenzo e sotto la tirannia spirituale e integralista del Savonarola.
Amici miei - Come tutto ebbe inizio, pretenzioso fin dal titolo, è un film inconsistente e impietosamente triste, realizzato come un cinepanettone, che è da sempre la (sola) cifra stilistica di Parenti. Perfezionando e provando a 'raffinare' il suo cinema (s)finito con la scrittura 'liquida' di Brizzi barra Martani (sceneggiatori del film), il regista fiorentino confeziona una commedia "a immaginario zero" che si fa beffa del cinico e lugubre vitalismo dell'originale e di cinque amici mai rassegnati all'amarezza della vita.
Così dopo aver mandato Fantozzi in paradiso e averlo 'celebrato' in un buon numero di episodi, tocca ai protagonisti di Monicelli, con l'articolo determinativo rigorosamente davanti al cognome, subire il (mal)trattamento, sfumando i toni crepuscolari in un atmosfera greve di arie letali come la peste. Non c'è nel film un fotogramma che sia in grado di sostenere la scelta di produrre un prequel, semmai c'è un gioco costante di (in)volontaria distruzione dell'idea originale. E il turpiloquio mascherato con la 'supercazzola', magnifico nonsense sfoderato dal Mascetti di Tognazzi per gabbare il prossimo, si mostra qui penosamente smascherato e attraverso un lessico solamente sporcaccione. Segnato più dalla tristezza che dall'irriducibile cinismo degli amici. No, dico, Parenti prematurata la supercazzola o scherziamo? Senza contare che il suo film ha perso i contatti col tarapìa tapiòco e si stima come se fosse antani.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 21 marzo 2011
Farinata92

Siamo sicuri di trovarci davanti al ritorno dell'epopea monicelliana? Sicuramente non ci troviamo davanti "Natale a Firenze", però lo stile di Neri Parenti si fa sentire. Il prodotto è una semplice commedia in costume che racconta alcune bravate (errore e offesa chiamarle "zingarate") nella Firenze di Lorenzo il Magnifico (intepretato simpaticamente da Benvenuti). [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
martedì 15 marzo 2011
Ilaria Ravarino

"Se ho avuto paura? Si, non averla sarebbe stato da incoscienti". Alla conferenza stampa di Amici miei – come tutto ebbe inizio, Neri Parenti sembra Don Quichotte. Regista del quarto sequel della saga di Amici miei, iniziata nel 1975 da Mario Monicelli, davanti a sé non ha mulini a vento ma veri giganti: "Lasciamo perdere le polemiche – dice subito, più candido che può – io sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto: questo è un altro film, diverso dai primi tre Amici Miei, ma che mantiene lo spirito dei predecessori".

Frasi
"Te lo giuro, mi entrasse un topo nel culo… metà fuori, metà dentro… ecco fatto il giuramento!"
Una frase di Filippo (Christian De Sica)
dal film Amici miei - Come tutto ebbe inizio - a cura di giuseppe russo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Il primo Amici miei, diretto da Monicelli, è del 1975. Gli altri due, di Nanni Loy, sono del 1982 e del 1985 e sono sempre più fiacchi e funerei. All’epoca la voglia di scherzare su tutto, morte compresa, fu presa giustamente come canto funebre per la commedia italiana al tramonto. Il ritorno di fiamma di Neri Parenti poteva essere l’occasione per dare l’addio o assestare almeno un autoironico colpetto [...] Vai alla recensione »

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