| Titolo originale | Fauteuils d'orchestre |
| Anno | 2006 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Francia |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Danièle Thompson |
| Attori | Laura Morante, Cécile De France, Valérie Lemercier, Claude Brasseur, Albert Dupontel Dani, Suzanne Flon, Sydney Pollack, Christopher Thompson, François Rollin, Guillaume Gallienne, Annelise Hesme, Françoise Lépine, Michel Vuillermoz, Daniel Benoin. |
| Uscita | venerdì 16 giugno 2006 |
| MYmonetro | 3,03 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 3 aprile 2014
Intreccio di vicende esileranti ma anche commoventi con sfondo la Ville Lumière. In Italia al Box Office Un po' per caso, un po' per desiderio ha incassato 361 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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C'è un quartiere a Parigi dove l'arte si fa, si acquista, si esibisce e si respira. È Avenue Montaigne, la zona elegante delle sale da concerto, dei teatri, delle case d'aste e degli alberghi carichi di stelle. Fuori dalle loro hall e dentro al "Bar des Theatres" si incrocia un consorzio umano privilegiato: un concertista stanco di misurarsi con un pubblico borghese, un'attrice di teatro prestata alle soap opera che sogna il cinema e un collezionista che liquida la propria collezione d'arte per non morire "guardiano di un museo". Dall'altra parte del "bancone", del palcoscenico, li osserva un'umanità senza vocazione ma non per questo meno ispirata: la custode del teatro che ascolta Gilbert Becaud e raccoglie in "concierge" fiori e intimità, un giovane professore figlio malinconico e impacciato del collezionista e Jessica, cameriera per caso e spettatrice per desiderio dei tanti artisti che si trova a servire, a incoraggiare e a far confluire in quell'unica data, quella della "prima" e di una nuova vita.
La commedia sentimentale di Danièle Thompson mette al centro dello schermo l'uomo e il suo bisogno di bellezza. Col tono garbato con cui ha sceneggiato "il tempo delle mele" di Sophie Marceau, la regista confronta la precarietà dei suoi personaggi con la stabilità dell'arte e della forma. La farsa di Feydeau, esponente del teatro brillante di tardo Ottocento, il "Bacio" di Brancusi e il Concerto n.5 di Beethoven, che debutteranno a Parigi la sera del 17, rivelano la loro durata estetica contro la volubilità dell'esistenza e il consumo effimero della società dello spettacolo. Quella in frac e benpensante avversata dal pianista Jean-François Lefort, che rivendica per sé e la sua musica spontaneità e libertà. La sua arte vuole affrancarsi dai calendari delle agenzie internazionali di musica classica e smettere l'abito della professione per tornare a rappresentare lo smarrimento umano, per tornare ad esibirsi davanti a un pubblico più umano. La spettatrice ideale di Lefort è Claudie, factotum del teatro, che coglie tutto il dolore della vita e la tensione intesa a superarlo, dentro una canzone di Becaud o dentro la musica di Beethoven. Registri opposti che coesistono magnificamente anche nel valzer di Nicola Piovani.
D’accordo, “tu chiamale se vuoi …” commedie, d’accordo, sono leggere, fanno sorridere e fanno commuovere, ma questo non gli toglie valore. E’ impagabile la scena in cui il “pianista” di fama Albert Dupontel interrompe il concerto, si spoglia del frac e in maglietta e bretelle finalmente respira, confessa al pubblico che con quei vestiti e con quei [...] Vai alla recensione »
Dopo il deludente Jet-Lag, dove era riuscita a soffocare nella melassa due tosti come Juliette Binoche e Jean Reno, Danièle Thompson torna a raccontare microcosmi ben definiti all'interno dei quali ci si scontra e confronta (come la famiglia allargata di Pranzo di Natale, il suo primo film). La commedia ruota intorno al quartiere parigino di Avenue Montaigne, luogo di teatri, sale da concerti e di [...] Vai alla recensione »