Il falsario - Operazione Bernhard

Film 2007 | Drammatico 98 min.

Regia di Stefan Ruzowitzky. Un film Da vedere 2007 con Karl Markovics, August Diehl, Devid Striesow, Martin Brambach, August Zirner. Cast completo Titolo originale: Die Fälscher. Genere Drammatico - Austria, Germania, 2007, durata 98 minuti. Uscita cinema venerdì 1 febbraio 2008 distribuito da Lady Film. - MYmonetro 3,18 su 42 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Sorowitsch, il più abile falsificatore ebreo della Germania verrà condotto in un campo 'speciale' dove dovrà continuare la sua attività a beneficio del Reich. Ha vinto un premio ai Premi Oscar. In Italia al Box Office Il falsario - Operazione Bernhard ha incassato 242 mila euro .

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Consigliato sì!
3,18/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,40
CONSIGLIATO SÌ
Un film austriaco, di valore etico e cinematografico, ottimamente interpretato.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Berlino 1936. Sorowitsch è il re dei falsificatori ed è ebreo. La sua vita cambia quando viene portato a Mauthausen e da lì trasferito, per la sua competenza, in un campo privilegiato insieme ad altri tecnici della falsificazione. Dovranno produrre valuta pregiata falsa per sostenere le casse ormai vuote del Reich. Sorowitsch inizialmente non si pone problemi: ha trovato il modo di sopravvivere e di esercitare la propria 'arte'. Progressivamente uno dei suoi privilegiati compagni di prigionia lo pone dinanzi al dilemma: continuare a falsificare denaro favorendo il nazismo o boicottare l'operazione mettendo a repentaglio le proprie vite?
"Era un ebreo ma è morto da uomo" dice a un certo punto del film un nazista. In questa frase si racchiude parte del senso del film. Dinanzi ai nazisti che non li ritengono esseri umani gli ebrei possono scegliere tra la dignità e il servilismo. Il rapporto tra Sorowitsch e il comandante del campo Herzog offre spazio per la riflessione sul regime in caduta libera. Herzog, che è stato comunista, ora indossa una divisa nazista ma non ha più alcuna ideologia. Il suo obiettivo è analogo a quello delle sue vittime: salvarsi.
Grazie a questo film, ottimamente recitato dal protagonista Karl Markovics, è anche possibile sviluppare un'ulteriore riflessione sul cinema austriaco. Ogni anno la Berlinale offre film di produzione germanica che tornano ad affrontare il nodo del nazismo. Non è forse ora che il cinema tedesco e quello austriaco tornino a guardare avanti liberandosi di quello che sta ormai diventando un senso di colpa che le nuove generazioni non possono addossarsi per l'eternità. È come se il mondo del cinema sentisse di non aver ancora battuto sul proprio petto un mea culpa abbastanza convincente. Invece lo ha già fatto con film anche di ottimo valore cinematografico ed etico. Ora si corre il rischio della saturazione che può ottenere un esito uguale e opposto a quello della rimozione.

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IL FALSARIO - OPERAZIONE BERNHARD
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 5 novembre 2009
pedro

Un film contradittorio. Ben intepretrato, con un buon ritmo ma con quelle incongruenze che lasciano un sapore amaro...ma come? Quando il falsario esce in visita alla casa del capo delle SS (siamo quasi alla fine della guerra) la cittadina vicino a Berlino è intoccata. Nessun segno di bombardamenti, popolazione tranquilla. Insomma, considerate le tonnellate di bombe da una parte e dall'altra, mi sembra [...] Vai alla recensione »

mercoledì 5 agosto 2009
Fulvia

Voto 6 e mezzo/7 per questo film. Forse dovrei rivederlo, per capirlo fino in fondo. E' la storia del più grande falsario di tutti i tempi, ingaggiato dai nazisti per contraffare sterline e dollari. In cambio riceverà un vitto più abbondante nel lager di Sachsenhausen, un letto singolo, vestiti meno logorati,scarpe su misura, lenzuola pulite e un trattamento più umano.

Frasi
Preferisco essere messo sotto il gas domani che venire ucciso oggi per niente. Un giorno è un giorno
Dialogo tra Salomon Sorowitsch (Karl Markovics) - Adolf Burger (August Diehl)
dal film Il falsario - Operazione Bernhard - a cura di Rex
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 12 febbraio 2007
Gherardo Ugolini
L'Unità

Sachsenhausen è un nome di quella speciale topografia che circoscrive l'orrore nazista. È il nome di un campo di concentramento tra i più importanti, costruito a metà degli anni Trenta nei pressi di Oranienburg, a una trentina di chilometri da Berlino. Vi furono rinchiusi tra il 1936 e il 1945 oltre 200.000 prigionieri, la metà dei quali non ne è più uscita.

