La masseria delle allodole

Film 2007 | Drammatico 122 min.

Regia di Paolo Taviani, Vittorio Taviani. Un film Da vedere 2007 con Paz Vega, Moritz Bleibtreu, Alessandro Preziosi, Angela Molina, Mohammed Bakri. Cast completo Genere Drammatico - Italia, Bulgaria, Francia, Spagna, 2007, durata 122 minuti. Uscita cinema venerdì 23 marzo 2007 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 3,00 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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I fratelli Taviani tornano al cinema con una pellicola che, con armonia e sobrietà, racconta l'eccidio degli armeni. In Italia al Box Office La masseria delle allodole ha incassato 751 mila euro .

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Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,61
PUBBLICO 3,29
CONSIGLIATO SÌ
La tragedia armena ritratta con sobrietà dai fratelli Taviani.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 15 febbraio 2007
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 15 febbraio 2007

Turchia, 1915. In una cittadina vive la benestante famiglia armena degli Avakian. Nel giorno in cui vengono colpiti dal lutto per la morte del patriarca anche il generale Arkan, capo della guarnigione turca, è presente alle esequie. È il segno di un rapporto, se non di amicizia, di reciproco rispetto tra le due comunità. Ma i Giovani Turchi hanno già pronto un piano per creare la Grande Turchia in cui non ci sarà posto per i ricchi e 'traditori' Armeni. Nessuna mediazione si rivela possibile. Dalla capitale partono per ogni dove gruppi di militari con l'ordine di uccidere sul posto i maschi (di qualunque età essi siano) e di deportare le donne e le bambine per poi massacrarle nei pressi di Aleppo. La famiglia Avakian viene smembrata e la giovane e vitale Nunik farà di tutto per salvaguardare la vita delle più piccole.
I fratelli Taviani non hanno mai smesso di occuparsi del rapporto tra gli individui e la Storia (anche quando si occupavano di Pirandello). Questa volta lo fanno, adattando liberamente l'omonimo romanzo di Antonia Arslan, occupandosi della ferita ancora aperta dell'eliminazione fisica degli Armeni in Turchia. Il film è destinato a suscitare polemiche e i Taviani ne sono consapevoli. Forse proprio per questo costruiscono una struttura narrativa che possa arrivare al grande pubblico e in cui ai Turchi fanatici fanno da contrappunto loro compatrioti, Arkan in primis, attenti ai valori della convivenza. Con un cast veramente composito ma interessante (pregio e difetto delle coproduzioni come questa) tornano anche a riflettere (come già avevano fatto in La notte di san Lorenzo e in Good Morning Babilonia) sul potere dell'immagine che al contempo può essere documento (e quindi occasione di riflessione) o strumento manipolabile per attizzare l'odio. Perdono qualcosa in epicità (anche se la scena della soppressione del neonato è da brividi) ma continuano con determinazione la loro ricerca nei lati oscuri della Storia che qualcuno (in epoca di negazionismi, Shoah compresa) continua a voler mantenere tali.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 25 giugno 2016
Luigi Chierico

I fratelli Paolo e Vittorio Taviani, sfogliando le pagine dello straordinario libro “La masseria delle allodole” della scrittrice Antonia Arsalam,hanno voluto aprire una pagina sull’antica storia del popolo Armeno che si far risalire ad un figlio di Noè.Tralasciando il lungo passato ci leggono l’ultimo capitolo, l’epilogo della sua storia. Ci offrono uno spettacolo completo, una storia vera ma penosa [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 maggio 2013
jacopo b98

 salvata con l’aiuto del consolato spagnolo. I Taviani, al loro diciottesimo film, hanno deciso di filmare il libro omonimo di Antonia Arslan, da loro adattato per lo schermo. Hanno così messo in immagini il più sporco, e ancora impunito, genocidio della storia, quando i turchi decisero di sterminare la minoranza armena. I Taviani fanno sì di far comprendere allo spettatore [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 gennaio 2010
Lore64

