Malavoglia

Film 2010 | Drammatico 94 min.

Regia di Pasquale Scimeca. Un film con Antonio Ciurca, Giuseppe Firullo, Omar Noto, Doriana La Fauci, Greta Tomasello. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2010, durata 94 minuti. Uscita cinema venerdì 29 aprile 2011 distribuito da Cinecittà Luce. - MYmonetro 2,73 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Originale trasposizione del romanzo di Verga ambientata in un giorno di un anno qualsiasi agli albori del terzo millennio. Il film ha ottenuto 4 candidature ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Malavoglia ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 43,2 mila euro e 1,4 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,73/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,94
PUBBLICO 2,13
CONSIGLIATO NÌ
Personaggi del passato investono di responsabilità la società contemporanea.
Recensione di Marianna Cappi
Recensione di Marianna Cappi

I Malavoglia sono una famiglia di Pescatori. Il nonno, Padron 'Ntoni vive nella casa del Nespolo, con la figlia Maruzza e suo marito Bastianazzo e i loro 3 figli, il ventenne 'Ntoni e i più giovani Mena, Lia e Alessi. Presto Alef, detto Alfio, un tunisino immigrato clandestinamente, si unisce a loro, grazie alla generosità del giovane 'Ntoni, che lo raccoglie al momento dello sbarco dalla nave dei profughi e gli trova lavoro nelle serre. Ma un giorno, la barca dei Malavoglia, la Provvidenza, fa naufragio: Bastianazzo muore e Maruzza perde il senno. Un secondo naufragio porta loro via la casa, ammala il cuore del nonno e riduce 'Ntoni a bere per dimenticare, ma sarà sua l'idea di trascrivere la voce del nonno che recita i suoi proverbi su una traccia musicale che diverrà il brano dell'estate e gli permetterà di ricomprarsi la casa del Nespolo e rimettere in mare la Provvidenza.
Pasquale Scimeca si accosta una seconda volta a Verga, dopo Rosso Malpelo, ma con un portato più ingombrante, perché I Malavoglia, al cinema, ha voluto anche e soprattutto dire La terra trema. Pur nella siderale distanza che separa le due opere, c'è un'importante volontà comune di ridimensionare il ruolo del destino per investire di responsabilità anche la società e le sue politiche. Per Scimeca, però, non si tratta di allestire un melodramma ma di trovare una corrispondenza tra i personaggi del romanzo e i giovani di oggi, ragazzi poveri, poco istruiti, eppure sempre meno isolati e più figli del proprio tempo. Ecco allora Antonio Ciurca ('Ntoni, già Rosso Malpelo), perfettamente a suo agio con un software di elaborazione musicale, Elena Grezzi (Mena) con la danza del ventre, la tredicenne Greta Tomasello (Lia) con gli interni in pelle del Suv dell'ambiguo fidanzato. Un bel casting, indubbiamente l'aspetto più riuscito del film, insieme con il trasferimento dell'azione da Aci Trezza a Marzamemi, nel siracusano. Al di là di ciò, le idee scarseggiano. Non è la matrioska della povertà -per cui ci sono sempre poveri più poveri dei poveri e un sud più a sud di un altro- a liberare creativamente il film, né il rap del vecchio pescatore, buono per una sequenza o due ma non certo per un gran finale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 5 maggio 2011
Flyanto

Film tratto dall'omonimo romanzo di Giovanni Verga ambientato nella Sicilia odierna. Inutile il confronto tra le due opere in cui il film ovviamente ci perde alla grande. Il regista avrebbe potuto sicuramente trarre spunto altrove. Salvo le riprese della terra e del mare della Sicilia veramente suggestive.

giovedì 5 maggio 2011
melania

E' un bel film,suggestivo e poetico.la fatica del vivere della famiglia,protagonista del film,è raccontata con grande realismo,affascinanti le immagini del mare,toccante la scena della barca "la provvidenza",alla deriva.Il fim si segue con interesse sino alla fine.

martedì 31 maggio 2011
Reservoir Dogs

In una Sicilia atemporale, una giornata come le altre, Ntoni (Ciurca), pescatore in pausa, incontra Alef (Hammouda), clandestino appena sbarcato in cerca di lavoro. Ribattezzato Alef come Alfio, Ntoni offre lui spontaneamente un lavoro come pescatore nella loro barca, la Provvidenza. Ma la provvidenza non sembra essere dalla loro, la barca infatti naufraga ben due volte uccidendo Bastianazzo , padre [...] Vai alla recensione »

lunedì 2 maggio 2011
gort-mvc

Mi ero recato al cinema per vedere "habemus papam" ma l' orario di inizio indicato sul giornale era sbagliato. Nell' altra sala del piccolo cinema di quartiere (io vado solo in questo tipo di sale) davano "malavoglia". sono entrato un pò prevenuto attendendomi una nuova pedissequa rappresentazione del romanzo verghiano. Ho sbagliato e se il caso non mi avesse indirizzato avrei perso la visione di un [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 gennaio 2014
Onufrio

In attesa di una importante trasposizione cinematografica del romanzo "I Malavoglia",che la buonanima di Giovanni Verga meriterebbe, in quanto questo romanzo si erge come uno dei migliori nel panorama italiano e non solo, Pasquale Scimeca ci offre una rilettura dell'opera di Verga con un ottica diversa, i personaggi mantengono i loro nomi, ma si modificano in quanto contestualizzati in [...] Vai alla recensione »

martedì 18 ottobre 2011
astromelia

...ovviamente rimane sempre un romanzo..........alcuni punti meritavano più chiarezza...pare prendano piede ultimamente i film nel dialetto d'origine della storia,che ovviamente si capisce a stento, ed anche i sottotitoli danno fastidio.

