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Ultimo aggiornamento lunedì 30 settembre 2024
New York degli anni Venti: la criminalità organizzata dividerà la vita di due gangster Ha vinto 5 Nastri d'Argento, Il film ha ottenuto 2 candidature a Golden Globes, In Italia al Box Office C'era una volta in America ha incassato 199 mila euro .
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Momenti nelle vite dei componenti di un piccolo gruppo di gangster di New York distribuiti su circa 40 anni. La storia, narrata con frequente uso di flashback e flash forward, è incentrata su David "Noodles" Aronson e i suoi compagni di sempre (sono cresciuti insieme nel Lower East Side): Cockeye, Patsy e Max. Si va dagli Anni Venti al tramonto del Proibizionismo per finire agli Anni Sessanta quando Noodles, ormai anziano, torna a New York. Tutto ciò non necessariamente in quest'ordine.
"C'era una volta in America non è un film sui gangster. È un film sulla nostalgia di un determinato periodo, di un determinato tipo di cinema, di una determinata letteratura. Sono certo di aver fatto "C'era una volta il mio cinema" più che C'era una volta in America". Così Sergio Leone su uno dei capolavori più maltrattati della storia del cinema. Il regista non aveva il diritto di final cut e la distribuzione americana rimaneggiò il film in più modi fino allo scempio di risistemare la narrazione in ordine cronologico. Se c'è un film in cui il flusso temporale legato ai ricordi, ma al contempo annebbiato da un presente che si disperde nelle volute di fumo dell'oppio, è fondamentale, quel film è C'era una volta in America . Il capolavoro di Leone ha trovato una versione definitiva in cui vengono reinseriti ben 26 minuti reintegrandoli nella giusta collocazione e portando così il film alla sua vera durata. La violenza che il film non ci risparmia si conferma come elemento costitutivo di Noodles, un uomo 'inadatto' al presente dal quale vorrebbe sottrarsi per restare ancorato a dei 'valori' che ha visto scomparire un po' alla volta. Ispirato all'autobiografia "Mano armata" di David Aaronson pubblicata da Longanesi nel 1966, il film (e di, va ricordato, sceneggiatori come Leo Benevenuti, Piero De Bernardi, Enrico Medioli, Franco "Kim" Arcalli, Franco Ferrini e lo stesso Leone) scardina ogni linearità narrativa per entrare nello sguardo e nella memoria di un uomo a cui il ricordo porta al contempo sollievo e sofferenza. È un film proustiano nel senso più pieno del termine C'era una volta in America. Proustiano nel suo 'farsi' ma anche nel suo riproporsi. Offrendoci un'opportunità per ripensare, a 28 anni di distanza, non solo al cinema che, secondo Leone, non c'era più ma anche al 'suo' cinema. Che non c'è più. Senza facili nostalgie ma con un po' di rimpianto.
La storia di Max (Woods) e Noodles (De Niro) comincia negli anni Venti quando i due, ancora ragazzini, iniziano la loro carriera nella malavita del quartiere ebraico di New York. Dopo alterne vicende e drammatici eventi all'interno della criminalità organizzata, Max e Noodles incontreranno destini diversi. Leone dipinge un grandioso, emozionante affresco che rende un sincero omaggio alla crudele ma appassionante epopea dei gangsters. Il film, un'autentica lezione di cinema, va preferito nella sua versione integrale di quasi quattro ore e non in quella ridotta a poco più di due.
1968. David Noodles, un anziano ex-gangster tormentato dai rimorsi, dopo trentacinque anni fa ritorno a New York per affrontare i propri fantasmi e far luce su un mistero sepolto nel passato; durante la sua ricerca, Noodles avrà modo di rievocare i ricordi della propria adolescenza, quando lui e i suoi amici erano una banda di giovani delinquenti e avevano giurato di rimanere per sempre fedeli l'uno all'altro.