Il livello del film, tanto nella trama che nell'impostazione scenografica che nella recitazione (significativamente affidata ad attori da serial televisivo) è quello del rotocalco da trasmettere in prima serata. La grossolanità e l'implausibilità dell'intreccio (colla moglie del colonnello che sviene in casa degli armeni e accenna nel delirio al massacro imminente...) [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 settembre 2012
fransis89

Un film che narra un pezzo di storia che per anni è stato dimenticato: l'eccidio degli armeni. Questo triste avvenimento viene ripercorso attraverso le vicende di una famiglia armena che verrà pian piano annientata. In un primo momento sono i maschi ad essere eliminati. Le donne invece verranno deportate e fatte morire di stenti. Il film presenta delle scene piuttosto cruente ed una storia d'amore [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 giugno 2014
enzo70

Il genocidio degli armeni è una delle più drammatiche pagine del secolo scorso. Nella masseria delle allodole i fratelli Taviani affrontano un argomento importante in maniera importante, proponendo in veste cinematografica il libro della Arslan. La tragedia della benestante famiglia Avakian, annientata dall’attività di pulizia etnica dell’esercito turco, è il [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 19 febbraio 2007
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Ci sono tragedie gigantesche su cui pesa una specie di interdetto che anche dopo generazioni stenta a esser superato. Il genocidio degli armeni è una di queste tragedie "senza volto". Non che manchino i documenti storici ma quei documenti sono relativamente scarsi, poco noti fuori dalle cerchie più colte e comunque di impatto troppo contenuto per creare un immaginario adeguato.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

I Taviani non avevano mai fatto un film forte, sanguinoso e straziante come La masseria delle allodole, ispirato al romanzo di Antonia Arslan (Rizzoli) sulla storia di una famiglia nel massacro degli armeni da parte dei turchi nel 1915, che evoca tanti eccidi contemporanei. Un getto di sangue scarlatto su una porta bianca: è la premonizione. La testa del padrone di casa, mozzata con un colpo di sciabola, [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Ciak

Paolo e Vittorio Taviani tornano al cinema per raccontare un episodio rimosso della storia recente, il massacro (meglio: il genocidio) degli armeni da parte dell'esercito turco, avvenuto nel 1915. Ispirato all'omonimo romanzo di Antonia Arslan, il film racconta la tragica vicenda della famiglia Avakian, che vive nella Masseria delle allodole. I segnali del pericolo incombente ci sono tutti, ma nessuno [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

La masseria delle allodole è il film politicamente più forte e più diretto che i fratelli Taviani abbiano girato da anni. In passato, i fratelli di San Miniato ci avevano regalato grandiose «parabole» in cui la storia italiana (il risorgimento, la Resistenza) era una chiave per interpretare l'attualità e la condizione umana nel senso più lato del termine.

lunedì 19 febbraio 2007
Roberto Silvestri
Il Manifesto

Non ci sono stati incidenti, né sono state prese straordinarie misure di sicurezza alla Berlinale (che non ha alcun controllo antiterrorista visibile, né metal detector all'ingresso delle sale) per la presentazione, fuori concorso, dell'ultimo film dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani sul «genocidio armeno», La masseria delle allodole, con Paz Vega e Moritz Bleibtreu (il divo tedesco del momento) [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Esce oggi l'ultimo film dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani sul «genocidio armeno», La masseria delle allodole, con Paz Vega e Moritz Bleibtreu (il divo tedesco del momento) che contiene improvvisi lampi feroci e scomposti dell'immagine (per esempio nella scena del soffocamento del neonato), specialità dei fratelli che ancora sanno graffiare e scorticare il flusso visuale pacato da prima serata tv. [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

I fratelli Taviani, Paolo e Vittorio, dopo due felici esperienze televisive (Resurrezione e Luisa Sanfelice), dimostrano, tornando al cinema, di continuare a dominarlo imponendosi sia con quei valori estetici sia con quegli impegni civili che li avevano già splendidamente sostenuti in opere della qualità e della grandezza de «La notte di San Lorenzo», il film italiano più importante, nell'82, dell'intero [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

