| Titolo originale | A Fost Sau N-a Fost? |
| Anno | 2006 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Romania |
| Durata | 89 minuti |
| Regia di | Corneliu Porumboiu |
| Attori | Mircea Andreescu, Teo Corban, Ion Sapdaru, Teodor Corban, Mirela Cioaba Luminita Gheorghiu, Cristina Ciofu, Lucian Iftime, Catalin Paraschiv. |
| Uscita | venerdì 6 ottobre 2006 |
| Tag | Da vedere 2006 |
| MYmonetro | 3,32 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 28 febbraio 2019
Il dramma della dittatura rumena, raccontato con un perfetto equilibrio tra dramma e commedia. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, In Italia al Box Office A est di Bucarest ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 120 mila euro e 16,7 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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A sedici anni dalla fatidica data del 22 dicembre 1989, giorno in cui finì la dittatura rumena comunista di Caescescu, in una grigia e fredda cittadina a est di Bucarest, una trasmissione televisiva si interroga su cosa realmente è accaduto in quel giorno di rivoluzione: oltre al giornalista sono presenti, nel decadente studio, un professore, perennemente ubriaco, la cui versione sui fatti sembra avere mille falle, e un anziano signore che ai tempi faceva il Babbo Natale per i bambini.
Esordio alla regia per Corneliu Porumboiu che con questo film ha vinto la Camera d'Or al Festival di Cannes 2006: un film fresco e leggero che riesce a parlare di una tematica complessa con l'amarezza e le perplessità dovute, ma contemporaneamente anche con i toni surreali e spesso scanzonati della commedia. E l'immediato paragone con Good bye Lenin, volge sicuramente a favore di quest'ultimo, il film risulta nuovo e piacevole: una possibile speranza per il giovane e semisconosciuto cinema rumeno. Una sceneggiatura vivace, anche se a momenti prolissa, aiuta la costruzione del film, tutto basato su una fotografia dai colori melmosi e su una colonna sonora inesistente che lascia spazio a silenzi evocativi e riflessivi, nel tentativo forse di tirare le somme di un periodo storico ancora poco chiaro e di proiettarsi nell'oggi o addirittura nel futuro.
Pochi infatti nella realtà sono ancora i segnali di cambiamento e di speranza nel paese che, dopo l'enfasi della rivoluzione, sembra oggi subire tutti i danni della disillusione e del sogno americano non riuscito, riuscendo solo a mostrare i suoi palazzi fatiscenti e le molte persone che senza un lavoro continuano a oziare e a bere al bar.
Il giovane regista riesce a focalizzare lo spirito riflessivo dello spettatore sull'anima dei popoli latini (sia pure Est Europei). Lui da la prova che il detto di Tomasi Da Lampedusa "tutto deve cambiare per restare tutto come prima" é verità. La Rivoluzione Rumena del '89 in realtà ha avuto ben poco di rivoluzionario: Virgil Jderescu [...] Vai alla recensione »
Arriva dalla Romania uno dei primi grandi film della stagione, un gioiello di umorismo e malinconia che rievoca “dal basso” la gloriosa Rivoluzione del 22 dicembre 1989. Ammesso che una Rivoluzione ci sia stata davvero perché laggiù a Vaslui, piccola città vicino Bucarest, non ne sono così sicuri. E poiché il 22 dicembre si avvicina, l’intraprendente conduttore di una scalcinata tv invita in studio [...] Vai alla recensione »