| Anno | 2009 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Susanna Nicchiarelli |
| Attori | Susanna Nicchiarelli, Angelo Orlando, Valentino Campitelli, Michelangelo Ciminale, Pietro Del Giudice, Miriana Raschillà Sergio Rubini, Claudia Pandolfi. |
| Uscita | venerdì 11 settembre 2009 |
| Distribuzione | Fandango |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,71 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 15 settembre 2020
Luciana ha nove anni, e scappa dalla cerimonia della comunione. Barricata nel bagnetto di casa urla alla mamma: "Io lì non ci torno perché sono comunista!" Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office Cosmonauta ha incassato 413 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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1957. Roma. Luciana ha nove anni e abbandona la chiesa durante la cerimonia della prima comunione. Motivazione: è comunista. Perché il padre lo era e perché il fratello, che soffre di epilessia, è un appassionato cultore delle imprese spaziali sovietiche. La cagnetta Laika è stata inviata in orbita sopra la Terra e Gagarin, primo cosmonauta della storia, la seguirà battendo sul tempo gli odiati americani. Intanto Luciana è cresciuta (siamo nel 1963) e deve vedersela con un patrigno detestato, con un fratello il cui handicap si fa sempre più ingombrante, e con i 'compagni'. Nel Partito vigono regole che la ragazza sente strette così come quelle di casa. Cercherà, a modo suo, di trovare una sua orbita in quello spazio profondo che è l'adolescenza.
Susanna Nicchiarelli, alla sua opera prima, si assume il compito, più che mai rischioso in tempi 'mocciani', di parlare di adolescenza al cinema per di più partendo da un passato che sembra ormai sepolto anche nell'immaginario collettivo. Nel mondo c'era la Guerra Fredda e la corsa allo spazio ne rappresentava in qualche misura le tensioni trasponendole su un piano da leggenda contemporanea.
In un'epoca come la nostra in cui le ideologie si sono dissolte la regista ci racconta di una ragazzina che ad una di quelle ideologie si aggrappa per cercare di trovare un senso al proprio esistere. Lo fa in modo confuso (come i suoi coetanei del presente che non hanno più neppure quell'appiglio) provando a individuare una traiettoria tra riunioni in sezione, vendette contro i socialisti 'traditori' e, come tutti, nel tentativo di guardare dentro se stessa per capire i piccoli slittamenti del cuore. Susanna Nicchiarelli ama il personaggio che mette in scena. La segue nelle sue improvvise, e talvolta crudeli, ribellioni senza mai giudicarla alternando dramma e commedia dai toni lievi.
Dalla base del suo fare cinema (che vuole essere anche memoria di un passato non così remoto) segue il volo di questa Valentina Tereskova lanciata nella vita. Ricordandoci che, anche se viviamo in un mondo in cui i miti si sono dissolti per farsi sostituire da ectoplasmi evanescenti, i ragazzi hanno più che mai bisogno di modelli e di regole. Con cui magari scontrarsi. Per poter crescere.
E' il percorso di formazione di un’adolescenza datata inizi anni ’60. Guardare oggi quei giovani, quelle sezioni di partito,quei modi di vivere in famiglia e fuori, dà la misura della frattura tra un prima e un dopo assolutamente privi di continuità.Il film ci parla di questo, e lo fa giocando su semitoni, suggerisce senza aver l’aria di proporre chiavi di lettura,percorsi interpretativi, analisi [...] Vai alla recensione »
S usanna Nicchiarelli: Ero al museo della cosmonautica di Amburgo e c'era una bacheca con i titoli delle prime pagine dei giornali francesi e italiani. La prima pagina dell'Unità nel giorno del lancio del primo sputnik diceva 'La tecnologia sovietica sconfigge la forza di gravità' e ho trovato così poetico che la posta in gioco fosse la sconfitta della forza di gravità, la conquista del cosmo. Una battaglia sicuramente dimenticata che ho pensato di far diventare una commedia perché è secondo me il contesto perfetto.
Accolto alla Mostra da una lunga sessione di applausi il primo film di Susanna Nicchiarelli doveva in realtà essere la sua opera seconda. Troppo difficile, troppo complicato e troppo delicato per un'opera prima, così era stato giudicato il soggetto dalla Fandango, quindi la proposta è diventata di fare insieme un altro film, magari più personale, e poi realizzare questo film. Invece si sbagliavano.
Inizio molto bello. Una bambina sui nove anni esce di corsa da una brutta chiesa. Si precipita per le scale, strappandosi dì dosso il velo, l'abito bianco lungo merlettato della prima comunione. A casa, dietro la porta del bagno chiusa a chiave, finisce di spogliarsi. Alla madre che domanda piangendo: «Perché mi fai questo?» risponde fieramente: 'Perché sono comunista!'.