Frozen River - Fiume di ghiaccio

Film 2008 | Drammatico 97 min.

Regia di Courtney Hunt. Un film Da vedere 2008 con Melissa Leo, Misty Upham, Charlie McDermott, Mark Boone Junior, Michael O'Keefe. Cast completo Titolo originale: Frozen River. Genere Drammatico - USA, 2008, durata 97 minuti. Uscita cinema venerdì 13 marzo 2009 distribuito da Archibald Enterprise Film. - MYmonetro 3,23 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, In Italia al Box Office Frozen River - Fiume di ghiaccio ha incassato 179 mila euro .

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Consigliato sì!
3,23/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,29
PUBBLICO 3,06
CONSIGLIATO SÌ
L'incontro tra due donne provate dalla vita in un film americano e indipendente, lontano dal mainstream.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 10 marzo 2009
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 10 marzo 2009

Confine tra lo Stato di New York e il Quebec, pochi giorni prima del Natale. Ray è stata abbandonata dal marito senza denaro e con due figli, uno di 15 e uno di 5 anni. La famiglia stava per realizzare il sogno di una nuova casa prefabbricata che sostituisse quella in progressivo degrado in cui i suoi componenti abitano. Un giorno Ray conosce Lila Littlewolf, una giovane donna appartenente alla comunità Mohawk che vive sulle rive del fiume San Lorenzo che, ghiacciandosi in inverno, diviene una strada percorsa per far entrare clandestini negli Stati Uniti. Lila appartiene al giro e Ray finisce con l'affiancarla.
Courtney Hunt, alla sua opera prima come regista e come sceneggiatrice, non solo ha avuto una nomination all'Oscar ma ha portato fortuna alla sua attrice protagonista Melissa Leo (anch'essa presente agli Oscar nella cinquina delle migliori attrici e vincitrice di una serie di premi in altre manifestazioni).
Avendo ottenuto il Premio della Giuria al Sundance Frozen River entra a buon diritto nell'ambito di quel cinema indipendente americano che ancora esiste ed è capace di sfuggire alle sirene del mainstream. Si potrebbe, a un primo sguardo, accusarlo di idealizzare le condizioni umane che va a narrare. I nativi vivono di illegalità ma sono in fondo di buon cuore, i meno abbienti nutrono sentimenti nobili e via elencando...
Ma non è così perché questo è un film che spinge lo spettatore ad andare oltre la prima impressione. Raccontando dell'incontro di due donne provate dalla vita, scava nel senso di responsabilità nei confronti dei figli inserendo il tema in un contesto che il cinema made in Usa ci ha abituato a veder rappresentato in altri climi. Il traffico di clandestini è quasi sempre legato alla frontiera con il Messico. Il ritrovarlo sullo schermo nel gelido nord modifica le coordinate della percezione, non solo visiva. Le algide contrattazioni rendono ancor più concretamente tragica (quasi fossimo in un film dei Coen) la dimensione della sopravvivenza ottenuta al prezzo dello sfruttamento di altri esseri umani.
Hunt però, in un film in cui i confini marcano la loro incombenza non solo tra gli Stati e le Riserve ma anche tra le persone, sa scrutare nel profondo dell'animo umano. Il suo sguardo è rivolto verso un sentire che accende in due donne, distanti per cultura e origini, il progressivo calore di un tentativo di solidarietà.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 29 marzo 2009
pietro berti

FROZEN RIVER USA 2008 Genere Drammatico, durata 97 minuti, Regia Cortney Hunt con Melissa Leo, M. O’Chife, Distribuzione: Archibald Enterprise, Note: il film ha ricevuto due nomination all’Oscar per la sceneggiatura della regista Courtney Hunt e per la bellissima e reale prova da interprete con il ruolo di protagonista della quarantottenne Melissa Leo.

lunedì 5 aprile 2010
robin

Bello. Bello vedere finalmente le donne rappresentate così come sono nella realtà, con le loro debolezze, coi loro sbagli, ma soprattutto con la loro tenace fermezza nel perseguire il consolidamento degli obiettivi importanti delle loro vite. Che sì, molto spesso ruotano attorno alla famiglia, ma questo non deve essere visto come un'autolimitazione alla propria libertà [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 maggio 2013
Filippo Catani

Una donna di mezza età si ritrova improvvisamente sola con due figli a carico. Il tutto perchè il marito è un giocatore d'azzardo incallito che si è giocato tutti i risparmi della coppia. I tre vivono in una casa fatiscente di lamiera e sognano di potersi trasferire in un prefabbricato. Per racimolare i soldi necessari, la donna in collaborazione con un'indiana pure [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 aprile 2010
Francesco2