Presentato con un'accoglienza trionfale al Festival di Cannes nel 1984, C'era una volta in America è l'ultima opera firmata dal mitico regista Sergio Leone, nonché il suo definitivo testamento cinematografico. Tratto dal romanzo autobiografico Mano armata, di Harry Grey, il film ha ottenuto un enorme successo in Europa nella sua edizione originale, della durata di oltre tre ore e mezza, mentre negli Stati Uniti è uscito nelle sale in una versione ridotta ad appena due ore per volontà del produttore Arnon Milchan, riportando un clamoroso fiasco (in seguito, è diventato un classico con la pubblicazione in dvd dell'edizione integrale). Interpretata da un cast magistrale, con un grandioso Robert De Niro, la pellicola si avvale anche di un'eccellente ricostruzione tecnica, con le magnifiche scenografie di Carlo Simi, la fotografia di Tonino Delli Colli e gli splendidi costumi di Gabriella Pescucci.
Kolossal d'autore e celebrazione epica di mezzo secolo di storia americana, la pellicola è costruita attraverso una complessa struttura narrativa divisa in tre piani temporali differenti, che si incrociano e si sovrappongono più volte nel corso del film. Il primo risale al 1922, quando David Aaronson (Robert De Niro), detto Noodles, è un giovane teppistello da due soldi che vive nel quartiere ebraico del Lower East Side di New York con i suoi compagni di scorribande, ed è incentrato sull'origine della sua grande amicizia con Max Bercovicz (James Woods) e sull'adorazione per l'amata Deborah (Elizabeth McGovern). La seconda parte è ambientata nei primi anni '30, quando Noodles e i suoi compari, ormai adulti, sono diventati un gruppo di gangster rampanti grazie al proibizionismo e ai loro legami con la criminalità organizzata. Per ultimo, nel 1968, c'è il presente (o forse il futuro), con il ritorno di Noodles a New York, accompagnato dalle note di Yesterday nella celeberrima scena del suo arrivo alla stazione.
E del resto, in questa tragica epopea sull'ascesa e la caduta di una banda di piccoli criminali, il vero protagonista è proprio il tempo, o piuttosto la memoria ed i suoi fantasmi: è mediante la memoria che l'anziano Noodles rievoca i flashback dei suoi anni da gangster, mentre il passato e il presente si intrecciano in un vertiginoso viaggio onirico che comincia e termina all'interno di una fumeria d'oppio. Indimenticabile la descrizione dell'infanzia dei personaggi, con la loro emblematica iniziazione al sesso (Noodles che osserva Deborah danzare tramite una fessura nella parete del bagno) e alla violenza (la drammatica sparatoria con Bugsy). Assolutamente meravigliosa la colonna sonora composta da Ennio Morricone, considerata a pieno diritto tra le più famose ed emozionanti nella storia del cinema.
C'era una volta in America è innanzitutto un film sull'amicizia, in primo luogo quella fra Noodles e Max, tema centrale dell'intera storia. È un film sull'amore, l'amore di Noodles per la bella Deborah, che si consumerà in un bestiale stupro in una delle scene più atroci della pellicola. È un film sull'ambizione, quell'ambizione che porterà i quattro giovani protagonisti alla gloria e poi alla rovina. È un film sulla fiducia e sul tradimento, al quale corrisponderà l'amara disillusione di Noodles nel suo ultimo incontro con Max, dopo tanti anni. È, infine, un film sulla morte e sull'oblio, sancito dall'ambiguo epilogo nella strada buia, con il sottofondo di God bless America che rimanda alla scena analoga sulla fine del proibizionismo. Ma è anche un omaggio, lirico e malinconico, da parte di Leone verso il cinema stesso, in un film in cui la cinepresa domina il tempo e lo spazio trasfigurandoli in una sublime opera d'arte, che ha meritato la definizione di puro e semplice capolavoro.
una pellicola da appendere al LOUVRE.un film immenso,un capolavoro la gioconda fatta cinema,un epopea commovente ,nostalgica,carica di emotivita' e poesia. 4 amici adolescenti,in crescendo,di violenza,morte,razzismo e conflitti sociali,l'ascesa al potere, e la caduta degli dei,dagli anni 30 agli anni 60,il tutto raccontato in flashback, meravigliosa e intensa rivisitazione (una [...] Vai alla recensione »
La bellezza, la poesia, la violenza. In una parola: C’era una volta in America. Il capolavoro di Sergio Leone che ebbe una gestazione, quasi ventennale e che fu per Sergio Leone, una sorta di testamento spirituale. Da geniale affresco sull’apprendistato di un gruppo di delinquenti del Lower East Side di New York negli anni 20, il film è cresciuto come metafora della vita, del rapporto fra i sessi, [...] Vai alla recensione »