L'allenatore nel pallone

Film 1984 | Commedia 98 min.

Regia di Sergio Martino. Un film con Lino Banfi, Licinia Lentini, Camillo Milli, Giuliana Calandra, Viviana Larice. Cast completo Genere Commedia - Italia, 1984, durata 98 minuti. - MYmonetro 2,85 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 17 maggio 2016

L'allenatore Oronzo Canà (Banfi) riesce tra mille difficoltà a mantenere in serie A la sua Longobarda, il che gli costerà il posto.

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Consigliato sì!
2,85/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA
PUBBLICO 3,69
CONSIGLIATO SÌ
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Critica
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Cinema
Lino Banfi in grande forma per una commedia che alterna battute esilaranti e memorabili a freddure patetiche.
Recensione di Gordiano Lupi
Recensione di Gordiano Lupi

L'allenatore nel pallone non è certo un capolavoro, esce in un periodo storico di decadenza della commedia sexy e rappresenta uno degli ultimi colpi di coda di un genere sulla via del tramonto. La pellicola però diverte, perché punta sul calcio e su una comicità per famiglie. Il dvd ha venduto moltissimo (sessantamila copie) ed è forse stato più visto della versione uscita in sala. Lino Banfi è in grande forma e contribuisce con intelligenza e abilità a scrivere il personaggio di un allenatore sfigato e simpatico come Oronzo Canà. Per chi mastica di calcio si può notare la somiglianza con il mitico Oronzo Pugliese, il cosiddetto mago dei poveri.
Il film non è uniforme, perché parti comiche esilaranti e battute memorabili sono seguite da freddure patetiche e da una passerella di calciatori e commentatori sportivi che si poteva evitare. La presenza sul grande schermo degli idoli dei campi di calcio, in quel periodo storico, però contribuisce al successo commerciale della pellicola. Ci sono stati film sul calcio migliori di questo, basti pensare a L'arbitro di Luigi Filippo D'Amico (1974), interpretato da un travolgente Lando Buzzanca, I due maghi del pallone (1970) di Mariano Laurenti, con Franco e Ciccio e Paulo Roberto Cotechiño... (1983) di Nando Cicero.
L'allenatore nel pallone si difende onestamente e non si piazza male in un'ipotetica classifica di pellicole legate al mondo del calcio, soprattutto perchè è finito il tempo di puntare sul sesso e sulle volgarità. L'allenatore nel pallone è un film per tutti che può passare in televisione a qualsiasi ora del giorno e che riunisce una famiglia intera per due ore di sano divertimento.
Oronzo Canà è un mediocre allenatore che viene chiamato in serie A per allenare la Longobarda da uno scaltro presidente che vuole retrocedere subito in serie B. Canà viene prescelto proprio per la sua manifesta incapacità, perché la serie A costa troppo e il presidente non se la può permettere. Memorabile il viaggio in Brasile di Oronzo Canà accompagnato dai mediatori trafficoni Gigi e Andrea, così come resta nell'immaginario la battutaccia: "Mira Canà!" che i due comici pronunciano davanti a un esterrefatto Banfi sugli spalti del Maracanà. La parte girata in Brasile è molto ben fotografata per il lungomare di Rio De Janeiro, lo stadio della capitale e i campetti polverosi delle favelas. Vediamo passare un tram coloratissimo con i passeggeri che ondeggiano a tempo di samba e conosciamo un ragazzino brasiliano che chiede soldi per ogni favore. Alla fine Banfi lo apostrofa in pugliese: "Tu non sei figlio di migrante, sei figlio di puttena!". Da citare anche il divertente qui pro quo tra Banfi e una centralinista del Maracanà, quando vuole telefonare in Italia alla moglie Mara. Banfi: "Mi chiami Mara Canà" Centralinista: "Non comprendo. Qui siamo al Maracanà".
Gigi e Andrea ci deliziano con la loro comicità di grana grossa che però al tempo andava per la maggiore e soprattutto dispensano sguardi arrapati quando passano belle mulatte. Andrea si lascia andare alla "poesia dei culi" e ci prova con le ragazze ma si becca una partaccia da un'italiana in vacanza. Forse una delle migliori battute è quella di Gigi che definisce Socrates, Zico e altri calciatori brasiliani come suoi fratelli di leche (in portoghese vuol dire latte e si pronuncia lecce) e Banfi equivoca con la città delle Puglie. "Ma qui sono tutti di Lecce! Non siamo in Brasile?" chiede disperato. Alla fine il povero allenatore compra Aristoteles, un negro che soffre di saudade, che fa soffrire molto la sua squadra prima di scatenarsi a suon di goal. Aristoteles soffre perché i compagni non lo accettano in squadra e Canà lo consola, lo porta a vivere a casa sua e alla fine il calciatore si innamora della figlia. Molto divertente anche il personaggio della eterna riserva Crisantemo, bianco come un cadavere, che Banfi tiene a bada con un corno perché è convinto che porti iella. L'allenatore Canà viene contestato dai tifosi, la sua casa è sotto assedio e un paio di forzuti energumeni lo prendono sempre a pomodorate in faccia. Nessuno vorrebbe Canà alla guida della squadra ma il presidente lo conferma perché vuole retrocedere. Alla vigilia della partita decisiva lo chiama e gli ordina di perdere in cambio del rinnovo del contratto. Canà ha un sussulto d'orgoglio e, spinto dalla figlia innamorata di Aristoteles, mette in campo il brasiliano e vince la partita. Bellissima la battuta di Banfi portato in trionfo dai tifosi: "Mi avete preso per un coglione!". E i tifosi: "No, per un eroe!". Banfi: "No, mi avete preso proprio per un coglione!" E grida dal dolore perché i tifosi gli stanno stringendo i testicoli. Il presidente della Longobarda si avvicina: "Lei è disoccupato. Lo sa?". Banfi non può fare a meno di vendicarsi: "E lei è un cornuto. Lo sa?". Il film finisce con la consueta bagarre.

Sei d'accordo con Gordiano Lupi?

L'allenatore Oronzo Canà (Banfi) riesce tra mille difficoltà a mantenere in serie A la sua Longobarda, il che gli costerà il posto. Tra varie facezie di natura calcistica va notata, in brevi apparizioni, l'amichevole partecipazione di veri calciatori: ma non è un'idea nuova, al pari di tante battute e situazioni del film.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 6 luglio 2010
toty bottalla

Và certamente incluso fra i cult del nostro cinema, tra quelli che prima disprezzi e poi riscopri pentito del giudizio precoce. LINO BANFI energico e in grande forma, incide brillantemente su una sceneggiatura che si presta in qualche caso all'improvvisazione condita da battute preparate diventate mitiche. Come ho già scritto,  invece, và calato un velo pietoso sul [...] Vai alla recensione »

Frasi
Canà, indovini chi le ho preso.
Chi?
Ma…
Ma?
Mara…
Mara, c’è mia moglie?
Marado…
Marado?
Maradona!
Maradònna benedetta dell’incoroneta
Dialogo tra Borlotti (Camillo Milli) - Oronzo Canà (Lino Banfi)
dal film L'allenatore nel pallone
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