Dunque,ci sono registe che prendono spunto dal ghiaccio per costruire film che, man mano che procedono, sprigionano calore e mi(Ci?)coinvolgono sempre di più. Specificare che il ghiaccio è FISICO(Tra due stati AL CONFINE tra di loro, proprio come le esistenze delle due protagoniste: in sospeso quella della bianca, con una storia finita e due figli,e una promozionE(Sic!) che non arriva per motivi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 1 maggio 2013
jacopo b98

 Nel Nord dello Stato di New York, Ray Eddy (Leo) vive in una roulotte e sogna una vita migliore. Quando il marito la lascia e si porta via i soldi con cui intendeva pagare la casa, la donna è costretta, per mantenere i due figli, a trovarsi un lavoro redditizio: il contrabbando di clandestini verso il Canada. Film d’esordio della regista-sceneggiatrice Hunt, premiato al Sundance [...] Vai alla recensione »

domenica 11 dicembre 2011
ultimoboyscout

Due donne, dopo aver vinto una naturale diffidenza iniziale, si troveranno ad unire i loro destini, aumentando una tacita intesa. Infatti si alleeranno per aiutare lavoratori clandestini stranieri a passare il confine tra Canada e Stati Uniti attraverso un fiume, il San Lorenzo, che nella stagione fredda congela. Prodotto fin troppo reclamizzato, si è anche gridato al capolavoro da più [...] Vai alla recensione »

sabato 4 aprile 2009
battibaleno

Dopo Gran Torino un nuovo squarcio dell' "altra" America, quella popolata da disperati ed emarginati che vivono fuori dal sogno americano. Frozen river, una metafora per chi vive una vita nel freddo esistenziale e davanti a sè ha solo la speranza di un domani meno triste.

martedì 16 novembre 2010
Nalipa

e disperato. Qui però non ci sono nemmeno i sogni, solo la necessità di sopravvivere. Ray viene abbandonata dal marito senza soldi e con due figli. Disperata, incontra Lila, che la fa entrare nel giro del contrabbando. Percorreranno insieme un tratto della loro vita con guai a non finire. Ottime le interpreti!!

martedì 30 giugno 2009
paride86

"Frozen River" è la dimostrazione che anche un film indipendente dalle grandi produzioni può dire molto. La storia affronta il tema dell'immigrazione e della povertà in una zona remota dell'America al confine con il Canada. Pesa l'assenza di una fotografia ben curata, ma resta comunque un buon film.

mercoledì 15 luglio 2009
lucepuc

uno di quei film che ti raccontano con poco tanto

giovedì 2 luglio 2009
V. Dornetti

Ho trovato questo film molto interessante, e cinematograficamente affascinante almeno per la capacità di costruire un film forte e teso. Anche se una delle maggiori ragioni di fascino sta nell'ambientazione abbastanza inedita (non si pensa mai che un flusso di migranti clandestini possa arrivare dal o per il Canada ), ritengo che il dato più interessante non sia l'elemento di denuncia sociale, ma [...] Vai alla recensione »

domenica 24 gennaio 2010
don64

Film drammatico che tratta il tema immigrazione clandestina.La trama e' spenta e lenta nel complesso un film totalmente discreto che non colpisce il pubblico.Voto 6

sabato 4 aprile 2009
astromelia

alla fine questa donna indiana si ritrova a badare a tre bambini, ma se vogliamo come tirerà a campare? certe volte sono proprio film..........

Frasi
"Lui è un bravo padre... quando non gioca!"
Ray Eddy (Melissa Leo)
dal film Frozen River - Fiume di ghiaccio - a cura di Dome79
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Due madri in difficoltà e un fiume ghiacciato. Non è una metafora, il fiume esiste davvero. È il San Lorenzo, che a Nord dello stato di New York congiunge Canada e Usa. Questo per la geografia ufficiale. Per i nativi invece lì non c'è confine, è tutta terra Mohawk. Dunque trasportare sul fiume ghiacciato immigrati illegali nascosti nel bagagliaio, non è reato.

