| Anno | 2005 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | Gran Bretagna, Germania |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Werner Herzog |
| Attori | Werner Herzog, Annette Scheurich . |
| Uscita | venerdì 9 giugno 2006 |
| Tag | Da vedere 2005 |
| MYmonetro | 3,32 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 6 dicembre 2017
Documentario che vede il maestro Werner Herzog dietro e davanti alla cinepresa. In Italia al Box Office The White Diamond ha incassato 1,6 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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C'è un vascello bianco che vola più leggero dell'aria su una foresta pluviale, c'è un ingegnere aeronautico, Graham Dorrington, a governarlo nel cielo e c'è un regista, Werner Herzog, a trasformarlo in cinema. La magnifica ossessione del volo, la natura e il cinema sono gli ingredienti di questo documentario girato due anni fa nel cuore della Guyana,che anticipa dello stesso autore il naturalistico Grizzly Man e il fantascientifico L'ignoto spazio profondo.
Il diamante bianco del titolo è un dirigibile gonfiato ad elio che sorvola le imponenti cascate del Kaieteur, dietro le quali, proprio come dietro a un sipario, nidificano i rondoni e si annidano miti e leggende indigene. Davanti alla macchina da presa del regista bavarese, Dorrington mostra i modellini progettati nel suo hangar in Inghilterra, prototipi che visualizzano quello che diventerà il White Diamond, esattamente come un museo di storia naturale evidenzia il legame evolutivo tra gli esseri viventi. I suoi palloni volanti arrivano da lontano, da quando bambino un razzo scoppiato gli tranciò tre dita della mano. Dall'infanzia le ascensioni mirabolanti e le cadute rovinose dei dirigibili lo hanno accompagnato come una visione superiore. Una visone che nel momento dell'affermazione fallisce, negata dalla natura pesante dell'uomo. Dodici anni prima dell'impresa tentata con Herzog, a morire, precipitato nel vuoto dalla sua invenzione, è l'amico e regista Dieter Plage. Il lutto e il senso di colpa mai rielaborati da Dorrington vengono perdonati e superati nel volo perfetto impressionato in questo documentario. Una trasvolata che questa volta ha il dono "sostenibile della leggerezza". Nella traversata aerea lo accompagna Herzog, che da quella posizione transitoria e privilegiata ribadisce la sua visione cinematografica, insieme estetica ed esistenziale. La poetica archetipica dell'eroe ossessionato dalla sua "weltanschauung", da un'idea del mondo "al di sopra" come un dirigibile bianco o come la melomania di Fitzcarraldo. Non di meno le riprese a terra di Herzog, rivelano una medesima esaltazione mistica. Intorno alla spedizione si muovono uomini e donne indigeni che informano la natura incontaminata del loro romanticismo, sognando di volare col proprio gallo in Spagna, magari da una mamma lontana, o danzando su rocce a strapiombo per cullare lo spirito della cascata.
Il regista trova nel protagonista un soggetto quantomai congeniale al suo cinema:un sognatore "folle" come ormai non ce ne sono quasi più,ma tutt'altro che inguaribile ottimista(il suo "sogno" anche se indirettamente ha causato una tragedia che lo ha segnato a vita).Herzog come sempre si mette in gioco in prima persona,affrontando il pericolo con ironia("In celluloid [...] Vai alla recensione »
Werner Herzog è in splendida forma. Sciorina film documentati uno più bello dell'altro, allargando e rinnovando, ad ogni giro che compie, l'idea stessa del documentario. In due anni ha girato tre capolavori: The White Diamond («Il diamante bianco»), The Wild Blue Yonder e Grizzly Man. Nelle sale italiane, grazie all'opera della Fandango che li ha acquistati in blocco, si è già visto lo splendido The [...] Vai alla recensione »