| Anno | 2005 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 118 minuti |
| Regia di | Roberto Benigni |
| Attori | Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Jean Reno, Gianfranco Varetto, Tom Waits Emilia Fox, Andrea Renzi, Giuseppe Battiston, Mariella Valentini, Lucia Poli, Simone Gandolfo, Anna Ferzetti, Francesca Cutolo. |
| Uscita | venerdì 14 ottobre 2005 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 3,09 su 38 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 1 ottobre 2024
Attilio ama Vittoria ed è disposto a seguirla anche nell'Iraq in guerra per salvarla. Il senso della vita secondo Benigni tra poesia e sorriso. Ha vinto 2 Nastri d'Argento, Il film ha ottenuto 2 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office La tigre e la neve ha incassato 14,9 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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"Spero che questa storia vi sorprenda, vi distragga, vi inquieti, vi diverta e vi commuova. Forse sono troppe. Vabbè, ma anche una sola di queste già sarebbe una cosa straordinaria per un film". Questo l'auspicio di Benigni che di sicuro verrà soddisfatto. Perché tutte queste reazioni si verificano dinanzi a La tigre e la neve anche se in alternanza tra loro e con qualche spazio intermedio di eccessiva attesa.
Attilio è un poeta che ogni notte sogna di sposare la donna della sua vita, Vittoria, che nella realtà lo sfugge di continuo. Quando lei, partita per un'intervista al più importante poeta iracheno rientrato in patria in prossimità della guerra, verrà gravemente ferita Attilio la raggiungerà e farà di tutto per salvarla. Non ci saranno ostacoli che potranno fermarlo nel tentativo di farla sopravvivere: dalla mancanza di medicinali al posto di blocco in cui verrà ritenuto un terrorista.
È una storia di amore quella che Benigni ci propone questa volta. Quell'amore che, partendo dai singoli, può portare la vita al suo massimo splendore. Il regista e attore toscano non ci offre un film "comico" (anche se le sue usuali gag non mancano) ma una riflessione poetica (di grande qualità la "lezione" sul fare poesia) sul bisogno di speranza che il mondo moderno nutre, anche quando sembra che il cinismo domini. Una speranza che non pretende di abbracciare teoricamente l'umanità ma che parte dal darsi da fare per la concreta salvezza di un essere umano. Magari pregando Allah con un Padre Nostro e nel frattempo cercando di far spostare una mosca dal capezzale di chi sta soffrendo. C'è chi ha braccia così grandi da credere di poter abbracciare il mondo ma troppo corte per accogliere un amico. L'Attilio di Benigni e Cerami è esattamente l'opposto.
La poesia è la miglior arma contro la guerra e la comicità è la miglior qualità di Roberto Benigni. Dopo il capolavoro de "La vita è bella" per cui vinse il premio Oscar, era piuttosto difficile non deludere le aspettative del suo pubblico, di quel pubblico che lo segue da anni e da anni apprezza i suoi lavori, i suoi successi e anche i suoi film con meno successo come fu per Pinocchio.
La vita è bella anche in Iraq, e il fantasioso ornino che pareva morto in un campo di concentramento per salvare la sua dama e il suo bambino, scampato per un pelo anche alla trappola di Pinocchio, riappare a Bagdad, in piena guerra, con tutto il suo fardello poetico e la sua innocente energia, armato, come sempre, tra bombe e terrore, dell’arma più invincibile e aliena, l’amore.