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ogni tanto capita qualche bella sorpresa. Come questo Frozen River, ansiogeno e toccante dramma sociale, giustamente premiato al Sundance e al Noir di Courmayeur. È la storia di una cocciuta semivedova, madre di due ragazzi, che per tirare avanti si mette in società con una taciturna indiana della tribù dei Mohawk. Che rischio il commercio di immigrati clandestini, cinesi e pakistani, infilati nel [...] Vai alla recensione »

Luca Castelli
Il Mucchio

La forza di un film, a volte, sta tutta nella sua ambientazione. Nella capacità di catturare il tuo sguardo con scenari imprevedibili, alieni, affascinanti già semplicemente per la loro diversità. Un po' come la riserva indiana al confine tra lo stato di New York e il Quebec che fa da teatro a Frozen River. Un territorio Mohawk incastrato sul confine tra Canada e Stati Uniti, affacciato sulla superficie [...] Vai alla recensione »

Davide Turrini
Liberazione

Cartellazzi stradali verdi con scritte bianche "Land of Mohawk", benzinai scalcagnati, drugstore sgangherati, prefabbricati dalle grondaie arrugginite al posto di case e un fiume ghiacciato. Frozen River , regia di Courtney Hunt, è collocato e diluito in mezzo a questi elementi d'ambiente che lo sorreggono e arricchiscono di suggestioni visive. Campi lunghissimi per almeno venti-trenta minuti di [...] Vai alla recensione »

Thomas Sotinel
Le Monde

"Frozen River" : deux femmes dans l'hiver de la pauvreté Le titre ne ment pas, c'est le fleuve gelé qui arrête l'attention, qui emmène ce film indépendant américain plus loin que ne vont d'habitude ses congénères. En hiver, le puissant Saint-Laurent est pris par la glace, tout au nord de l'Etat de New York, à la frontière avec le Québec. Côté américain, une femme se réveille dans un trailer, une [...] Vai alla recensione »

Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Povero, brutto, formalmente indistinto, quasi sciatto, ma costruito intorno a un paesaggio geografico e umano di grande forza, Frozen River (Il fiume di ghiaccio) è il film che ha conquistato Quentin Tarantino presidente della giuria a Sundance 2008, un'edizione del festival di Redford contrassegnata dall'apparizione di un «nuovo realismo» (la definizione, per prima, fu data dal New York Times) nel [...] Vai alla recensione »

Stephen Holden
The New York Times

Venturing deep into the trenches where hard-working Americans struggle to put food on the table, Courtney Hunt’s somber film “Frozen River” evokes a perfect storm of present-day woes: illegal immigration, ethnic tension, depressed real estate, high gas prices and dire poverty. The film’s setting, in upstate New York at the Canadian border, is a gray wintry landscape of mud and slush dotted with [...] Vai alla recensione »

Kenneth Turan
The Los Angeles Times

As the summer heats up, let "Frozen River" wash over you; let its bracing drama and the intensity of its acting restore your spirits as well as your faith in American independent film. As those who have seen more than their share can testify, the all-purpose independent label guarantees only a modest budget and sometimes not even that. "Frozen River," however, is not only the deserved winner of the [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Film amaro, ha la tensione di un thriller e si è guadagnato due candidature agli ultimi Oscar. Sul confine est tra Canada e Usa, approfittando dell' extraterritorialità di una riserva indiana, due donne piene di guai sbarcano il lunario trafficando clandestini cinesi e pakistani. L' America del malessere divide i più poveri dai meno poveri e sfortunati: Ray se la passa male ma almeno è bianca e ha [...] Vai alla recensione »

Karen Durbin
The New York Times

EARLY one especially fine morning last month in Central Park, New Yorkers kept stopping to watch Melissa Leo shoot a scene for a movie called “Veronika Decides to Die.” There wasn’t a lot to see, just Ms. Leo on a park bench trading lines with the English actor David Thewlis, who, like her, is known as an actor’s actor, which is to say, immensely talented and insufficiently famous.

NEWS
NEWS
venerdì 13 marzo 2009
Lisa Meacci

Un ultimo Clint Eastwood In questo ultimo weekend d'inverno, è tempo di dire addio alle gelide temperature ma anche a quella che potrebbe essere l'ultima interpretazione del leggendario mito di Hollywood, Clint Eastwood.

CELEBRITIES
giovedì 19 febbraio 2009
Stefano Cocci

Le donne del momento C'è quella che l'Oscar l'ha vinto ed ora ne raccoglie i frutti; chi l'ha sfiorato e continua ad impegnarsi in ruoli difficili; chi ha sempre fatto a pugni con l'impegno preferendo la commedia disincantata e chi, invece, vive in bilico [...]

NEWS
mercoledì 10 dicembre 2008
 

Si è conclusa la diciottesima edizione del Courmayeur Noir in Festival, il festival dedicato a pellicole gialle, thriller e mystery. La giuria composta da Astrid Berges-Frisbey, Valentina Lodovini, Richard Price, Pablo Trapero e Don Winslow ha deciso [...]

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