| Anno | 2006 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA, Francia, Messico |
| Durata | 144 minuti |
| Regia di | Alejandro G. Iñárritu |
| Attori | Brad Pitt, Cate Blanchett, Gael García Bernal, Kôji Yakusho, Adriana Barraza Rinko Kikuchi, Michael Peña, Mohamed Akhzam, Peter Wight, Harriet Walter, Trevor Martin, Matyelok Gibbs, Georges Bousquet, Claudine Acs, André Oumansky, Michael Maloney, Dermot Crowley, Wendy Nottingham, Linda Broughton. |
| Uscita | venerdì 27 ottobre 2006 |
| Tag | Da vedere 2006 |
| MYmonetro | 2,99 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento mercoledì 5 febbraio 2014
Individui distanti tra loro migliaia di chilometri incrociano per qualche ora i loro destini sulla Terra, creando un disperato affresco di un'umanità sola e dolente. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto un premio ai David di Donatello, 6 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 6 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, a AFI Awards, In Italia al Box Office Babel ha incassato 2,8 milioni di euro .
Babel è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Individui distanti tra loro migliaia di chilometri incrociano per qualche ora i loro destini sulla Terra, creando un disperato affresco di un'umanità sola e dolente.
Il detonatore che innesca una reazione a catena in questo puzzle composto da tessere fin troppo perfettamente combacianti è il colpo di fucile partito dalle mani di due ragazzini in un paese sperduto del Marocco. Un gesto immotivato, compiuto quasi accidentalmente da due innocenti che, come in un domino, agisce profondamente sulle vite di tre gruppi di persone in diverse zone del pianeta: una coppia di americani lì in vacanza per risolvere una crisi coniugale, una domestica messicana alle prese con i figli dei due nel giorno del matrimonio di suo figlio, e un'adolescente giapponese, sordomuta ed emotivamente emarginata, alla disperata ricerca d'amore in una Tokyo caotica e alienante.
Ossessionato dalle coincidenze del destino e dalle storie parallele, il messicano Iñarritu, già autore insieme al fido sceneggiatore Arriaga (premiato a Cannes per Le tre sepolture di Tommy Lee Jones) del più "grezzo" ma genuino Amores Perros e dello straziante 21 grammi, alza il tiro per questa babele multietnica di storie e destini umani vincitrice del Premio per la Regia al 59° Festival di Cannes.
Quattro episodi-limite di solitudine e dolore, quattro zone geografiche in cui i protagonisti sono o si sentono stranieri, quattro lingue più una (quella dei segni) per un film-manifesto della cultura globalizzata. Tutto ciò che rendeva duro, amaro e doloroso il cinema dell'aspro regista messicano è qui ripulito, addolcito e riverniciato da una patina visiva, ma anche narrativa, classicamente hollywoodiana. La tensione emotiva lascia spazio a una programmatica cerebralità, a un estetismo fin troppo raffinato e compiaciuto, e a una costruzione macchinosamente architettata in cui nulla può essere lasciato al caso (anche a costo di forzare i legami tra le storie: vedi l'episodio giapponese). Questa d'altronde sembra essere la tendenza delle storie corali che piacciono a Hollywood, a giudicare anche dal pluripremiato Crash di Paul Haggis, artificiosa e meccanica degenerazione della coralità sbandata e alla deriva dell'America oggi altmaniana. Non ci si stupisce dunque di fronte all'appesantimento retorico della coppia messicana corteggiata da Hollywood (Iñarritu/Arriaga) che, allargando il raggio d'azione della storia e forzandone i destini, ha perso in istintività e pulsione emotiva. Che gusto c'è nel comporre un puzzle in cui tutti i pezzi combaciano senza intoppi?
La violenza che ferisce il corpo e l'anima, la rabbia e la vendetta sono di nuovo al centro dell'opera del messicano Alejandro Gonzales Inarritu (Amores Perros, 21 grammi). L'arrivo di un fucile in una famiglia di pastori dell'altopiano marocchino è la scintilla che innesca una serie di drammatici eventi in una torre di Babele che riunisce Stati Uniti, Messico, Giappone e Marocco. Durante il pascolo, i due fratellini giocano a provare la gittata dell'arma sparando in direzione di un pullman di turisti americani.
Un proiettile colpisce una donna (Cate Blanchett) in viaggio con il marito (Brad Pitt). Contemporaneamente, ma non in ordine cronologico, negli States due bambini si addormentano accuditi dalla governante messicana. E in Giappone una ragazza sordomuta perde una partita di pallavolo per un "out" non visto dall'arbitro. Da qui un intreccio di storie su più livelli: geografico, temporale e linguistico (quattro lingue nazionali più quella dei gesti, per i non-udenti). Il ritratto di un'umanità ignorante, che non riesce a comunicare e, soprattutto, che non riesce ad agire. Un film corposo, lungo, avvolgente, pieno. Che emoziona e coinvolge lo spettatore, seppure con qualche concessione di troppo alla retorica nel finale. Uno stile barocco e personale, quello di Inarritu che talvolta può apparire artificioso, ma che non lascia mai indifferenti
lettura gradita La potenza dei simboli,in senso implicito,è forma , e le immagini statiche ed in movimento disegnano intensamente il dramma che si vuole celebrare . Lunghi primi piani, ampi silenzi, grande spazio alla dinamica "dell'azione energetica "fatta da inquadrature statiche ed in [...] Vai alla recensione »
Racconta il mito biblico che gli uomini si unirono tutti insieme per costruire una torre così alta da raggiungere il cielo; che Dio si offese e dette a ciascun gruppo lingue differenti, in modo che non potessero capirsi né comunicare. Alejandro Gonzalez Inarritu., 42 anni, messicano di nascita e americano di cittadinanza. gin autore di Amores perros e di 21 grammi, porta Brad Pitt e Cate Blanchett [...] Vai alla recensione »