| Titolo originale | Extremely Loud and Incredibly Close |
| Anno | 2012 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 129 minuti |
| Regia di | Stephen Daldry |
| Attori | Tom Hanks, Sandra Bullock, Thomas Horn, Max von Sydow, Viola Davis John Goodman, Jeffrey Wright, Jim Norton. |
| Uscita | mercoledì 23 maggio 2012 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| MYmonetro | 2,50 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 2 aprile 2021
Argomenti: Autismo
Tratto dall'omonimo libro di Jonathan Safran Foer, il racconto di una scoperta che cambia la vita a un ragazzo. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 4 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, In Italia al Box Office Molto forte, incredibilmente vicino ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 573 mila euro e 239 mila euro nel primo weekend.
Passaggio in TV
mercoledì 18 febbraio 2026 ore 6,25 su SKYCINEMADRAMA
Molto forte, incredibilmente vicino è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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CONSIGLIATO NÌ
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È passato del tempo dal "giorno piu brutto", ma Oskar Schell non si dà pace. Suo padre lo ha lasciato con una missione incompiuta, con molte domande e una sola certezza: non deve smettere di cercare. Quando, nell'armadio del genitore, trova una chiave e un nome, Black, Oskar trova con essa anche la spinta e l'alibi che gli mancavano. Incontrare tutti i 472 Black di New York City per testare le loro serrature diventa per il bambino un modo di coltivare il sogno che quella chiave possa schiudergli un ultimo messaggio del padre e una maniera di scappare ancora il più a lungo possibile dall'evidenza.
"Cosa ti manca di piu di lui?", chiede Oskar alla madre. "La sua voce", risponde lei. E anche a lui mancano più che mai le parole del padre, vere e proprie istruzioni per l'uso della vita, e non a caso è ad un nome che si aggrappa e sempre non a caso è a un'occasione di dialogo persa per sempre che non si rassegna. E poi c'e l'inquilino, per il quale le parole ad alta voce non si possono più pronunciare, non dopo quello che è accaduto a Dresda, ma al quale la scrittura consente comunque di continuare a vivere.
Non è tutta colpa di Stephen Daldry, dunque. Un materiale come quello redatto da Jonathan Safran Foer è fatto di scrittura e per la scrittura e il cinema, per lo meno quello narrativo tradizionale, può aggiungere davvero molto poco. O per lo meno dovrebbe.
La sceneggiatura di Eric Roth, pur all'interno di uno sforzo evidente di fedeltà al libro, opera una selezione che fa coincidere l'intero film con il suo giovane protagonista e finisce per confondere la ricchezza e l'originalità del narrato con la performance attoriale, certo eccellente, di Thomas Horn. In questo modo, la porzione di storia selezionata si rivela comunque claustrofobica e compressa: i tempi del cinema si avvertono scopertamente come innaturali. Eppure questa è ancora una scelta comprensibile, forse obbligata. Ce ne sono altre più ardue da condividere, come il modo in cui gli adulti si rivolgono al protagonista, con un portato recitativo infarcito di retorica, che getta un dubbio retrospettivo sull'effettiva, intima comprensione tra regista e personaggio. E poi c'è un secondo livello di retorica, che riguarda l'uso dell'immagine dell'11 settembre, insistito ed estetizzato. Come se ci fosse bisogno di sentimentalizzare un'immagine che parla da sé con forza inaudita, forse l'immagine che più ha parlato al mondo negli ultimi decenni.
È anche per questo, allora, perché lì non ci sono parole di troppo, strozzate nel pianto o urlate nell'isteria del momento, che la parte più bella e riuscita del film è senza dubbio quella in cui Oskar e il vecchio Max Von Sydow camminano per la citta, prendono i mezzi pubblici, bussano alle porte, si nascondono dietro una siepe: qui, su questa strana coppia che si muove nello spazio metropolitano, il cinema ha finalmente qualcosa da dire. Ma dura poco.
"Le persone non sono un numero, ma storie; e le storie chiedono di essere condivise." Molto forte, incredibilmente vicino. Il titolo basta a descrivere questo intenso film che non lascia un attimo di tregua allo spettatore nell'affrantare uno dopo l'altro il dramma di un ragazzino che ha perso il proprio padre durante l'attentato dell'11 settembre 2001.
Oscar, perduto il padre nel disastro dell’11 settembre, cerca di svelare il mistero di una chiave e un nome. Nel percorso, si fa strada una elaborazione del lutto fino a quel momento impossibile. Ci sono immagini che finiscono per diventare un surrogato del reale, perdendo ogni influenza drammatica. E’ il caso della caduta delle Twin towers. Dal romanzo di Jonathan Safran Foer, autore di un altro libro [...] Vai alla recensione »