| Anno | 2006 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | USA |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | William Friedkin |
| Attori | Ashley Judd, Michael Shannon (II), Harry Connick Jr., Lynn Collins, Brían F. O'Byrne Neil Bergeron, Bob Neill. |
| Tag | Da vedere 2006 |
| MYmonetro | 3,64 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 1 agosto 2014
Agnes alloggia sola in una stanza di motel, esposta al ritorno dell'ex marito violento e tormentata dalla scomparsa del figlio. Quando conosce Peter, si lascia investire dalla sua follia paranoica. Al Box Office Usa Bug - La paranoia è contagiosa ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 7 milioni di dollari e 3,3 milioni di dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Agnes vive sola in una stanza d'affitto nel bel mezzo di un desolato niente. Lavora in un pub, raccoglie il suo gruzzolo e preferisce la solitudine alla mala compagnia. Ma l'ex marito, geloso e violento, ricompare in semilibertà e bussa alla sua porta con un carico di nuovi insulti e vecchi dolori, compresa la misteriosa scomparsa del loro bambino.
Con un vertiginoso approssimarsi della macchina da presa, William Friedkin plana dall'alto sull'oggetto del suo interesse, una squallida camera di motel a New Orleans. Da qui non si muoverà più, rinunciando a qualsiasi inseguimento mozzafiato di quelli che gli vengono tanto bene, per far crescere, nella claustrofobica unità di luogo, una vertigine tutta mentale: Bug.
In quella che ha l'aspetto di una stanza a ore, Agnes crede di aver preso dimora definitiva ma non sa che le sue ore sono invece contate. Il pericolo è entrato, anche se non ha la faccia sporca del marito ma quella pulita del giovane Peter, reduce dalla guerra del golfo, discreto e rassicurante, almeno fino a quando non comincia a manifestare un'ossessione per gli insetti (bugs) che trascinerà lui e Agnes in un gorgo di paranoia.
Come nel suo arcinoto L'esorcista, Friedkin imposta una prima parte di pura, sofisticata e inquietante attesa, che non fa che spingerci a volere di più, in un superbo mix di paura e desiderio. Non vedremo mai un insetto, ma solo la grandissima prova d'attore di Ashley Judd e di Michael Shannon (Peter, il vero "bug", l'errore del sistema).
Nella posizione del motel nel paesaggio, nella solitudine di Agnes all'interno di esso, c'è la chiave di un film spaventosamente in sintonia con i tempi: è quando ci sentiamo minacciati che diveniamo facili vittime della paranoia, assassina ben più reale delle virtuali minacce. Peter, in verità, non è che un detonatore e Agnes era pronta a donarglisi in toto. L'America sa di cosa sta parlando Bill Friedkin: di lei.
La sceneggiatura di Tracey Letts, già autrice dell'opera teatrale omonima, ha il grande merito di arrivare diretta al quid. Senza tergiversare in battute fuori tema, il testo fa sì che lo spettatore si ritrovi all'interno della spirale ossessiva senza essersi accorto del momento in cui ci ha messo piede. Attraverso un montaggio perfetto, il regista ci sbatte dentro la mente di Agnes e ci tira fuori bruscamente quando assume un altro punto di vista (l'amica cameriera, lucida e impressionata), e così senza posa finché nessuna prospettiva è più sicura (il medico dell'esercito, ultimo arrivato, è l'ambiguità fatta persona).
Ci sorprendiamo, alla fine, di fronte a due corpi e a un ambiente che non assomigliano nemmeno lontanamente a quelli dell'esordio. La fotografia si è fatta ghiacciata, ogni coordinata spaziale è stata cancellata. Eppure da quella stanza non è mai uscito nessuno.
Il telefono squilla nella notte con ossessiva insistenza. Agnes risponde incerta, con riluttanza. Dall’altra parte del filo nessuno parla. Agnes di infuria e inveisce contro quello che lei pensa sia l’ex-marito uscito di galera. La donna - che una decina di anni prima ha perso il figlio, svanito nel nulla mentre era con lei a fare la spesa in un supermercato - vive sola nella squallida [...] Vai alla recensione »