L'ignoto spazio profondo

Un film di Werner Herzog. Con Brad Dourif, Ellen Baker, Franklin Chang-Diaz, Shannon Lucid, Michael Mcculley, Donald Williams Titolo originale The wild blue yonder. Documentario, durata 81 min. - Francia, Germania, Gran Bretagna 2005. uscita venerdì 25 novembre 2005. MYMONETRO L'ignoto spazio profondo * * * - - valutazione media: 3,13 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
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3,13/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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Trailer L'ignoto spazio profondo
Il film: L'ignoto spazio profondo
Uscita: venerdì 25 novembre 2005
Anno produzione: 2005
Cosa succederebbe se una navetta spaziale in orbita intorno alla Terra non potesse atterrare perché le condizioni di vita sul pianeta sono diventate impossibili?
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primo piano
La dimostrazione, in forma poetica, che il cinema può essere filosofia e comunicazione
Mattia Nicoletti     * * * - -

Werner Herzog è un regista che negli ultimi anni ha agito nell'ombra. Una decina di documentari e docu-fiction che non si è preoccupato tanto di promuovere, quanto invece del piacere di girarli per amore del proprio lavoro. The wild blue yonder corre, ancora una volta, sulla linea della fiction documentata per proiettarci nella fantascienza, nell'ignoto spazio, narrando di alieni che alla fine risultano più umani di noi.
Un alieno (Brad Dourif) racconta con passione e malinconia un sogno infranto: creare un avamposto, una "Casa Bianca", base e centro nevralgico di un popolo sconosciuto alla ricerca di un luogo, la Terra, per aprire nuove frontiere. La metafora extraterrestre diviene una sorta di pretesto per fotografare la condizione umana e dichiarare che i veri alieni siamo noi, che nello spazio esploriamo nuove strade di speranza per la prossima civiltà.
Sospeso fra interminabili e poetiche sequenze, The wild blue yonder è passato, presente e futuro dei viaggi nello spazio dell'umanità. Non un'esplorazione, ma il desiderio di un nuovo sogno e di una terra che sia migliore della nostra, ormai giunta allo stremo delle forze.
Una piccola ed ecologica Odissea nello Spazio per comprendere che il cinema può essere filosofia e comunicazione dello stato delle cose.

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Cinema sperimentale

giovedì 15 febbraio 2007 di piernelweb

Per molti versi "l'ignoto spazio profondo" è un film prodigioso. Dal genio di Herzog un'esempio, credo senza precedenti, di cinema sperimentale che prende forma da immagini e filmati di altra fonte che divengono agli occhi dello spettatore, per manipolazione del regista tedesco, tutt'altro. Un mix di sequenze spaziali (di provenienza Nasa) subacque e aeree surreali e di impressionante bellezza accompagnate dalla voce narrante dell'alieno Brad Dourif e dalla musica "senza tempo" dei Tenores di Orosei. continua »

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Il grande coraggio di herzog

martedì 16 agosto 2011 di teofrasto

Forse meriterebbe quattro stelle, ma una in più è da assegnare, per il particolare coraggio nell'aver scelto di concepire un film così. Herzog riesce a girare un film con immagini documentaristiche dando voce alla fantasia poetica che tali immagini possono comunicare. Reinventandole. Chi non ha mai provato vedendo immagini di fondali marini e dello spazio la sensazione di trovarsi in un mondo parallelo? Bhé Herzog vi ci fa un film, e ci riesce! Riuscendo a dare consistenza ad un mondo che è solo continua »

L'alieno Brad Dourif
"Io vengo da un'altra galassia, una galassia celeste, molto, molto lontana dal vostro mondo, io vengo dall'Ignoto Spazio Profondo."
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INCONTRI | Brillante masterclass del regista, al Festival per ricevere il Pardo d'oro.

Herzog e il rapporto con l'ignoto

venerdì 16 agosto 2013 - Andreina Sirena

Locarno 2013, Herzog e il rapporto con l'ignoto Arriva a Locarno la sera del tredici Agosto, facendo irruzione in sala mentre il pubblico sta ultimando la visione dei primi due episodi di Death Row, il suo ultimo lavoro sulla pena di morte. Non sembra giungere nella cittadina svizzera per ricevere il Pardo d'onore alla carriera, ma per donarsi e fare luce sui paradossi della sua cinematografia che rimane uno dei più grandi enigmi artistici degli ultimi cinquant'anni. Spiega ai presenti di essere ospite degli Stati Uniti dove la pena di morte è attualmente in vigore in 33 Stati, in 16 dei quali vengono effettivamente svolte le esecuzioni, tramite iniezioni letali.

   

di Alberto Crespi L'Unità

Werner Herzog, grande regista e documentarista tedesco (due titoli a caso in una filmografia eccellente: Fitzcarraldo e il documentario Apocalisse nel deserto sui pozzi in fiamme in Iraq), fa con The Wild Blue Yonder (traduciamolo come «Il profondo selvaggio blu», in Orizzonti) un film tanto geniale e spiazzante da rendere difficile definirlo. E un documentario fantascientifico (definizione già contraddittoria), una proposta ipotetica, un pamphlet filosofico e scientifico, un’epica («uriosa», un universo capovolto, un grido di dolore, un verso di Dylan Thornas. »

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

Dalla fine dei Sessanta, nell’ambito del cosiddetto Giovane Cinema Tedesco (Kluge, Fassbincer, Wenders, Schlöndorff), Werner Herzog si impose subito come l’autore più visionario, dotato di una splendida personalità in voluta contraddizione fra il ghiaccio e la lirica. Basterebbero, a celebrarlo, film come Aguirre, Kaspar Hauser, Stroszek, Cuore di vetro. Dai Novanta, al racconto ha mostrato di preferite il documento, ora con il gusto del sociologo ora con quello dell’entomologo. Oggi, pur legandosi in apparenza a questa sua seconda fase, con «L’ignoto spazio profondo» si è decisamente schierato sul versante della fantasia poetica o meglio addirittura del poema. »

di Davide Turrini Liberazione

É probabilmente il film più visionario, apocalittico e spettacolare di questa mostra. Di fronte a ciò Che la fantascienza in digitale non riesce più a dinventare, The wild blue yonderè follia e coraggio, per la temerarietà visiva e per la necessità di spostare gli occhi oltre la comune linea dell’orizzonte. Quattro anni fa in molti rimasero sconvolti per la sgangherata e pretenziosa operazione che portò Herzog a presentare al Lido Invincibile, un film che sembrava volesse conclamare il suo definitivo addio al cinema. »

di Mariuccia Ciotta Il Manifesto

Werner Herzog ha presentato il suo ennesimo documentario «taroccato», genere in cui è imbattibile, The Wild Blue Yonder (Orizzonti) ma questa volta lo scherzo estremo - la voce «fuori campo» è quella di un alieno - è credibile. Fine del mondo, sommerso dalle acque, inabitabile per via della guerra globale e del buco d'ozono, viaggio verso un altro pianeta per fondare la Terra2 e trasferirci l'umanità intera. Herzog mixa riprese all'interno di una navicella spaziale con gli astronauti in piena attività, immagini subacque, stile Gaia, e il monologo esilarante dell'alieno, interpretato dallo stralunato Brad Dourif, l'attore di Qualcuno volò sul nido del cuculo. »

L'ignoto spazio profondo | Indice

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