L'heure d'été

Consigliato assolutamente no!
n.d.
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
 critican.d.
 pubblicon.d.
Juliette Binoche
Juliette Binoche (57 anni) 9 Marzo 1964 Interpreta Adrienne
Charles Berling
Charles Berling (63 anni) 30 Aprile 1958 Interpreta Frédéric
Jérémie Renier
Jérémie Renier (40 anni) 6 Gennaio 1981 Interpreta Jérémie
Edith Scob
Edith Scob 21 Ottobre 1937 Interpreta Hélène
Dominique Reymond
Dominique Reymond (64 anni) 12 Febbraio 1957 Interpreta Lisa
Valérie Bonneton
Valérie Bonneton (51 anni) 5 Aprile 1970 Interpreta Angela
In occasione del compleanno della madre, tre giovani donne si ritrovano in famiglia a fare i conti col proprio passato.
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primo piano
Assayas s'interroga sul valore delle cose, in un film circolare che mette in circolo anche i suoi film precedenti
Marianna Cappi     * * * * -

Nella bella dimora di famiglia, immersa nella natura, Frédéric, Adrienne, Jérémie e le rispettive famiglie festeggiano i settantacinque anni della madre Hélène Berthier, donna colta e raffinata, vissuta nel mito dello zio Paul Berthier, importante pittore e collezionista. Poco tempo dopo, i tre fratelli si ritrovano nuovamente per occuparsi dell'eredità della madre, venuta improvvisamente a mancare. Frédéric vorrebbe conservare la casa ma gli altri hanno esigenze diverse per cui non resta che venderla e donare il suo prezioso contenuto al Musée d'Orsay. Prima di abbandonarla per sempre, la figlia di Frédéric, in compagnia degli amici, organizza un'ultima festa.
Nato da un progetto che avrebbe dovuto coinvolgere altri tre cineasti - Ruiz, Jarmusch, Hou Hsiao Hsien- per celebrare i vent'anni del Musée d'Orsay in quattro cortometraggi, L'heure d'été si deposita nella mente del suo autore e diviene lungometraggio autonomo nel quale si stratificano l'uno sull'atro temi, generazioni, echi delle sue precedenti opere, al punto che la caccia al tesoro che apre il film non può non apparire come un suggerimento di lettura.
Assayas si divide tra il personaggio di Frédéric, alter ego immediato in quanto impersonato da Charles Berling, quello di Adrienne (Juliette Binoche), apparentemente distante e distratta, colpevole di americanismo e unica depositaria dell'eredità artistica, e Jérémie (Jérémie Renier), che ha accolto il richiamo dell'Asia e di una vita più veloce e meno imbalsamata. La tensione fratricida è tutta latente, il conflitto non è di questo tempo e di questo luogo, basta non fermarsi, spostarsi per tempo per evitarlo; resterà al suo posto la conferma di una solitudine che, in qualche modo, è a sua volta un lascito di famiglia (Edith Scob che siede sola in penombra è un'immagine che non si dimentica).
Un'esplicita elaborazione del lutto, dunque un altro film d'addio, ma anche un film sulla divisione, nel doppio senso di separazione e di condivisione. Assayas mette gli oggetti al centro del discorso e parla del cinema, che è fatto di cose materiali ma trasmette l'immateriale, il sentimento. Tutto quello che il regista mette in scena diventa automaticamente, fatalmente patrimonio condiviso: ogni spettatore si appropria di una parte delle cose. Allo stesso modo, però, nel momento stesso in cui l'occhio del cinema riprende un oggetto, quando quell'oggetto viene cioè "incamerato", diventa patrimonio del film, proprietà del regista, rimando a lui. C'è qualcosa di malinconico e di molto democratico nel modo in cui Assayas ci consegna, per il tramite del film, niente meno che due Corot.
Potenza del cinema, che ridefinisce ogni volta il concetto di valore.

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Premi e nomination L'heure d'été MYmovies
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Unholy Alliances

di David Denby The New Yorker

The French writer-director Olivier Assayas has recently made nasty erotic thrillers ("Demonlover" and "Boarding Gate") about the impersonal brutality of global capitalism. But, in the new "Summer Hours," he is working in a calmer and more lyrical style. Reaching back to humanist masters like Renoir, he brings the global economy to bear on the fate of a bourgeois French family. A woman in her seventies (Edith Scob), the niece and possibly the lover of a deceased French painter, dies at her home outside Paris, and her three grown children, who were brought up there, have to decide what to do with the house, the Art Nouveau furniture, and the paintings, by Corot and other artists, that they lived with. »

di Peter Travers Rolling Stone

A mother dies. A family gathers to divide the estate and trade memories. Life and death, those persistent cliches, duke it out once more at a country house just outside Paris. From familiar material, writer-director Olivier Assayas (Irma Vep, Boarding Gate) crafts a near perfect blend of humor and heartbreak, a lyrical masterwork that measures loss in terms practical and evanescent. The great Edith Scob is superb as the seventy-five-year-old widow who furnished the elegant mansion she inherited from her artist uncle with the artifacts of a lifetime. »

In Familial Bric-a-Brac, Finding Himself

di Dennis Lim The New York Times

THE French filmmaker Olivier Assayas has made movies that have dealt with relationships among lovers, spouses, parents and children. But before “Summer Hours,” his 12th fiction feature, a story of three siblings deciding what to do with the ancestral home and the heirlooms that are now in their possession, he had never tackled head-on the drama of the family, with its obscured histories and faded memories. “I’ve always hated nostalgia,” Mr. Assayas said recently, speaking by telephone from Halle, Germany, where he was shooting part of his next movie, a thriller about the international terrorist known as Carlos the Jackal. »

Sorting Out an Inheritance: Three Siblings Dissect the Stuff of Life

di A. O. Scott The New York Times

In a literal, almost banal sense, Olivier Assayas’s “Summer Hours” is a movie about an inheritance. Hélène Berthier (Edith Scob), a silver-haired matriarch enthroned among her children and grandchildren at the beginning of the film, leaves behind a charming country house and a cherished art collection, and her heirs, as is normal, must figure out what to do with it all after her death. Hélène’s eldest son, Frédéric (Charles Berling), wants to keep everything as it is, so that the next generation can gather at the old place and appreciate Grandma’s stuff. »

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