mercoledì 28 settembre 2011
ginger snaps

nella sua semplicità nel descrivere una realtà tutta italiana che si mescola con quella dell'immigrazione clandestina. Certo gli argomenti trattati sono assolutamente tutti di casa nostra e gli accenni all'immigrazione solo un spunto per confrontare la nostra povertà con la loro. Sceneggiato e interpretato con assoluta originalità e sincerità, commuove per [...] Vai alla recensione »

domenica 5 settembre 2010
jeanto19

Parlato in Siciliamo molto stretto, si capica di piu dai sottotitoli in inglese...

FOCUS
FOCUS
lunedì 2 maggio 2011
Pino Farinotti

Giovanni Verga pubblicò "I Malavoglia" nel 1881. Si tratta di uno dei grandi romanzi italiani, esempio di quello che viene chiamato il verismo. A sua volta esempio importante per il cinema, perché è legittimo far derivare il nostro realismo da quel momento letterario. Roba squisitamente italiana. Un'altra legittimazione verismo-realismo la dobbiamo a un maestro, Luchino Visconti, che nel ’48 realizzò una versione di verità assoluta dello stesso romanzo di Verga, La terra trema, aderendo completamente alla vicenda, addirittura con un’edizione in stretta lingua siciliana.

INCONTRI
giovedì 28 aprile 2011
Nicoletta Dose

In un paesino siciliano dove tutto accade e nulla cambia, una famiglia di pescatori si trova costretta a fare i conti con la tragedia della morte di un caro. I sacrifici di una vita intera trascorsa con dedizione a lavorare per il bene della comunità non contano e la dipartita di Bastianazzo fa impazzire la moglie e distrugge l'equilibrio tra i vari componenti della casa. È la Provvidenza, una barca che affonda più volte, a decidere della vita dei protagonisti dei Malavoglia; il caso fa subire ai poveri pescatori un destino animato da un'ineluttabilità impossibile da contrastare.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Adattamento in chiave moderna dell’opera del Verga, firmata da Pasquale Scimeca, prassi abituale negli Usa ma in Italia vista con sospetto. Ci si adatta ai tempi, così Alfio diventa un immigrato clandestino mentre Ntoni è appassionato di Techno e scrive musica da discoteca. Per il resto, la trama è ricalcata a grandi linee (c’è la Provvidenza ela casa del Nespolo) tranne nel finale.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Come si può tradurre in film, oggi, il grande romanzo di Giovanni Verga. scritto 130 anni fa? Come si può, dopo “La terra trema” di Luchino Visconti, girato 63 anni fa? Scimeca se lo domanda nella prima sequenza, e poi trova la risposta: portandolo ai giorni nostri e facendone una sorta di rap per immagini, denso di “frasi” legate fra loro da un ritmo tutto visivo.

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Dopo Rosso Malpelo, Pasquale Scimeca riabbraccia Verga: ‘Ntoni Malavoglia incontra il clandestino Alef, lo ribattezza Alfio e lo porta a lavorare sulla barca di famiglia, la Provvidenza. Mentre ‘Ntoni è al nord, il padre Bastianazzo muore: la madre impazzisce dal dolore, la sorella Mena si innamora di Alfio e la più giovane Lia frequenta uno spacciatore.

Boris Sollazzo
Liberazione

Uno come Scimeca se non ci fosse dovremmo inventarlo. Passione politica, intellettuale e cinematografica in lui sono tutt'uno, i suoi film sono manifesti, sono racconti duri e puri in cui l'etica si unisce alla critica del reale con ispirata lucidità. E a volte, forse, può risultare rigido nei suoi schemi, anacronistico - per gli altri, non per noi - nel mettersi dalla parte del più debole, senza se [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Il titolo senza articolo vuole trasformare Verga in una categoria dello spirito, o forse sottolineare come questo enorme romanzo sia sempre nostro contemporaneo. Anche Visconti, in La terra trema, aveva attualizzato la vicenda al dopoguerra. Scimeca la porta nell’oggi, nella Sicilia dove sbarcano i clandestini: ‘Ntoni Malavoglia vede arrivare Alef, un immigrato, e lo aiuta.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Malavoglia: eccoli di nuovo in scena. Compaiono in un film, intitolato appunto Malavoglia diretto da Pasquale Scimeca e «liberamente tratto» dal capolavoro verghiano. Scimeca è siciliano, nato in provincia di Palermo. Non sembra ignaro, a scorrerne la biografia, dell' opera del grande catanese. Deve perciò essere stato il primo a prospettarsi i rischi della riproposizione, in forma aggiornata, di un [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Un secolo dopo, la provvidenza di padron ‘Ntoni è un rap con i suoi proverbi, il recitar salmodiato di una saggezza semplice e spenta in un rivolgimento sociale multietnico sfuggente, disorientante, ma fondato sulle stesse leggi: il denaro, il lavoro. Quando la barca dei Malavoglia fa naufragio, la famiglia si disgrega e tutto sembra perduto. La canzone del giovane ‘Ntoni, ribaltando il fallimento [...] Vai alla recensione »

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