Popieluszko

Film 2009 | Storico +13 149 min.

Regia di Rafal Wieczynski. Un film con Adam Biedrzycki, Zbigniew Zamachowski, Marek Frackowiak, Joanna Szczepkowska, Radoslaw Pazura. Cast completo Titolo originale: Popieluszko. Wolnosc jest w nas. Genere Storico - Polonia, 2009, durata 149 minuti. Uscita cinema venerdì 6 novembre 2009Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,65 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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In Italia al Box Office Popieluszko ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 9,7 mila euro e 3 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,65/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,80
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Biopic sul sacerdote di Solidarnosc, grandi ambizioni ma piccola visione d'insieme.
Recensione di Edoardo Becattini
martedì 3 novembre 2009
Recensione di Edoardo Becattini
martedì 3 novembre 2009

La nascita della Repubblica Popolare di Polonia sancisce la fine dei movimenti di indipendenza del dopoguerra e l'instaurazione di un governo comunista. In una famiglia di contadini della Podlachia, la fede e la preghiera sono le uniche forme di resistenza personale al clima di repressione. In questa famiglia nasce Jerzy Popieluszko, fin da giovane animato da una forte vocazione religiosa e, durante gli anni del servizio militare, pronto alla dissidenza e alla ribellione pur di professare la libera espressione della sua fede. Divenuto sacerdote a Varsavia, per qualche anno Popieluszko è una delle figure minori nella sua chiesa, finché nel 1980 viene chiamato a celebrare la messa per gli operai delle fabbriche in sciopero. La sua devozione e il suo aperto appoggio alla causa operaia, lo rendono in poco tempo la figura spirituale di riferimento del sindacato autonomo di Solidarnosc e l'espressione di un'opposizione pacifista alle brutali reazioni del regime. Negli anni successivi, anche di fronte alla legge marziale, Popieluszko resta sempre al fianco dei lavoratori per ogni loro battaglia e ogni loro processo, tanto da attirare l'attenzione dei media e le violente minacce degli organi di stato.
In linea di principio, ogni martire della violenza di stato dei totalitarismi novecenteschi merita una rappresentazione che possa riecheggiare nelle coscienze e nelle memorie sia di chi di quelle violenze è stato testimone, sia di chi ne ha solo sentito parlare. Questa linea, tuttavia, si irrigidisce impercettibilmente di fronte ad un progetto cinematografico, poiché non è facile impresa realizzare un'opera che risponda sia alle esigenze delle storia che a quelle dell'arte.
Dopo il film di Agnieszka Holland Un prete da uccidere, che raccontava l'assassinio del cappellano dal punto di vista del mandante, la figura del prete di Solidarnosc trova centralità e grande forma nel biopic di Rafal Wieczynski, che cerca di rispondere ad entrambi i criteri proponendo una sontuosa ricostruzione storica molto attenta all'identità del parroco e ai rapporti fra i personaggi. Wieczynski dimostra di conoscere anche certi stilemi estetici del cinema contemporaneo, secondo cui la storia del Novecento è sempre più la storia dello sguardo dei media sul Novecento, per cui tende a sanzionare la propria veridicità storica mostrando sempre la presenza di fotografi e telecamere televisive negli eventi e dando enfasi ad una serie di passaggi dal documento alla ricostruzione senza soluzione di continuità.
Valutati gli obiettivi storici, più dubbi si formano attorno alle sue finalità artistiche. Popieluszko sembra avere più difetti che pregi del tipico biopic d'antan: la cura per i dettagli e la forza di alcune interpretazioni non sopperiscono certe ingenuità congenite da film agiografico e un'evoluzione narrativa un po' rapsodica, costruita per tappe e per parabole. Ma soprattutto, a dispetto del calligrafismo e della magniloquenza della produzione, il film pare rinunciare in partenza a cercare di trasmettere quel senso di comunità suscitato dall'oratoria di Popieluszko. Nelle due ore e mezza di racconto, Wieczynski si concentra sui rapporti con alcuni degli operai di Solidarnosc e con le loro situazioni familiari e personali, mancando poi di allargare lo sguardo, di convertire il piccolo episodio in grande racconto.
Caso anomalo per un biopic: Popieluszko è come se fosse un film di grande respiro ma dal fiato corto, dove il progetto e la forma ambiscono alla grandiosità e alla visione in campo lungo, mentre il racconto si ferma all'aneddotico, al piano americano.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 2 novembre 2009
marezia

Questi sono i film da andare a vedere, NON le commedie zuccherose o pseudo sociologiche. Per quelle la tv (con publicità ospite gradita) basta e avanza.

lunedì 28 agosto 2017
no_data

Ho visto il film ieri sera (27.08.2017) su Rai Storia. Affascinante, avvincente, efficace nel descrivere fatti storici essenziali per tutta l'Europa ma così poco noti . Film da vedere, da consigliare, da riproporre non solo in TV ma nelle sale d'essai, nelle arene.  Sono francamente infastidito dalla recensione di Becattini, che mi è parsa artificiosa e forse volutamente [...] Vai alla recensione »

domenica 15 novembre 2009
marezia

SI'!

domenica 8 novembre 2009
marezia

1 stella a questo, 2 e 1/2 a "Popieluszko" mentre negli studi di Cinematografo la Dall'Olio e Buzzolan ne hanno parlato bene definiendoli molto belli. Bah...

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Ritratto di un uomo buono. Gentile e fermo, generoso e inflessibile. Jerzy Popieluszko era il suo nome, e Popieluszko Ë il titolo del film di Rafal Wieczynski che ricostruisce la sua vita. Dall'inizio degli anni 50 al 1984, quando venne barbaramente ucciso dagli uomini della polizia segreta, seguiamo il cammino umano e spirituale di questo giovane destinato a vestire l'abito sacerdotale nella Polonia [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Eletto papa nell'ottobre del 1978, nel giugno del 1979 Karol Wojtyla era già in visita nella natia Polonia ancora sotto il tallone dell'URSS a parlare di diritti umani di fronte a un'enorme folla. Grazie al suo carismatico sostegno nel 1980 nasceva il movimento sindacale di Solidarnosc, duramente osteggiato dal regime, di cui divenne leader spirituale un' ispirata figura di sacerdote, Jerzy Popieluszko, [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Uno di quei film che denunciano la sproporzione tra modeste qualità artistiche e valore enorme rivestito agli occhi della comunità di cui raccontano la storia. In Polonia lo hanno già visto quasi tutti. L' epopea che attraverso la nascita di Solidarnosc ha fatto della Polonia ai tempi del papato Wojtyla il laboratorio dello storico crollo del sistema sovietico che poi ha coinvolto altri paesi dell' [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Volete il cinema anticomunista per capirne i limiti, analoghi - senza un regista eccezionale - a quelli del cinema antifascista? Ecco Popieluszko di Rafal Wieczynsky, ricostruzione dignitosa della vita, dal 1967, e della morte, nel 1984, del cappellano di Solidarnosc, rapito e annegato nella Vistola da agenti della polizia politica che si prendevano troppo sul serio come guardiani del sistema.

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