Giochi proibiti

Film 1951 | Drammatico Film per tutti 84 min.

Titolo originaleJeux interdits
Anno1951
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata84 minuti
Regia diRené Clément
AttoriBrigitte Fossey, Georges Poujouly, Lucien Hubert, Philippe de Cherisey, Laurence Badie Madeleine Barbulée, Suzanne Courtal, Jacques Marin, Violette Monnier, Denise Péronne, Fernande Roy.
TagDa vedere 1951
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro 3,67 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di René Clément. Un film Da vedere 1951 con Brigitte Fossey, Georges Poujouly, Lucien Hubert, Philippe de Cherisey, Laurence Badie. Cast completo Titolo originale: Jeux interdits. Genere Drammatico - Francia, 1951, durata 84 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 3,67 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un amore infantile reso drammatico dalla realtà che lo circonda: mentre infuria la guerra Paulette, cinque anni, e Michel, undici, ripetono nei loro g... Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Venezia,

Consigliato assolutamente sì!
3,67/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,67
CONSIGLIATO SÌ

Un amore infantile reso drammatico dalla realtà che lo circonda: mentre infuria la guerra Paulette, cinque anni, e Michel, undici, ripetono nei loro giochi gli orrori e le crudeltà che vedono quotidianamente. Quando gli adulti tentano di separare i due bambini, Paulette fugge.

Francesco Rufo
venerdì 10 luglio 2009

Giochi proibiti mostra come la guerra, la morte, la religione siano vissute dagli adulti e dai bambini, e su questa base si fonda l’opposizione tra mondo degli adulti, dominato da indifferenza per la spiritualità e per l’infanzia, egoismo, violenza, odio, e mondo dei bambini, dominato da gioco, fantasia, innocenza, da un senso spontaneo di spiritualità, dal bisogno di legami affettivi e memoria. La guerra è il gioco terribile degli adulti, il vero gioco proibito, che nega l’essenza dell’umano. Gli adulti mimano la guerra litigando tra loro: gli stessi istinti di violenza e odio che portano i grandi a litigare portano alla guerra tra i popoli. Per i bambini la guerra è qualcosa di incomprensibile: ne sono impotenti testimoni, inermi spettatori, incolpevoli vittime. La morte è l’elemento mediano tra la guerra, che causa la morte, e la religione, che onora i morti. Il film evidenzia la sottile precarietà del limite tra vita e morte. Gli adulti affrontano la morte in un’ottica materialistica come un evento naturale e inevitabile; i bambini non capiscono bene cosa sia la morte, e allora si appellano ai sensi: Paulette comprende che la madre è morta quando vede che non si muove, la tocca e la sente fredda. La religione è per gli adulti un’abitudine esteriore, vuota; i bambini vedono e ascoltano gli adulti, e riprendono ciò che hanno visto e ascoltato filtrando tutto attraverso un’ottica fanciullesca, fantasiosa: si legano a ciò che vedono (la “bellezza” della croce), alla ritualità trasfigurata dal gioco. Ma i bambini hanno ciò che manca agli adulti: una spiritualità autentica, basata sul bisogno d’amore. Paulette afferma l’importanza della sepoltura, così come fu illustrata da Ugo Foscolo nel carme Dei Sepolcri (1806-7). Per Foscolo, il sepolcro, mantenendo in vita il ricordo dei defunti, crea un legame affettivo tra vivi e morti: è la radice di una memoria d’affetti, la fonte di una dote divina posseduta dagli uomini, la dote della celeste «corrispondenza d’amorosi sensi» tra i vivi che ricordano i morti e i morti che sono ricordati dai vivi: Paulette assume in sé questa dote divina.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nella Francia del 1940, devastata dalla guerra, un'orfanella di 5 anni fa amicizia con un contadinello con cui gioca a seppellire gli animaletti morti. Adulti irritati. Uno dei pochi film sull'infanzia senza infantilismi, notevole anche per la secchezza documentaria nella descrizione di un mondo contadino non idealizzato. Da un romanzo di François Boyer, sceneggiato da Aurenche e Bost con un certo intellettualismo cavilloso. La Fossey divenne l'emblema dell'infanzia sopraffatta dagli avvenimenti e dall'egoismo degli adulti. Leone d'oro a Venezia. Divenne popolare l'omonimo motivo musicale di chitarra, composto (forse adattato) da Narciso Yepes.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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DVD

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 1 giugno 2019
Peer Gynt

Da una parte i bambini (Paulette e Michel, 5 e 11 anni), dall'altra gli adulti (la famiglia Dollé, cui appartiene Michel, e i loro vicini, i Gouard). Il gioco dei bambini è un gioco funebre: seppellire tutti gli animali morti che trovano, a partire dal povero Jock, il cagnetto di Paulette, ucciso assieme ai genitori della bambina durante un raid aereo.

venerdì 13 febbraio 2015
il befe

un classico francese

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
André Bazin
Cahiers du Cinéma

Primitivement Jeux interdits ne devait être qu'une «nouvelle» cinématographique, un moyen métrage, qu'une ou deux autres histoires auraient complété, à la manière du Plaisir ou de Trois Femmes. Mais à l'usage, la matière se révéla assez riche pour supporter d'être étendue aux dimensions d'un long métrage. D'autant qu'en même temps, la crise du cinéma français mettant le producteur dans une situation [...] Vai alla recensione »

Mario Gromo
La Stampa

Jeux interdits, l'audace e intelligente film di René Clément, è giunto anche a noi, in edizione originale con didascalie italiane. È bene che sia apparso così, poiché un sia pure accuratissimo doppiato inevitabilmente avrebbe tolto ogni profumo all'incantevole dialogare dei due piccoli protagonisti. I «giochi proibiti» di questa bambina e di questo ragazzetto appartengono soltanto nel titolo a quei [...] Vai alla recensione »

winner
miglior film straniero
Premio Oscar
1953
winner
leone d'oro di san marco
Festival di Venezia
1952
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