Minari

Film 2020 | Drammatico, +13

Anno2020
GenereDrammatico,
ProduzioneUSA
Regia diLee Isaac Chung
AttoriSteven Yeun, Ye-ri Han, Yuh Jung Youn, Alan S. Kim, Noel Cho Will Patton, Scott Haze, Eric Starkey, Esther Moon, Tina Parker.
Uscitalunedì 26 aprile 2021
TagDa vedere 2020
DistribuzioneAcademy Two
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,54 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Lee Isaac Chung. Un film Da vedere 2020 con Steven Yeun, Ye-ri Han, Yuh Jung Youn, Alan S. Kim, Noel Cho. Cast completo Genere Drammatico, - USA, 2020, Uscita cinema lunedì 26 aprile 2021 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,54 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 20 aprile 2021

Una famiglia coreana decide di dare avvio al proprio sogno americano e aprire una fattoria. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai Golden Globes, 6 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 7 candidature a Satellite Awards, Il film è stato premiato a National Board, a Sundance, 10 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, 3 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, 5 candidature e vinto un premio ai Spirit Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards, 1 candidatura a NSFC Awards, In Italia al Box Office Minari ha incassato 298 mila euro .

Consigliato sì!
3,54/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,58
PUBBLICO 3,53
CONSIGLIATO SÌ
Stile classico e cast straordinario per un racconto di formazione che è un inno al multiculturalismo americano.
Recensione di Emanuele Sacchi
martedì 2 marzo 2021
Recensione di Emanuele Sacchi
martedì 2 marzo 2021

Anni '80: Jacob e la sua famiglia, immigrati sudcoreani stanchi di sopravvivere grazie a lavori come il sessaggio dei polli, si trasferiscono dalla California all'Arkansas. Jacob vuole avviare una coltivazione in proprio e rivendere i prodotti del suo lavoro nelle grandi città. La sua ambizione richiede enormi sacrifici e la moglie Monica è sempre meno disposta a concederne, specie per le complicazioni cardiache del figlio David. Pur di mantenere la famiglia unita Jacob accetta che si trasferisca da loro la suocera, Soonja: a differenza di Jacob, la donna è rimasta ancorata alle tradizioni coreane e si dimostra tutto fuorché corrispondente all'immagine tradizionale della nonna.

La collocazione temporale del quarto film di Lee Isaac Chung è solo in parte dovuta a un'esperienza autobiografica. Sono anche gli anni del reaganismo e della deregulation, gli anni in cui i piccoli agricoltori d'America soffrono, stritolati da un sistema spietatamente competitivo e sempre meno propenso all'assistenza.

Su Jacob però il sogno americano ha attecchito e per lui lo spirito dei pionieri e il riscatto individuale procedono in maniera inscindibile. La sfida che questi ingaggia contro la malasorte e la natura sa di Sisifo che spinge il fatidico masso o di - come il nome proprio suggerisce - Giacobbe che sogna una scala verso Dio e le sue promesse, in un'ossessione che non conosce ostacoli e finisce per contare più di quel che avviene al contorno.

Jacob vuole fornire un prodotto che restituisca il sapore della lontana patria a quei 30 mila coreani che ogni anno arrivano negli Stati Uniti. Ma per intraprendere questo viaggio deve immergersi a capofitto nelle contraddizioni d'America e del suo entroterra più isolato e impenetrabile, dove uomini che interpretano la religiosità in senso quasi animista possono rivelarsi di buon cuore e ragazzini apparentemente razzisti rivelarsi buoni amici.

È impossibile afferrare il cuore d'America, ce l'hanno raccontato generazioni di romanzieri che spesso hanno raccontato proprio storie di immigrati e di nuovi pionieri, pronti a conquistare una fetta di terra promessa contro tutto e tutti. Minari si inserisce in questa tradizione, giocando sull'innesto di elementi coreani - alcune pietanze tipiche, la gestione delle emozioni, lo spirito imprevedibile della nonna -, divenuti più familiari per il pubblico occidentale anche grazie al premio Oscar 2020 di Parasite, in un racconto classico americano.

