Dissolvenze e inquadrature per raccontare la poesia di Cappello e la semplicità ombrosa delle genti friulane. Documentario, Italia2013. Durata 60 Minuti.
Nel comporre il ritratto affettuoso della vita di Pierluigi Cappello, Francesca Archibugi ci offre una riflessione sul senso profondo del far poesia. Espandi ▽
Parole povere è la collisione tra gli occhi di una regista e le parole di un poeta: lei offre il suo sguardo, lui la sua identità. La macchina da presa cerca risposte con affettuoso pudore, il montaggio racconta, senza estetizzare, la musica diventa scansione narrativa e la storia di Pierluigi scorre sullo schermo così come nella quotidianità: le radici friulane e le testimonianze degli amici; i luoghi e i ricordi; l'ombra scura del '76 e il profilo delle montagne; la sedia a rotelle che spezza la libertà di un sedicenne e disegna, millimetro dopo millimetro, la libertà di un uomo. Di un poeta. Di un guerriero mite e gentile che abita «tra l'ultima parola detta e la prima nuova da dire». Recensione ❯
Un documentario che si preoccupa non solo di fornire stime precise su un fenomeno sempre più preoccupante, ma sottolinea anche il forte disagio emotivo vissuto dai giovani. Documentario, Italia2007. Durata 75 Minuti.
Il cantastorie Ascanio Celestini, camera in mano, decide di interrogarsi sulle condizioni esistenziali di un gruppo di lavoratori precari che lavorano per il call center di una compagnia telefonica. Espandi ▽
Il cantastorie Ascanio Celestini, camera in mano, decide di interrogarsi sulle condizioni esistenziali di un gruppo di lavoratori precari che lavorano per il call center di una compagnia telefonica in una palazzina alla periferia di Roma, fra Cinecittà e il raccordo anulare. Il ritratto che ne emerge non è solo una ricognizione dell'attuale contesto lavorativo italiano, ma una forte accusa ai micidiali sistemi di sfruttamento delle grandi compagnia e all'impotenza dei sindacati, dei partiti e dello stesso Stato. Recensione ❯
Profeta o attento osservatore del presente, Pasolini torna in un'intervista rilasciata sul set del suo ultimo film e montata da Giuseppe Bertolucci. Espandi ▽
Sul set di Salò o le 120 giornate di Sodoma . Nonostante le enormi polemiche suscitate dal film, un Pasolini tranquillo, quasi gioioso, si lascia seguire sul set da una piccola troupe capeggiata dal giornalista Gideon Bachmann che lo coinvolge in una lunga, straordinaria intervista/conversazione.
Inizialmente perplesso, Pasolini trasforma l'intervista in un lungo, quanto lucido e violento, attacco alla società che si accompagna alle foto del set in una sorprendente sovrapposizione tra film e realtà a svelare la metaforica messa in scena pasoliniana della modernità. Recensione ❯
E' un documentario sul progetto "Sonos e memoria" di Paolo Fresu, Elena Ledda e molti altri musicisti sardi (e non). Espandi ▽
E' un documentario sul progetto "Sonos e memoria" di Paolo Fresu, Elena Ledda e molti altri musicisti sardi (e non). Ma, da questo punto di partenza, monta e sale, fino a diventare un film sull'incontro tra uomini diversi per uno scopo comune, e infine nella seconda parte anche un ritratto della Sardegna e delle sue tradizioni che tra vecchio e nuovo, filmati d'archivio e recenti mischiati insieme, vengono mostrate come elementi di una cultura affascinante e immutabile. Recensione ❯
1947-1952. La guerra è finita e l'Italia è devastata, ma l'entusiasmo per la nascente democrazia attraversa il paese. Nel clima di collaborazione tra le forze antifasciste per la ricostruzione, migliaia di famiglie di lavoratori del centro-nord aprono le loro case ai bambini provenienti dalle zone più colpite e di più antica miseria del Meridione. L'iniziativa in poco tempo diventa un movimento nazionale, proponendo una concezione della solidarietà e dell'assistenza che trova le sue radici nei valori della Resistenza, indicando soluzioni concrete ai problemi più urgenti, supplendo talvolta all'assenza delle istituzioni. Recensione ❯
Lang segue il processo di trasformazione delle Alpi e svela ciò che è nascosto ai turisti invernali sotto uno spesso manto di neve artificiale. Espandi ▽
Migliaia di turisti giungono ogni anno nel bianco paradiso delle montagne innevate. Ormai anche nei luoghi più selvaggi si è diffuso il turismo di massa, lasciando tracce indelebili nel panorama.
A causa dei cambiamenti climatici e della mancanza di neve, è stato necessario sviluppare imponenti mezzi tecnologici per produrre un paesaggio ideale svincolato dagli eventi naturali.
Il paesaggio delle Alpi è ormai divenuto uno sconcertante ibrido di tecnologia e natura.
Il film documentario ha osservato per un intero anno questo processo di trasformazione delle Alpi, scoprendo tutto ciò che è abitualmente nascosto ai turisti invernali sotto uno spesso manto di neve artificiale. Il film segue le modifiche del paesaggio e le tracce indelebili lasciate dalle invasioni degli uomini.
"PEAK - un mondo al limite" pone anche alcune domande: sul rapporto che deve essere mantenuto tra natura e tecnologia, su quanto il paesaggio possa essere artificiale, o, in altri termini, quanto la neve artificiale debba somigliare a quella naturale per soddisfare e giustificare l'antichissimo bisogno degli uomini di un paradiso terrestre. Recensione ❯
Partendo da oltre 1200 ore di materiale di repertorio e da oltre 24 ore di riprese, Cameron Crowe ha confezionato un lungo e dettagliato documentario sulla storica band di Seattle. Espandi ▽
Partendo da oltre 1200 ore di materiale di repertorio e da oltre 24 ore di riprese, Cameron Crowe ha confezionato un lungo e dettagliato documentario sulla storica band di Seattle, che racconterà la storia del gruppo dalla nascita nei 1990 fino ai giorni nostri. Pearl Jam Twenty verrà presentato alla prossima Mostra del Cinema di Venezia, a cui seguirà anche la pubblicazione della colonna sonora e di un libro per celebrare i 20 anni di attività della band. Recensione ❯