| Titolo originale | Shrek the Third |
| Anno | 2007 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | Raman Hui, Chris Miller (II) |
| Attori | Mike Myers, Eddie Murphy, Cameron Diaz, Antonio Banderas, Julie Andrews, John Cleese Rupert Everett, Justin Timberlake, Eric Idle, Larry King, John Krasinski, Ian McShane, Cheri Oteri, Amy Poehler, Maya Rudolph, Amy Sedaris, Cody Cameron, Regis Philbin, Nicole Paggi, Conrad Vernon, Aron Warner, Seth Rogen, Renato Cecchetto, Nanni Baldini, Selvaggia Quattrini, Maria Pia di Meo, Giorgio Lopez, Francesco Prando, Francesco Vairano, Flavio Aquilone, Andrea Mete, Barbara De Bortoli, Giò Giò Rapattoni, Ilaria Latini, Laura Latini, Corrado Conforti, Francesco Sechi, Gianluca Crisafi. |
| Uscita | venerdì 31 agosto 2007 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,00 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 27 dicembre 2018
Argomenti: Shrek
Nel regno di Molto Molto Lontano, la morte del Re provoca la corsa al suo successore. Sarà l'orco verde ad andare alla ricerca di un degno erede. In Italia al Box Office Shrek terzo ha incassato 20,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Dopo i capovolgimenti degli episodi precedenti - dall'abbandono della palude alle blasonate nozze con la principessa Fiona - l'orco verde dalle orecchie a forma di trombetta, torna nel più politicamente scorretto dei cartoon per assicurare un degno successore al regno di Molto Molto Lontano. In una Hollywood rovesciata a immagine e somiglianza del mondo delle favole, il povero Re Harold, suocero ranocchio di Shrek e padre di Fiona, viene a mancare improvvisamente alla corte dei suoi cari. L'unico erede al trono, dopo il rifiuto incondizionato di Shrek, sembra essere un ingenuo sbarbatello che risponde al nome di Arthur. Insieme al nobile Gatto con gli stivali ("doppiato" da Antonio Banderas anche in italiano) e al logorroico Ciuchino, i tre eroi partono per una nuova avventura, proprio mentre il Principe Azzurro - stanco ormai di recitare in una platea indegna della sua bellezza - è pronto a meditar vendetta per riprendersi, insieme ai cattivi di tutti i tempi, il regno perduto.
Metafora di un mondo cinico e senza speranza o semplice divertissement, l'odissea di Shrek regala ancora, nonostante il terzo "compleanno", un'ora e mezza di spensierata ilarità, aggiungendo alla già vasta galleria di personaggi, altri memorabili soggetti. Dal Mago Merlino depresso e arteriosclerotico - complice di un incantesimo malriuscito che metterà a dura prova i due baldi aiutanti di Shrek - al cattivo Capitan Uncino passando per un nano baby sitter, la saga va avanti a suon di risate e immagini spettacolari. Una grafica sempre più accurata sotto il profilo estetico e una storia che regala anche in questo episodio qualche spunto di riflessione, rendono unico questo gioiellino della DreamWorks che continua a far crescere e maturare i suoi protagonisti mettendoli a dura prova con se stessi e col mondo circostante. Se Shrek entra in crisi per un'inaspettata paternità (urlata da Fiona sul molo del Porto, prima della partenza), non va meglio al povero signor Gatto, latin lover incallito "costretto" a corteggiare ogni femmina che incrocia il suo cammino. Fra citazioni e sberleffi, il regno delle favole è molto molto più reale di quanto pensiate.
La differenza abissale con i primi due capitoli di Andrew Adamson c'è e si vede...qua si raschia il fondo perchè i personaggi perdono di spessore, in particolare il gatto con gli stivali, le soluzioni artistiche per rendere certe situazioni sono inverosimili rispetto ai capitoli precedenti e i nuovi personaggi introdotti sono piatti e noiosi...per non parlare del finale e quando dico finale intendo [...] Vai alla recensione »
Se Shrek sapesse che oltre al suo reame politicamente scorretto di eroi fiabeschi permalosi, vanesi, rivisti e corretti, lui tiene in piedi anche la Dreamworks (che Spielberg ha abilmente monetizzato appena in tempo), forse non reggerebbe alla responsabilità. Proprio lui che in questo terzo capitolo è ancora più umano: ha paura della paternità e delle responsabilità e in fondo non vuole smettere di [...] Vai alla recensione »
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