Le cinque giornate

Film 1974 | Commedia 122 min.

Regia di Dario Argento. Un film con Marilù Tolo, Adriano Celentano, Glauco Onorato, Enzo Cerusico, Luisa De Santis, Carla Tatò. Cast completo Genere Commedia - Italia, 1974, durata 122 minuti. - MYmonetro 2,98 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Avventure semiserie di due amici nella Milano in rivolta. Uno dei due morirà fucilato. Non si capisce bene se Dario Argento abbia voluto fare un film ...

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Consigliato sì!
2,98/5
MYMOVIES 2,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,09
CONSIGLIATO NÌ
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Il lavoro più anomalo di Dario Argento, l'unico della sua filmografia ad esulare dalle maglie del thriller e dell'horror.
Recensione di Marco Chiani
Recensione di Marco Chiani

Durante le cinque giornate di Milano, 18 - 22 marzo 1848, il delinquentello Cainazzo e il panettiere romano Romolo sono coinvolti nei moti antiaustriaci del Risorgimento. Dopo aver partecipato all'erezione di una barricata fatta con i mobili appartenenti ad una contessa ninfomane, scelgono di arruolarsi nelle schiere di un ambiguo barone. Entrambi assistono stupiti ad una realtà in preda al panico, si perdono ognuno per la propria strada, fino al momento in cui Cainazzo viene catturato dagli austriaci e processato dal suo vecchio capobanda. Quando, alla fine, si incontreranno di nuovo si renderanno conto di essere stati fregati.
Dopo la fortunatissima trilogia degli animali e prima del capo d'opera Profondo rosso, Dario Argento gira il suo lavoro più anomalo, l'unico della sua filmografia ad esulare dalle maglie del thriller e dell'horror. Inizialmente destinato a Nanni Loy, Le cinque giornate racconta la disillusione politica attraverso la parabola di due uomini qualunque risucchiati, loro malgrado, in una girandola di situazioni che alternano il comico, il grottesco, il drammatico e il ridicolo. Gli ideali strumentalizzati dai potenti e l'impossibilità di attuare una vera rivoluzione sono gli argomenti centrali della sceneggiatura dell'autore e del poeta Nanni Balestrini, pressoché riscritta in fase di riprese come se l'occhio registico non si fosse voluto piegare alla pagina. Lo stesso Argento scrive nella sua autobiografia: «Quella sceneggiatura era stata pensata per un regista con caratteristiche diverse, non era proprio nelle mie corde: non avevo mai fatto un film in costume, e i temi trattai erano distantissimi dai miei» (Dario Argento, "Paura", Einaudi, p. 152). Ad una visione più attenta, in effetti, si tratta di un film sbilenco, volutamente slabbrato, di un racconto di strada, libero e quasi picaresco, fatto di piccoli e abbaglianti sequenze, mosso ora da accellerazioni tipiche del muto e da numeri comici, ora da momenti anche dolenti e macabri, non riscontrabili in nessuno degli altri esperimenti accomunabili: lo si confronti con i maggiori titoli del filone rivoluzionario-risorgimentale per rendersene conto.
Scelto per il successo ottenuto in Er più - Storia d'amore e di coltello, Adriano Celentano se la cava nei panni di Cainazzo, ruolo al principio pensato per Ugo Tognazzi che uscì di scena quando il film era già entrato in produzione. Enzo Cerusico, il panettiere romano Romolo, aveva già lavorato con il regista in Il tram, episodio della serie televisiva La porta sul buio.

Sei d'accordo con Marco Chiani?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Le cinque giornate sono quelle di Milano (18-23 marzo 1848), ma raccontate alla rovescia: delinquente da strapazzo e panettiere sono coinvolti nei moti contro il dominio austriaco. In cadenze di balletto crudele, sghignazzante e qualunquista, il film oscilla tra fascismo e Potere Operaio. È fascista a livello espressivo, estremista a quello ideologico, confuso su entrambi. Sceneggiatura di D. Argento, Luigi Cozzi, Vincenzo (Enzo Ungari) e Nanni Balestrini.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 13 settembre 2011
Nicolas Bilchi

Le cinque giornate cui si riferisce il titolo sono, ovviamente, quelle degli scontri a Milano per la liberazione della città dal dominio austriaco, raccontate da Dario Argento in una storia grottesca ed assurda che ha per protagonista Cainazzo (Celentano), un ladruncolo da quattro soldi che, scappato di galera a seguito di un bombardamento, va alla ricerca del suo compagno [...] Vai alla recensione »

mercoledì 21 marzo 2018
elgatoloco

"Le cinque giornate": Risorgimento italiano dalla parte non dei Cavour, dei Mazzini, dei Garibaldi, neppure dei Cattaneo e altri, ma da quella dei"poveri del mondo", sempre esclusi da tutto,alle prese con una "Rivoluzione"che in realtà è pilotata, dai Savoia, dal clero, dalla"reazione", con elementi molto grotteschi e altri, dove c'è la parte nella quale Celentano e Cerusico devono assistere una partoriente [...] Vai alla recensione »

mercoledì 6 giugno 2012
brando fioravanti

Durante le cinque giornate di Milano un ladruncolo fa amicizia con un panettiere e si ritrovano coinvolti loro malgrado nei moti rivoluzionari. Cè una grande curiosità di vedere un film diverso di Dario Argento. Dopo che lo si è visto si capisce che non è il suo genere.Un grande talento onirico non funziona con un importante fatto storico.

domenica 13 dicembre 2015
diskol88

per il film in questione, è un film che narra la storia di milano volevano assediare milano... è hanno cominciato una storia, perdendo poi parte del loro arsenale andato alla storia..., dei veri cittadini di milano, non come il cantante o..., quelli che cantano le cose scritte da altre persone e che poi si sono ritirati con l'ansia da prestazione, e perchè non avevano [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 maggio 2012
EVILDEAD

LA COSA PIU' SBAGLIATA DI QUESTO,PERALTRO ,OTTIMO FILM DI DARIO ARGENTO ,FU L'IDEA DI FARLO USCIRE IN OCCASIIONE DEL NATALE  1973,PERDIPIU' CON LA FRASE DI LANCIO ,SUL MANIFESTO "5 GIORNATE,1000 RISATE"; NIENTE DI PIU' SBAGLIATO ,A MIO PARERE,IN QUANTO IL FILM NON E' ,O NON VUOLE ESSERE ,SOLO UNA COMMEDIA ,MA ANCHE CRITICO VERSO L'OLEOGRAFIA RISORGIMENTALE ,E [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 gennaio 2017
Francis Metal

Non è un film perfetto, ha delle pecche... però l'idea di fondo è davvero bella, e all'inizio non si capiva che sarebbe finita così. Praticamente rispecchia più o meno le mie idee sull'Unità d'Italia... è un'opera di revisionismo storico. Chi ha unito l'Italia non è un eroe, ma un pezzo di m.

venerdì 17 dicembre 2010
nickcastle91

Ho visto solo qualche stralcio, ma è bastato per sapere. Scene di una dissonanza unica, per non parlare de "La gazza ladra" di Rossini rifatta al sintetizzatore, rubata a "Arancia meccanica".

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