| Anno | 2008 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Umberto Riccioni Carteni |
| Attori | Luca Argentero, Claudia Gerini, Filippo Nigro, Antonio Catania, Francesco Pannofino Giuseppe Cederna, Rinaldo Rocco, Antonio Bazza, Lucia Mascino. |
| Uscita | venerdì 20 marzo 2009 |
| Tag | Da vedere 2008 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| MYmonetro | 2,92 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 20 novembre 2018
Piero, un giovane politico gay dichiarato, viene affiancato nella corsa all'elezione di sindaco di una città del nordest dalla conservatrice Adele. L'incontro inizialmente aggressivo si trasformerà in un'attrazione sessuale reciproca. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, 4 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Diverso da chi? ha incassato 3,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Piero è fidanzato da quattordici anni con Remo, col quale convive in una città del nord-est. Impegnato in politica e attivista gay, per un errore di calcolo dei suoi compagni di partito e un intervento della sorte, si ritrova candidato sindaco per il centrosinistra. Per la campagna elettorale, gli viene affiancata Adele, ultramoderata antidivorzista, incapace di parlare senza inserire la parola "famiglia" in ogni singola frase. L'inizio del rapporto di lavoro è disastroso ma, quando Remo suggerisce a Piero di smetterla di attaccarla e di cercare di ingraziarsela, le cose cambiano radicalmente e la frequentazione tra uomo e donna porta alla conoscenza che porta all'amore. Che ne sarà ora della sua immagine di simbolo gay? E come dirlo a Remo senza rischiare di farsi lasciare?
"This is a man's world" canta James Brown sui titoli di testa, mentre la canoa dei due protagonisti fila dritta sull'acqua liscia e la forza dell'amore gonfia i bicipiti e porta alla vittoria. "This is a man's world but it would be nothing without a woman to care": ed eccola la donna che viene a rimestare ed increspare le acque, a fare un po' di confusione, insomma, tra le certezze di Piero, che si credeva "stragay" ma non può non arrendersi al nuovo sentimento.
Adele, da buona "centrista sincera" ha meno problemi di lui ad ammetterlo, d'altronde le sue convinzioni le ha già rivoltate come un calzino. E così il bacchettone finisce quasi per apparire lui, che non ha il coraggio di dirsi diverso dai diversi, bisessuale. Il film di esordio di Umberto Carteni, Diverso da chi? , scritto in tempi non politicamente sospetti da Fabio Bonifacci, fa del ribaltamento la figura retorica al centro della propria costruzione, assicurandosi un ritmo indiscutibile e una piacevole e salubre libertà ideologica.
Ad un set up alquanto spassoso, in cui primeggia la descrizione fuori di metafora dell'ambiente politico nostrano, verista e dunque tragicomica, in perfetta tradizione "all'italiana", segue il momento della farsa pura - nella più teatrale delle locations, il divano - e infine il turno dei sentimenti: la politica si perde un po' per strada, il privato reclama il suo spazio. La chiusura non è impeccabile ma non può dirsi timida né reazionaria, se mai un po' prevedibile, tanto per rimpinguare il numero dei paradossi.
Applausi alle coppie comiche Argentero-Gerini e Catania-Cederna e bravo Bonifacci, che, pur riportando il mondo gay all'interno del rassicurante quadro delle istituzioni, della famiglia e del focolare (Remo è un critico e un cuoco sopraffino, l'agnizione finale ha luogo in un asilo), dimostra di sapere bene che, dai tempi di Shakespeare passando per quelli di Cary Grant, non c'è ingrediente più affine alla commedia delle variazioni sul tema dell'identità sessuale.
Finalmente una bella commedia italiana. "Diverso da chi" è un film originale, ironico e divertente, con personaggi ben tratteggiati e ottimamente recitati. La trama è spassosa anche se non sempre credibile - possibile che un gay provi all'improvviso un'attrazione fatale per una donna, e che il suo geloso compagno ne accetti la relazione con relative conseguenze? Attendo risposte.
Il gioco di parole con il brano di Povia viene facile visto che Luca Argentero: dopo Saturno contro di Ozpetek, è ancora un omosessuale nella commedia Diverso da chi?. Dove l'ex bello del «Grande Fratello» dimostra che quelli davvero strani sono i politici... Sono ancora un gay. E a coppia che formo con il mio compagno Remo è quella che tutti, etero e non, vorrebbero avere.