| Anno | 2009 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Austria, Italia, Spagna |
| Durata | 127 minuti |
| Regia di | Carlos Saura |
| Attori | Lorenzo Balducci, Lino Guanciale, Emilia Verginelli, Tobias Moretti, Elena Cucci Ennio Fantastichini, Ketevan Kemolidze, Sergio Foresti, Borja Quiza, Carlo Lepore, Francesca Inaudi, Franco Interlenghi, Cristina Giannelli. |
| Uscita | venerdì 23 ottobre 2009 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 2,70 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 1 aprile 2011
La vita di Lorenzo da Ponte, l'uomo che non rinuncia al suo animo libertino e alla sua amicizia con Giacomo Casanova, nonostante sia stato ordinato sacerdote. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Io, Don Giovanni ha incassato 78,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Venezia, 1763. Lorenzo Da Ponte è un ebreo convertito, battezzato a dieci anni perché il padre potesse passare a nuove nozze con una cristiana. Assunto il cognome del vescovo che gli impartì il sacramento, ordinato sacerdote ma cresciuto a immagine e somiglianza di Giacomo Casanova, Lorenzo compone versi contro la Chiesa, dissipa i denari al gioco e i sentimenti nell'adulterio. Denunciato da un tipografo viene giudicato dall'Inquisizione veneziana e condannato a quindici anni di esilio. Casanova, persuaso del talento letterario e amatorio del suo protetto, lo raccomanda a Vienna ad Antonio Salieri. Nella città della musica, Lorenzo incontrerà Mozart, inesauribile compositore, provato dalla malattia e dai debiti. Diviso tra la passione di un insidioso soprano e l'amore di una giovinetta virtuosa, Lorenzo scriverà il libretto del Don Giovanni, sposando le note di Mozart e precipitando all'inferno il suo passato libertino.
La figura di Don Giovanni nel cinema è davvero considerevole. Fedelmente o liberamente interpretato, il suo mito è stato spesso ridimensionato, parodiato o trasformato in inerte materia avventurosa da una straordinaria messe di titoli. Considerevole eccezione è stato (ieri) l'impassibile e glaciale Don Giovanni diretto da Joseph Losey e interpretato da Ruggero Raimondi, apprezzabile è (oggi) la traduzione cinematografica del libertino di Carlos Saura, già autore nel 1983 dell'adattamento per lo schermo dell'opera di Bizet (Carmen Story). Consumatore di giovinezza e di bellezza, il dissoluto licenzioso ringiovanisce ad ogni convivio d'amore e ritrova levatura e gigantismo nelle immagini di Carlos Saura e nella luce di Vittorio Storaro. Il punto di vista del regista spagnolo è quello di Lorenzo Da Ponte, poeta e librettista che si inserì nell'illustre schiera di letterati attratti dalla storia esemplare di Don Giovanni.
Sovrapponendo il mito del seduttore con tre figure storiche, Da Ponte, Mozart e Casanova, Saura intreccia e converge il personaggio con la persona, l'azione fantastica con la cronaca di quell'azione. Lorenzo Da Ponte, emulo e amico di Casanova, e più modestamente lo stesso Mozart, conoscevano bene le raffinate strategie dei sensi, e da uomini del loro tempo sentivano e sapevano che i giochi stavano per finire e che l'impavido farfallone amoroso avrebbe suo malgrado ceduto il passo al "convenuto di pietra", ai Commendatori accasati e padri di famiglia. L'autore è preciso e istruito nel cogliere attraverso i suoi personaggi il crepuscolo del Settecento e le derivanti evoluzioni morali. La classe sociale e l'anarchico modello di vita di Don Giovanni, come pure di Da Ponte e Casanova, erano destinate a soccombere sotto l'onda rivoluzionaria della morale borghese. Se Don Giovanni canterà nell'opera il gran rifiuto di rinnegare le proprie gesta persino alle soglie dell'inferno, Da Ponte, meno eroicamente e meno ostinatamente, si accompagnerà con una consorte fino a New York, dove si spegnerà quasi novantenne. Io, Don Giovanni solleva ancora una volta la questione dell'opera lirica sullo schermo e risponde con un film impegnato parimenti sugli aspetti musicali e su quelli cinematografici. L'impatto e l'espressività del canto trovano un adeguato corrispettivo nella recitazione e nella fisicità degli attori cinematografici. Replicando la doppia natura, comica e tragica, del soggetto di Da Ponte, Saura differenzia lo spazio teatrale da quello cinematografico, disponendo dietro al primo piano il palcoscenico su cui dipanare l'intreccio ed esibire l'empio materialismo del mito erotico settecentesco. La costruzione dello spazio scenico poi permette di rinvenire le specificità del mezzo: ogni "voce" vive in scena e in schermo mantenendo la propria squisita individualità. Contrappunto inedito che prova a conciliare immagine, musica e parola.
Immaginazione o realtà? Il cinema continua a interrogarsi sul genio e sull'estro degli uomini e delle donne che hanno fatto la storia cercando affannosamente una soluzione razionale che possa giustificare e spiegare a noi comuni mortali,come certe meraviglie siano venute alla luce;nella pellicola dello spagnolo Carlos Saura,oggetto di indagine è niente di meno che quel "Don Giovanni&q [...] Vai alla recensione »
Capita alle volte che un film non sia solo il prodotto di un autore ma di più persone, e di certo accade sempre quando di mezzo c'è Vittorio Storaro, titanico direttore della fotografia, e in particolar modo quando incontra Carlos Saura. I due hanno già collaborato diverse volte e sempre all'insegna di una ricerca della possibile unione tra luce e musica. Ora, con Io, Don Giovanni la coppia giunge ad una nuova sintesi.
La suggestione di ritrovare le tracce dei processi creativi e di rappresentarne il segreto, soprattutto se il caso è quello esemplare di Mozart, è stata più volte tentatrice nel cinema anche se con esiti spesso deludenti, tra caricatura e stereotipo. A meno che non si scelga la strada del divertissement, come fa Saura e come aveva già fatto prima di lui Milos Forman, con l' accortezza di non prendere [...] Vai alla recensione »