La metafora della pianta che dà il titolo al film, seminata da Soonja e cresciuta rigogliosa nel cuore dell'Arkansas è un simbolo, semplice ma efficace, del potere del multiculturalismo e della natura inevitabilmente policroma su cui si fondano gli Stati Uniti d'America, arricchiti dalla diversità nonostante l'intrinseca difficoltà nell'accettare quest'ultima.

È tutta coreana, invece, la sensibilità verso il rapporto che intercorre tra David e Soonja: una relazione complessa che si sviluppa in un affetto così forte da divenire quasi un transfert spirituale di protezione dall'ostilità di cui è capace la natura. Senza slanci temerari, con uno stile classico nella scelta delle immagini in esterno e del montaggio così come delle musiche che le accompagnano, Chung si avvale di un cast straordinario - soprattutto grazie alla veterana Yoon Yeoh-jeong (The Housemaid, In Another Country) e al piccolo Alan Kim - e confeziona un delicato racconto di formazione, destinato a incontrare i favori di un pubblico ampio e diversificato.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 4 giugno 2023
Writer58

 Nel 2020 il Covid  ha spazzato via, oltre che le nostre vite sociali, ridotte a meri scambi virtuali o contatti distanti mediati da mascherine e guanti, anche l’industria cinematografica, costretta a rimandare anche di due anni la produzione e la presentazione delle opere e a congelare progetti già avviati. Nella mia ricerca di film visti e non recensiti in quel periodo sono [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 23 aprile 2021
A. O. Scott
The New York Times

Il minari è una pianta, conosciuta anche come sedano d'acqua o prezzemolo giapponese, molto usata nella cucina coreana. Nel nuovo bel film di Lee Isaac Chung cresce nel letto di un torrente dell'Arkansas fornendo il titolo, un dettaglio importante e forse anche una metafora. Proprio come il minari, Jacob, Monica e i loro due figli sono trapiantati. Nel 1980 compiono una migrazione al contrario lasciando [...] Vai alla recensione »

NEWS
HOMEVIDEO
mercoledì 29 settembre 2021
 

Premio Oscar alla miglior attrice non protagonista a Yuh-Jung Youn. Vai all’articolo »

BOX OFFICE
mercoledì 28 aprile 2021
Andrea Chirichelli

La seconda giornata di parziale riapertura vede sempre in testa Minari, che anche ieri è riuscito a restare sopra il totale di 10mila euro, portando al cinema più di mille persone (1670, per la precisione).

BOX OFFICE
martedì 27 aprile 2021
Andrea Chirichelli

I cinema italiani delle regioni in zona gialla hanno finalmente riaperto (il record di velocità spetta al cinema Beltrade di Milano, tutto esaurito già alle 5.30 del mattino, quando Caro Diario ha aperto la speciale programmazione giornaliera).

OSCAR
lunedì 26 aprile 2021
 

L'attrice sudcoreana si è aggiudicata la stauetta per la sua interpretazione in MinariVai all'articolo »

OSCAR
lunedì 26 aprile 2021
 

È trionfo. Avviene l’inimmaginabile al Dolby Theater. Parasite (guarda la video recensione) è il primo film non in lingua inglese di sempre ad aggiudicarsi l’Oscar più ambito, quello come miglior lungometraggio. [...]

POSTER
martedì 20 aprile 2021
 

Anni '80: Jacob e la sua famiglia, immigrati sudcoreani stanchi di sopravvivere grazie a lavori come il sessaggio dei polli, si trasferiscono dalla California all'Arkansas. Jacob vuole avviare una coltivazione in proprio e rivendere i prodotti del suo [...]

TRAILER
lunedì 19 aprile 2021
 

Regia di Lee Isaac Chung. Un film con Steven Yeun, Ye-ri Han, Yuh Jung Youn, Alan S. Kim, Noel Cho. Da lunedì 26 aprile al cinema e dal 5 maggio su Sky e NOW. Guarda il trailer »

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