Un attimo sospesi

Un film di Peter Marcias. Con Paolo Bonacelli, Ana Caterina Morariu, Fiorenza Tessari, Rosario Lisma, Farida.
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Commedia drammatica, durata 90 min. - Italia 2008. uscita venerdì 5 dicembre 2008. MYMONETRO Un attimo sospesi * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
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 critica * * * - -
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Il film: Un attimo sospesi
Uscita: venerdì 5 dicembre 2008
Anno produzione: 2008
Cinque sopravvissuti affrontano un mondo ormai alla deriva.
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primo piano
Un'opera "in sospeso", narrativamente interessante ma priva del necessario coraggio
Edoardo Becattini     * * 1/2 - -

Le vite di cinque persone dalle personalità piuttosto complesse si incrociano, si intrecciano e si perdono fra loro nella Roma di oggi, di pari passo con quelle di altre figure satelliti orbitanti attorno a loro. Ognuna di esse porta con sé una falda di passato che gli impedisce di vivere a pieno il proprio presente, un presente sul cui sfondo sta gradualmente prendendo forma una catastrofe umanitaria.
È un film che opera attorno a delle contraddizioni quello del giovane filmmaker Peter Marcias, tanto che dell'antinomia sembra fare quasi un elogio inconsapevole. Un attimo sospesi racconta un'apocalisse senza toni apocalittici, anzi come fosse una favola; descrive la realtà ricorrendo a personaggi bizzarri, fobici, asociali, distratti, come a voler dare ad intendere che la "normalità" di oggi è fatta di un tessuto di anomalie; rappresenta infine quest'umanità alla deriva con empatia, eppure seguendola allo stesso tempo mediante una narrazione rapsodica, attraverso brevi episodi e percorsi continuamente incrociati l'uno con l'altro, quasi ad evitare una totale compartecipazione.
Costruita su queste piccole e continue contraddizioni che vanno progressivamente a sommarsi, Un attimo sospesi potrebbe tuttavia anche apparire un'opera sperimentale, ambiziosa e interessante. E invece quel che sconfessa anche una valutazione di questi tipo è che il film risulta in sostanza privo di quel coraggio e di una certa dose di impudenza che sono il principio motore in un tipo di operazioni intente a far conciliare gli opposti, e a trarre da questi l'armonia di un messaggio per i nostri contemporanei. È come se il regista e sceneggiatore mescolasse l'apocalisse e la fiaba, il tono realistico e quello fantascientifico, "Il piccolo principe" e "Le cosmicomiche", titillando continuamente la realtà di oggi e l'attuale crisi globale ma senza mai volerle toccare veramente. Ed anche prendendo in considerazione le strutture più profonde del testo si ottiene solo un riflesso dei meccanismi dissociati di superficie, con un'interessante operazione di costruzione dei personaggi che si accompagna ad un lavoro con gli attori che ne enfatizza le impari capacità anziché cercare di amalgamarle.
La sospensione come crisi dell'attimo di un individuo e di un mondo in distruzione, è in fondo anche la croce di un film che appare quasi incompiuto e sul quale risulta davvero difficile dare una valutazione concreta. Un attimo sospesi richiede appunto un giudizio "in sospeso", tanto il film pare animato da una schizofrenia di fondo, tale da sfuggire ad una classificazione o a parametri critici consueti.

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Achille (Rosario Lisma)
Lei invece preferisce tinte forti e fogge inconsuete...
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Piccole esistenze sospese in attesa che il mondo migliori

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Peter Marcias è il più giovane esponente di un "cinema sardo" che da anni è in fermento anche se le occasioni di farsi vedere gli mancano. Un attimo sospesi è il suo esordio narrativo. Difetti e ingenuità non gli mancano. Però c' è dentro una promessa da coltivare. Intorno all' incombere di foschi presagi per il futuro dell' umanità - guerre, attentati - si muovono le microesistenze di cui seguiamo i gesti, che talvolta si incrociano fra di loro. Autorevolmente interpretato da Paolo Bonacelli ma un po' convenzionale è l' anziano scienziato che ha chiuso con il mondo (ma non con la speranza di migliorarlo). »

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

La colonna sonora, lungo tutto il corso dell'azione, ci fa ascoltare notiziari televisivi che prima annunciano terribili attentati, poi sottolineano le reazioni dei vari governi, quindi, con una tensione via via crescente, in attesa di una notte di luna piena, prevedono l'esplosione di una guerra. Senza indicazioni, comunque intuibili, di avvenimenti a tutti noti... Poi, contemporaneamente, l'azione. Che finisce per consistere in alcuni accenni di storie riferibili a cinque personaggi, ciascuno rappresentato in un momento di svolta, con situazioni e decisioni lasciate volutamente in sospeso. »

di Valerio Sammarco Cinematografo

Roma, oggi. Giornate ordinarie e problematiche quotidiane si intrecciano nell’esistenza di alcuni abitanti del quartiere: dal proprietario di un piccolo alimentari sovrastato dall’ansia alla fotografa e mamma single del piccolo Joe, passando per un’ex cantante ritiratasi a vita privata in una roulotte, per arrivare al vecchio professore, astronomo da anni rinchiuso nel suo grande appartamento. Sullo sfondo, la minaccia di una guerra globale. Mai volgare, ma allo stesso tempo poco incisivo, l’esordio al lungometraggio del sardo Peter Marcias (numerosi corti all’attivo più la docufiction Ma la Spagna non era cattolica?) guarda altissimo – non solo verso la notte stellata, ma a riferimenti un po’ troppo fuori portata, vedi Robert Altman – e perde di vista l’obiettivo, così come i personaggi: che entrano in gioco per poi andarsene senza salutare (come nel caso dello psicologo Frassica o della coinquilina del pizzicagnolo, Ana Caterina Morariu), o per segnare prepotentemente il territorio, come la rediviva Farida, cantante alla quale Marcias regala letteralmente il "ruolo" della vita. »

Un’opera "in sospeso", narrativamente interessante ma priva del necessario coraggio

di Gianni Olla La Nuova Sardegna

Reduce dal festival di San Paolo, esce oggi tra Roma, Milano e Cagliari (qui nelle sale della Cineworld di viale Monastir e presso la sala dell’Alkestis di via Loru) il nuovo film di Peter Marcias, «Un attimo sospesi». Si tratta del suo secondo lungometraggio a soggetto distribuito su scala nazionale. Il primo, «Ma la Spagna non era cattolica?» era un docu-dramma che mescolava assieme l’urgenza della tematica civile (i diritti civili dei gay) con una “finzionalità” di buon livello. «Un attimo sospesi» è invece completamente “finzionale”: racconta cinque storie intrecciate e talvolta sul punto di sfiorarsi o di entrare in collisione, ambientate nei quartieri romani di Tiburtina vecchia e Prati. »

Un attimo sospesi | Indice

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