Il film racconta dell'arresto insensato dell'anziana Diomina Pelagia, una contadina che vive ai margini di una stazione ferroviaria sperduta in mezzo alla Russia sovietica. Le lunghe ed estenuanti peripezie burocratiche per la liberazione della donna sono portate avanti da un gruppo di giovani del piccolo paesino che appartengono al Komsomol, l'unione comunista della gioventù sovietica. Nel film la loro indagine mette in evidenza l'inadeguatezza di una burocrazia troppo frammentata, costellata da lavoratori nullafacenti che contribuiscono all'allungamento dei tempi d'attesa. La vecchia Pelagia viene infine liberata e dal suo "eccezionale" caso il governo dei soviet decide di ripulire uffici licenziando i pesi morti e svuotando gli archivi.