In forma di racconto popolare la storia ha per sfondo l'impero ottomano in guerra accanto agli imperi centrali di Germania e Austria-Ungheria, multinazionale come quello turco, contro Russia Francia e Inghilterra (l'Italia si aggiunge il 24 maggio del'15). Le radici e la dinamica della repressione da parte della classe dirigente militare contro la minoranza armena - la sola non musulmana - viene descritta [...] Vai alla recensione »

Callisto Cosulich
Left

I fratelli Taviani non devono offendersi, se definiamo La masseria delle allodole un horror. In fondo, si dirà, non esiste un genere più metaforico, tanto che negli anni Settanta si scrisse che a Hollywood l'unico modo di fare un discorso politico fosse quello di usare il linguaggio orrorifico. Per molto tempo i Taviani furono giudicati maestri nell'impiegare quelle metafore utili per liberare il cinema [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 febbraio 2007
Boris Sollazzo
Liberazione

Il Festival di Berlino diventa un campo di battaglia. In tutti i sensi. In un solo giorno arriva in concorso l'ottimo Beaufort, sul conflitto libano-israeliano (in concorso), il fumettone-videogame 300 (evento speciale) di Zack Snider, racconto superomistico ed iperenfatico della battaglia delle Termopili e La masseria delle allodole (Panorama Special) dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani sul genocidio [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

L'agitazione che ha accolto il film al festival di Berlino il mese scorso era un'esagerazione alimentata dalla stampa (tedesca, pensando alla numerosa comunità turca residente) però La masseria delle allodole di Paolo e Vittorio Taviani non è un regalo alla suscettibilità dell'opinione pubblica e delle autorità turche che non riconoscono l'esistenza di un"genocidio".

Lorenzo Buccella
L'Unità

Per le reazioni pubbliche bisognerà aspettare la proiezione ufficiale che decollerà stasera dagli schermi del Filmpalast di Kurfurstendamm. Intanto, però, i recinti dell'attenzione erano già tutti lì, nell'anticipazione per la stampa di uno degli eventi più attesi e politicamente rumorosi di questa Berlinale 2007. Quella Masseria delle allodole che come una talpa drammatica s'incunea tra i cunicoli [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

«La masseria delle allodole» di Paolo e Vittorio Taviani, trasposizione dell'omonimo romanzo-verità di Antonia Arslan (Rizzoli), dettaglia con toni vividi e cruenti il genocidio degli armeni compiuto dai turchi nel corso della prima guerra mondiale: deportazioni di massa ed eliminazione di quasi un milione di persone. Purtroppo il film tende a schematizzare la rilettura sulla comoda scia delle fiction [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Riformista

Caro popolo turco, noi ti vogliamo molto bene, ma è il momento di fare un bel «mea culpa». Firmato Paolo e Vittorio Taviani. Così si potrebbe riassumere il messaggio dei fratelli fiorentini a epilogo del polverone alzato dalla presentazione del loro La masseria delle allodole alla 57esima Berlinale. E meno male che il film è un evento speciale al festival, perché se fosse stato in concorso, avrebbe [...] Vai alla recensione »

Aldo Fittante
Film TV

Per fare un albero ci vuole il legno. E per fare il legno ci vuole l'albero. Per mettere su un film dei Taviani, nel 2007, ci vogliono cinque paesi europei, che a loro volta pretendono nella troupe maestranze e commedianti. Accade così che Paz Vega faccia l'armena, Alessandro Preziosi e André Dussolier si trasformino in turchi e che Angela Molina diventi greca.

mercoledì 14 febbraio 2007
Maurizio Cabona
Il Giornale

Il Festival di Berlino ha tanto evocato le persecuzioni compiute dai tedeschi e ora si sente in regola per evocare le persecuzioni compiute dagli altri. Nel 2004 due film indicarono Francia e Cina come complici delle stragi in Uganda; ieri, con La masseria delle allodole dei fratelli Taviani, s'è visto un film - senza i requisiti artistici per essere qui - che però c'è, perché evoca la persecuzione [...] Vai alla recensione »

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