Le deuxième souffle

Film 2007 | Drammatico 155 min.

Regia di Alain Corneau. Un film con Daniel Auteuil, Monica Bellucci, Michel Blanc, Jacques Dutronc, Eric Cantona, Gilbert Melki. Cast completo Genere Drammatico - Francia, 2007, durata 155 minuti. - MYmonetro 2,74 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dopo essere evaso dal carcere in cui era rinchiuso, il gangaster Gu ha alle calcagna tutta la polizia francese, ma deve compiere un ulteriore crimine per raggranellare il denaro sufficiente per fuggire insieme alla sua compagna Manouche.

Consigliato sì!
2,74/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,22
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Nel riprodurre l'universo gangsteristico e le atmosfere claustrofobiche tipiche del genere, Corneau adatta con stile l'omonimo romanzo di José Giovanni.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 19 ottobre 2007
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 19 ottobre 2007

Gu(stave) Minda è un gangster incallito e un uomo d'onore. Dopo dieci anni di severa detenzione evade di prigione. A Parigi intanto, durante un regolamento di conti, viene ucciso Jacques, amante della conturbante Manouche. Bionda (tinta) e appassionata, la donna ha avuto in passato una relazione sentimentale con Gu. Le indagini sono affidate al commissario Blot, che sospetta il meschino contrabbandiere e protettore Jo Ricci e segue contemporaneamente la pista dell'evasione. Gu, braccato dalla polizia, è costretto a nascondersi e a ripiegare su Marsiglia, dove accetta l'offerta di Venture Ricci, fratello maggiore di Jo: uccidere un poliziotto e rapinare un furgone carico di lingotti. Il colpo riuscirà ma il destino (avverso) è dietro l'angolo.
Sarebbe riduttivo considerare Le Deuxième souffle soltanto il remake del film di Jean Pierre Melville. Più corretto sarebbe definirlo un nuovo adattamento del romanzo omonimo di José Giovanni. Alain Corneau, accettando la sfida di trattare il tema gangsteristico come una tragedia classica, proietta sulla vicenda un'aura di fatalismo e sul suo protagonista una maledizione funesta. La sorte di Gu è drammaticamente anticipata nella sequenza del convivio amoroso, dove il corpo di Auteuil è "deposto" sul letto come una salma.
Gustave Minda è una figura tragica, eschilea, che vanamente combatte contro l'ineluttabilità del proprio destino. Fuggito di prigione, vorrebbe accumulare il denaro necessario per raggiungere l'Italia e rifarsi una vita, ma il desiderio di scappare in un altrove "paradisiaco" è frustrato dal fato, che nel genere assume la forma di un contesto sociale (la polizia, la compagna e gli uomini insieme ai quali un tempo rapinava e uccideva) riluttante a concedere alternative. Nel noir i personaggi non riescono ad esaudire i loro sogni urbani per un soffio. Il mare di Marsiglia, porto/porta di uscita e condizione preliminare all'inizio di una nuova vita, si fa scuro e impraticabile un attimo prima di essere attraversato. Così proprio quando il protagonista sembra pronto a "evadere" (di nuovo) insieme alla donna che ama, la nemesi arriva sotto forma di sentimento: l'orgoglio. Considerato a torto un traditore, Gu desidera temerariamente difendere il proprio onore.
Nel riprodurre l'universo gangsteristico, le atmosfere opprimenti e la claustrofobia urbana tipica del genere, Corneau adegua la rappresentazione alle crudeltà del mondo contemporaneo, guardando alla figura del gangster con occhio psicanalitico e decisamente mitologico.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 12 marzo 2017
Contrammiraglio

Noioso e recitato malissimo, Bellucci davanti a tutti; e questa non è certo una sorpresa.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Antonello Catacchio
Il Manifesto

La festa inaugura con Le deuxième souffle di Alain Corneau. All'ingresso dell'Auditorium un ricciolo verde fatto d'erba e un tappeto rosso per accogliere Monica Bellucci protagonista. A completare la gamma cromatica il film: un noir. Anzi, un noir et blonde, visto che Bellucci sfodera un'inconsueta pettinatura bionda, «per questo film mi sono ispirata alla Bardot, alla Deneuve alla Signoret, che avrebbe [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Ci sono film che conquistano per il loro stile e altri che piacciono malgrado il loro stile. Le deuxième souffle di Alain Corneau, che ha inaugurato in concorso la Festa di Roma, appartiene alla seconda categoria. Inutile naturalmente fare confronti con il capolavoro di Jean-Pierre Melville del '66 (in italiano si chiamava Tutte le ore feriscono...

Dario Zonta
L'Unità

Il film che apre la Festa del cinema di Roma, Le deuxième souffle («Il secondo soffio»), è un remake. Niente male, come inizio! Un cupo avvertimento, forse, messo lì, a bocce ancora ferme, per dire che il cinema dei nostri giorni non è altro che un eterno remake, dichiarato o meno, e di non aspettarsi molte sorprese. È confortante sapere che non solo gli americani sono a corto di idee (nelle sale [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Già il film del 1966 di Jean-Pierre Melville con Lino Ventura (In Italia "Tutte le ore feriscono, l'ultima uccide") era una rivisitazione di tipi e atmosfere appartenenti a un'altra epoca, a un'altra società, a un altro cinema. Quello 'noir" di vent'anni prima. Oltre al fatto di riscaldare la stessa minestra altri quarant'anni dopo, Le deuxième souffle di Alain Corneau ha l'aggravante di non saperlo [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Un capolavoro non si bissa: si copia. Pur consapevole della temerarietà dell'impresa, coltivata per trent'anni, Alain Corneau ha rifatto Le deuxième souffle di Jean-Pierre Melville (in Italia noto come Tutte le ore feriscono... l'ultima uccide), esponendosi al paragone con un classico. La Festa di Roma l'ha messo in concorso come film d'apertura. La locuzione del titolo si potrebbe tradurre in senso [...] Vai alla recensione »

Dina D'Isa
Il Tempo

Un remake sospeso tra noir e poliziesco, per dirla alla francese un "polar" - genere diviso tra sequenze d'azione e riflessioni malinconiche sull'amarezza - ha aperto la seconda edizione della Festa del Cinema di Roma. È "Le Deuxième souffle" di Alain Corneau, tratto dal capolavoro di Jean Pierre Melville del 1966, con Lino Ventura e infelicemente tradotto in italiano in "Tutte le ore feriscono.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

La vetrina della libreria della Festa del cinema a Roma è uno sfolgorante tutto Veltroni: file di Veltroni piccolo principe. Storie, miti e segreti dell'uomo che vuol guidare l'Italia di Damilano-Cerina-Martini; La nuova stagione di Veltroni e sempre di Veltroni Che cos'è la politica? Dvd di 90 minuti «con la lezione sulla bella politica». A inaugurare il concorso c'è invece il francese Le deuxième [...] Vai alla recensione »

Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

Nero su giallo e giallo su nero alla francese: è il noir del polar il colore che ha dominato, ieri sera, con il rosso del tappeto per la passerella di divi e di divine, l'inaugurazione della Festa di Roma anno secondo. Il titolo, "Le deuxième souffle", richiede allo spettatore italiano uno sforzo di memoria per andare sì indietro sino al 1966 ma anche per ricordare come si stia parlando e trattando [...] Vai alla recensione »

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