Babel

Film 2006 | Drammatico 144 min.

Regia di Alejandro G. Iñárritu. Un film Da vedere 2006 con Brad Pitt, Cate Blanchett, Gael García Bernal, Kôji Yakusho, Adriana Barraza. Cast completo Genere Drammatico - USA, Francia, Messico, 2006, durata 144 minuti. Uscita cinema venerdì 27 ottobre 2006 - MYmonetro 2,99 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 5 febbraio 2014

Individui distanti tra loro migliaia di chilometri incrociano per qualche ora i loro destini sulla Terra, creando un disperato affresco di un'umanità sola e dolente. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto un premio ai David di Donatello, 6 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 6 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, a AFI Awards, In Italia al Box Office Babel ha incassato 2,8 milioni di euro .

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Consigliato sì!
2,99/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,47
CONSIGLIATO SÌ
Un gioco a incastro artificioso e compiaciuto chiude la trilogia sul dolore umano firmata dalla coppia Iñarritu/Arriaga.
Recensione di Chiara Renda
Recensione di Chiara Renda

Individui distanti tra loro migliaia di chilometri incrociano per qualche ora i loro destini sulla Terra, creando un disperato affresco di un'umanità sola e dolente.
Il detonatore che innesca una reazione a catena in questo puzzle composto da tessere fin troppo perfettamente combacianti è il colpo di fucile partito dalle mani di due ragazzini in un paese sperduto del Marocco. Un gesto immotivato, compiuto quasi accidentalmente da due innocenti che, come in un domino, agisce profondamente sulle vite di tre gruppi di persone in diverse zone del pianeta: una coppia di americani lì in vacanza per risolvere una crisi coniugale, una domestica messicana alle prese con i figli dei due nel giorno del matrimonio di suo figlio, e un'adolescente giapponese, sordomuta ed emotivamente emarginata, alla disperata ricerca d'amore in una Tokyo caotica e alienante.
Ossessionato dalle coincidenze del destino e dalle storie parallele, il messicano Iñarritu, già autore insieme al fido sceneggiatore Arriaga (premiato a Cannes per Le tre sepolture di Tommy Lee Jones) del più "grezzo" ma genuino Amores Perros e dello straziante 21 grammi, alza il tiro per questa babele multietnica di storie e destini umani vincitrice del Premio per la Regia al 59° Festival di Cannes.
Quattro episodi-limite di solitudine e dolore, quattro zone geografiche in cui i protagonisti sono o si sentono stranieri, quattro lingue più una (quella dei segni) per un film-manifesto della cultura globalizzata. Tutto ciò che rendeva duro, amaro e doloroso il cinema dell'aspro regista messicano è qui ripulito, addolcito e riverniciato da una patina visiva, ma anche narrativa, classicamente hollywoodiana. La tensione emotiva lascia spazio a una programmatica cerebralità, a un estetismo fin troppo raffinato e compiaciuto, e a una costruzione macchinosamente architettata in cui nulla può essere lasciato al caso (anche a costo di forzare i legami tra le storie: vedi l'episodio giapponese). Questa d'altronde sembra essere la tendenza delle storie corali che piacciono a Hollywood, a giudicare anche dal pluripremiato Crash di Paul Haggis, artificiosa e meccanica degenerazione della coralità sbandata e alla deriva dell'America oggi altmaniana. Non ci si stupisce dunque di fronte all'appesantimento retorico della coppia messicana corteggiata da Hollywood (Iñarritu/Arriaga) che, allargando il raggio d'azione della storia e forzandone i destini, ha perso in istintività e pulsione emotiva. Che gusto c'è nel comporre un puzzle in cui tutti i pezzi combaciano senza intoppi?

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Recensione di Francesca Felletti
lunedì 30 ottobre 2006

La violenza che ferisce il corpo e l'anima, la rabbia e la vendetta sono di nuovo al centro dell'opera del messicano Alejandro Gonzales Inarritu (Amores Perros, 21 grammi). L'arrivo di un fucile in una famiglia di pastori dell'altopiano marocchino è la scintilla che innesca una serie di drammatici eventi in una torre di Babele che riunisce Stati Uniti, Messico, Giappone e Marocco. Durante il pascolo, i due fratellini giocano a provare la gittata dell'arma sparando in direzione di un pullman di turisti americani.
Un proiettile colpisce una donna (Cate Blanchett) in viaggio con il marito (Brad Pitt). Contemporaneamente, ma non in ordine cronologico, negli States due bambini si addormentano accuditi dalla governante messicana. E in Giappone una ragazza sordomuta perde una partita di pallavolo per un "out" non visto dall'arbitro. Da qui un intreccio di storie su più livelli: geografico, temporale e linguistico (quattro lingue nazionali più quella dei gesti, per i non-udenti). Il ritratto di un'umanità ignorante, che non riesce a comunicare e, soprattutto, che non riesce ad agire. Un film corposo, lungo, avvolgente, pieno. Che emoziona e coinvolge lo spettatore, seppure con qualche concessione di troppo alla retorica nel finale. Uno stile barocco e personale, quello di Inarritu che talvolta può apparire artificioso, ma che non lascia mai indifferenti

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 5 dicembre 2010
weachilluminati

lettura gradita La potenza dei simboli,in senso implicito,è  forma , e le immagini  statiche ed in movimento disegnano intensamente il dramma che si vuole celebrare   . Lunghi primi piani, ampi silenzi,   grande spazio alla dinamica  "dell'azione  energetica "fatta  da  inquadrature statiche ed in [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Racconta il mito biblico che gli uomini si unirono tutti insieme per costruire una torre così alta da raggiungere il cielo; che Dio si offese e dette a ciascun gruppo lingue differenti, in modo che non potessero capirsi né comunicare. Alejandro Gonzalez Inarritu., 42 anni, messicano di nascita e americano di cittadinanza. gin autore di Amores perros e di 21 grammi, porta Brad Pitt e Cate Blanchett [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
martedì 10 febbraio 2009
Stefano Cocci

Una delle più brave attrici viventi Lo aveva suggerito The Aviator quando, diretta da Martin Scorsese, si guadagnò il premio Oscar. La voce divenne una sensazione vibrante quando apparve in Diario di uno scandalo.

CELEBRITIES
martedì 18 dicembre 2007
Stefano Cocci

Da Gigolo a mito del cinema, bella carriera Brad! Ci sono momenti nella vita e nella carriera delle persone che salvificano e danno un senso a tutta una esistenza oppure, più semplicemente, gettano un colpo di spugna sul passato, e preparano a un futuro [...]

RUBRICHE
mercoledì 22 agosto 2007
Paola De Rosa

Vi state ancora crogiolando al sole su qualche spiaggia? Pensate a quanto siete fortunati rispetto al povero Rowan Atkinson, che in Mr. Bean's Holiday, azzeccata uscita home video agostana, ne combina proprio di tutti i colori prima di riuscire a godersi [...]

winner
miglior colonna sonora originale
Premio Oscar
2007
winner
miglior regia
Festival di Cannes
2006
winner
miglior film straniero
David di Donatello
2007
winner
miglior film dram.co
Golden Globes
2007
winner
film dell'anno
AFI Awards
2007
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