Boris Sollazzo
Rolling Stone

«Sapete perché ad Auschwitz Dio non c'è? Non ha passato la selezione». Battuta geniale e raggelante, proprio come Il falsario, film sulla Shoah atipico del regista viennese Stefan Ruzowitzky (buon mestierante, non fa danni). Dal libro di memorie L'officina del diavolo del deportato ceco Adolf Burger, riprende la storia di ventotto ebrei costretti a lavorare come falsari per le SS nel campo di concentramento [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Sopravvivere. Non ha altro in mente Salomon, internato da anni nel terribile lager nazista di Mauthausen. È luiIl falsario di cui ci racconta Stefan Ruzowitzky (che porta sullo schermo una vicenda realmente accaduta): un artista della falsificazione, un mago nella produzione di banconote "taroccate". Un criminale comune insomma,ma con in più l'"aggravante"di essere ebreo.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Nel 1944 l'ebreo Salomon Sorowitsch, falsario di eccezionale abilità, è internato in campo di concentramento e obbligato a partecipare all'"Operazione Bernhard": coordinando un gruppo di altri prigionieri, tipografi e artigiani di professione, dovrà produrre enormi quantità di perfette banconote false, sterline e dollari, con cui inondare i mercati finanziari e produrre inflazione nelle economie dei [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Era una delle sorprese dell'ultimo festival di Berlino. È uno dei cinque stranieri candidati all'Oscar, e non certo il meno autorevole. Ma soprattutto è uno dei lavori più vitali e spiazzanti che il cinema abbia dedicato alla Shoah. Per almeno due ragioni fondamentali. La prima è naturalmente la storia stessa del film diretto dall'austriaco Stefan Ruzowitzky (oltre alla bontà della sua fattura), ispirato [...] Vai alla recensione »

Davide Turrini
Liberazione

Entrare trasversalmente nella storia lugubre dell'Olocausto si può. Niente commedie o real tv, ma ritmo e atmosfere da thriller. Il giovane regista austriaco Stefan Ruzowitzky racconta Mathausen, Auschwitz e tutti gli agghiaccianti luoghi della morte programmata, attraverso gli occhi e il corpo teso e saettante di Salomon Sorowitsch, bohemien, donnaiolo, falsario di grido dell'Europa anteguerra: arrestato [...] Vai alla recensione »

Kenneth Turan
The Los Angeles Times

Cultures make movies about the wars that matter to them. In this country, the catastrophe in Iraq is currently on everyone's mind, but in Europe, World War II remains the conflict of choice, and the engrossing "The Counterfeiters" is one result. A film from Austria and the co-favorite (along with Israel's "Beaufort") to win the best foreign-language film Oscar on Sunday night, "The Counterfeiters" [...] Vai alla recensione »

A. O. Scott
The New York Times

The Italian writer Primo Levi, looking back on his time in Auschwitz, observed that in the Nazi death camps “the worst, that is, the fittest, survived.” “The Counterfeiters,” a brisk, tough new movie from the Austrian director Stefan Ruzowitzky, is in some ways an illustration of this axiom. Like most films about the Holocaust it is a survivor’s tale, and its protagonist, at least at first, seems [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 febbraio 2007
Maurizio Cabona
Il Giornale

La falsificazione di sterline da parte del Reich durante la guerra ha ispirato a Jean Giono Cresus (1960), con Fernandel, e a Terence Young Agli ordini del Führer e al servizio di Sua maestà, con Christopher Plummer (1967). Che però raccontavano fatti di completa fantasia o ampiamente romanzati. La vicenda dei reali falsari, detenuti in campo di concentramento come criminali comuni, politici o come [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Riformista

È difficile oggi scoprire qualcosa di ancora inedito agli archivi letterari o audiovisivi sull'Olocausto. E invece dagli schermi della Berlinale, nelle ultime edizioni esplicitamente attenta alla memoria al proprio passato, arriva la sorpresa: un'opera austro-tedesca che racconta (bene) la storia vera di un gruppo di prigionieri in un lager, che riesce a sopravvivere grazie all'arte di creare e stampare [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Berlino fine anni Trenta. L'ebreo Salomon «Sally» Sorowitsch è il re dei falsari. La sua vita - un tourbillon di lussi, donne, alcol e tavoli verdi - cambia brutalmente quando viene arrestato dalle SS e internato nell'inferno di Mauthausen. Le sue qualità però sono ben note ai nazisti, che lo fanno trasferire in una baracca del meno duro lager di Sachsenhausen quando prende il via un'operazione di [...] Vai alla recensione »

Silvia Colombo
Film TV

1944: campo di concentramento di Sachsenhausen. Il Reich decide di produrre sterline inglesi e dollari americani falsi per indebolire le economie delle nazioni nemiche. I nazisti individuano così un gruppo di prigionieri – stampatori, grafici, tipografi professionisti – da impiegare nella contraffazione di banconote in un reparto apposito del campo.

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Diceva Hanna Arendt che gli assassini dei campi di sterminio erano le persone «normali» che non avevano mai conosciuto il pensiero. A Ebensee si confrontano la brutalità del ricatto della nota violenza nazista e la strategia di sopravvivenza di un gruppo di ebrei falsari, tipografi, banchieri, chiamati a un'immensa operazione di banconote false. La storia vera di Adolf Burger (deportato n.

Philip French
The Observer

L'antieroe di questo film cupo è un ebreo russo, noto nel mondo della malavita per le sue capacità di falsario. Arrestato, viene messo di fronte a una scelta: o contribuisce allo sforzo bellico tedesco stampando sterline e dollari falsi o sarà fucilato. È un film senza retorica sulle scelte morali compiute in condizioni drammatiche. Ma per apprezzarlo bisogna riuscire a identificarsi con il protagonista [...] Vai alla recensione »

winner
miglior film straniero
Premio Oscar
2008
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