L'odore del sangue

Film 2004 | Drammatico 100 min.

Regia di Mario Martone. Un film con Michele Placido, Fanny Ardant, Giovanna Giuliani, Sergio Tramonti, Antonia Iaia. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2004, durata 100 minuti. - MYmonetro 2,92 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 9 marzo 2011

Interpreti bravissimi per un film crudo, conturbante e angoscioso, che ben rappresenta le pulsioni irrazionali e oscure dell'animo umano. In Italia al Box Office L'odore del sangue ha incassato 465 mila euro .

Consigliato sì!
2,92/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 2,83
CONSIGLIATO SÌ
Da Parise una storia di erotismo, decadenza e perversione.
Recensione di Davide Morena
Recensione di Davide Morena

Carlo e Silvia sono separati ma conservano un rapporto molto intimo. Lui ha una giovane fidanzata nel paese di campagna dove si è ritirato, lei abita la casa di Roma consumando occasionali rapporti con amanti passeggeri. Un giorno Silvia si invaghisce di un ragazzo molto giovane, un neonazista violento e incolto, prepotente, dedito soltanto al "culto della forza". La relazione tra i due turba Carlo, che si riaccende di gelosia per la moglie. Torna Martone dopo sei anni di assenza dal grande schermo, e lontano dalla sua Napoli, con un film che "odora di sangue" proprio come suggerisce il titolo. Esplicito e crudo, il film è costruito su personaggi complessi e profondi che si rincorrono in un gioco perverso: se l'odore del sesso non basta, forse può servire far annusare quello del sangue alla persona amata, per riconquistarla. Ma dove c'è odore di sangue, quasi sempre, è perché da qualche parte c'è sangue. Attori davvero straordinari, per una volta omaggiati di dialoghi e movimenti alla loro altezza.

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Recensione di Martina Tarozzi
giovedì 22 aprile 2004

Carlo (Michele Placido), noto giornalista e scrittore, si è da tempo ritirato in campagna con la giovane amante Lù per scrivere un nuovo romanzo le cui crude immagini di guerra e di morte sembrano stranamente in contrasto con la vita tranquilla e serena dell'autore. Nonostante il menage ufficiale con l'amante, Carlo mantiene un ottimo rapporto di complicità con l'affascinante moglie Silvia (Fanny Ardant) che, rimasta sola nel loro elegante appartamento romano, resta un importante punto di riferimento: i due si vedono e si chiamano spesso confidandosi ogni cosa. Proprio da una reticente confidenza di Silvia Carlo intuisce però che l'incontro casuale con un giovane estremista di destra si sta tramutando in una relazione strana ed esclusiva e, sempre più ossessionato dalla gelosia, decide di lasciare Lù e di tornare a Roma ospite dall'amico Sergio per recuperare il rapporto con la moglie. Ma Silvia si mostra sempre più coinvolta dalla forza e dalla cieca violenza del suo giovane amante, e nemmeno una fuga a Venezia col marito la fa desistere da una relazione che assume sempre più i tratti dell'autodistruzione. Impotente di fronte alla passione distruttiva della moglie, Carlo torna in campagna a trascorrere l'inverno: sarà una telefonata dell'amico ad avvisarlo dell'improvvisa morte di Silvia, il cui corpo deturpato da tagli e ferite giace ormai nella cella frigorifera di un obitorio. Tratto dall'omonimo romanzo di Parise, il nuovo film di Mario Martone rispecchia temi e inquietudini cari al regista napoletano di "L'amore molesto" e di "Teatri di guerra", sia che si tratti di scandagliare l'anima di un individuo posto di fronte alle pulsioni irrazionali del sesso e della morte, sia che si tratti di affrontare un collettivo trascinato nella cieca violenza della guerra o della violenza di strada. Scritto da Parise negli anni bui del terrorismo e della strategia della tensione, "L'0dore del sangue" sembra infatti rappresentare bene, attraverso la passione accecante di una donna colta e matura nei confronti di un giovane e violento neofascista, la deriva irrazionale e autodistruttiva di un'intera società. Martone non a caso ha deciso di trasferire il materiale ai giorni nostri e di cadenzare il racconto fra Carlo e Silvia attraverso la lettura e le atroci immagini di guerra del romanzo che lo stesso Carlo sta scrivendo, quasi a ricordarci lo stretto legame fra tragedia individuale e collettiva e a sottintendere le strette affinità col pesante clima storico che stiamo vivendo. Ad accrescere l'atmosfera angosciante del film Martone ha inoltre scelto di non mostrare mai il volto del giovane amante di Silvia lasciando che l'inquietante figura emergesse soltanto attraverso le confuse descrizioni di lei e gli angosciosi incubi del marito: in questo modo la figura del giovane si trasforma in un'entità quasi astratta e indefinita, una presenza violenta e distruttiva che finisce per invadere ogni luogo del racconto e soprattutto le anime dei protagonisti, ormai intrappolati negli ingranaggi inarrestabili di un tragico destino. Interpreti bravissimi per un film crudo, conturbante e angoscioso, che ben rappresenta le pulsioni irrazionali e oscure dell'animo umano.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 3 giugno 2014
Luigi Chierico

Quando si entra in un cinema per vedere un film,di cui non si sa nulla,ci si può rimanere scontenti o sconcertati.Se ti capita di ssistere alla proiezione del film “L’odore del sangue” senza un’adeguata preparazione psicologica,ovvero perché non sei pronto e capace di entrare nella storia, perché non ne condividi le ragioni, che non solo non sono condivise, ma neanche essere accettate dalla tua morale, [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Carlo cinquantenne, è scrittore, Silvia, sua coetanea, è gallerista. Sono sposati da anni, ma lui vive in campagna con una giovanissima amante, lei, nella loro casa di Roma, riceve spesso uomini molto più giovani di lei. Senza gelosie, all’insegna di una reciproca libertà. Silvia però un giorno comincia a frequentare un giovane che, olte ad avviarla a giochi turpi di sesso, la coinvolge in ambienti [...] Vai alla recensione »

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