| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 140 minuti |
| Regia di | Clint Eastwood |
| Attori | Angelina Jolie, John Malkovich, Jeffrey Donovan, Colm Feore, Jason Butler Harner Amy Ryan, Michael Kelly, Devon Gearhart, Kelly Lynn Warren, Gattlin Griffith, Michelle Gunn, Frank Wood, Devon Conti, J.P. Bumstead, Debra Christofferson, Russell Edge, Peter Gerety, Pamela Dunlap, Riki Lindhome, Denis O'Hare. |
| Uscita | venerdì 14 novembre 2008 |
| Tag | Da vedere 2008 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| MYmonetro | 3,39 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 20 novembre 2015
Una madre sospetta che la persona, restituitale dopo un rapimento, non sia veramente suo figlio. Quando la donna esprime alla polizia i suoi sospetti viene spedita in un centro di recupero. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 3 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office Changeling ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 5,2 milioni di euro e 1,3 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Los Angeles, marzo 1928. In una mattinata di sabato Christine Collins, una giovane donna che lavora in un centralino, lascia a casa da solo il giudizioso figlio Walter che ha avuto da un uomo che li ha abbandonati. Al ritorno dal lavoro fa una terribile scoperta: il bambino non c'è più e di lui si è persa ogni traccia. Finché, 5 mesi dopo, la polizia locale che non gode di buona reputazione, sembra aver risolto il caso. Consegna infatti a Christine un bambino che dice di esser Walter e che un po' gli assomiglia. La madre è però certa che non si tratti di suo figlio ed è supportata in questo anche da altre persone che lo conoscevano bene, a partire dalla maestra. Le autorità di polizia, sostenute da un'opinione pubblica desiderosa di rassicuranti lieto fine, insistono nella loro versione fino a decidere di internare Christine attribuendole disturbi mentali che l'avrebbero spinta a non riconoscere nel sedicente Walter il proprio figlio. Christine però non si arrende e, sostenuta dal reverendo Guistav Briegleb, continua a lottare perché le ricerche di Walter continuino.
La sinossi che avete appena letto sembrerebbe essere il frutto della creatività di un buon sceneggiatore di Hollywood invece si tratta della pura e semplice realtà. Una realtà che lo sceneggiatore J. Michael Straczynski ha riportato in luce grazie alla segnalazione di un amico che lo ha informato che numerose carte processuali di cause tenutesi negli anni Venti a Los Angeles stavano per andare al macero e che, tra queste, c'erano gli atti di un processo che avrebbe potuto interessargli.
Così la vicenda della lavoratrice Christine Collins in lotta contro l'arroganza di una polizia corrotta ed incapace può inscriversi come nuovo ritratto nella lunga serie di figure alla ricerca di giustizia che il cinema americano ha portato sullo schermo. Il nobile cavaliere Clint Eastwood non poteva non interessarsi a una simile vicenda. Essa contiene numerosi elementi che costituiscono la base dell'etica eastwoodiana: l'individuo solo contro il Potere corrotto, l'infanzia segnata da traumi irreparabili, il rapporto tra il sistema sanitario e i pazienti/oggetto, la pena di morte.
Senza aver bisogno di citare il relativamente recente Mystic River basta andare con la memoria a Un mondo perfetto per avere la prova di come le sofferenze inflitte ai più piccoli stiano da tempo a cuore al regista. In questa occasione il repubblicano Clint sembra però voler lavorare su un doppio registro. Da un lato narra l'impari lotta dell'individuo nei confronti di un potere che si arroga qualsiasi diritto di limitazione delle libertà in nome di presunte esigenze di sicurezza (e qui le misure adottate dall'amministrazione Bush non possono non venire in mente). Dall'altro, dopo una cruda e significativa sequenza sull'esecuzione di un serial killer, sembra aver desiderio di rileggere i sentimenti e i legami familiari con uno sguardo che ha bisogno di rivolgersi a un passato in cui l'imperitura arroganza del Potere poteva vedersi contrastare da una solidarietà popolare e da una determinazione nella ricerca della verità che oggi sembrano essersi drasticamente ridimensionate. Clint non smette di ricordarci che i diritti individuali non devono 'mai' venire calpestati. Lo fa, in questa occasione, riuscendo anche a commuoverci.
Non mi soffermerò sul passato di Eastwood, lo conoscete tutti. Ma, e lo affermo senza remora di smentita, con questo film Eastwood si conferma, come uno dei più grandi registi, attualmente in circolazione. Un po come il vino.., che invecchiando migliora. Negli ultimi 10 anni, attore e regista di se stesso, Eastwood ha inanellato una serie di lavori a dir poco eccezionali; da 'I ponti di Madison County', [...] Vai alla recensione »
È difficile capire per quale ragione la critica americana abbia storto il naso di fronte al film e soprattutto perché non ne abbia riconosciuto la qualità più evidente: è forse il migliore di Angelina Jolie. Disperata, coriacea e affusolata come un cipresso o una stalattite, alterna immensità della sofferenza e feroce determinazione rievocando attrici del calibro di Barbara Stanwyck o Joan Crawford. [...] Vai alla recensione »