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Se n'è andato Giorgio Gosetti, un grande uomo di cultura dall'umanità travolgente

È morto all'età di 70 anni un importante direttore di festival, un fine critico cinematografico, un operatore culturale visionario ma con i piedi ben piantati a terra.
di Pedro Armocida

venerdì 6 marzo 2026 - News

È morto un grande direttore di festival, un fine critico cinematografico, un operatore culturale visionario ma con i piedi ben piantati a terra. A 70 anni appena compiuti, la scorsa notte per un infarto, s’è n’è andato Giorgio Gosetti di Sturmeck, veneziano di nascita, romano di adozione ma veramente cittadino del mondo facilitato dal suo essere poliglotta. Cercando di tenere alla giusta distanza la commozione – chi scrive ha collaborato con lui per 22 anni all’Associazione Festival Italiani di Cinema (Afic) che ha contribuito a fondare, presiedendola tre volte – proviamo a raccontare che cosa ha rappresentato per il mondo della cultura, del cinema e dell’audiovisivo, non solo italiani, Giorgio Gosetti che ha cominciato presto a occuparsi di spettacolo entrando all’agenzia Ansa di cui era attualmente un prestigioso collaboratore.

Ma prima, nel 1979 a 23 anni, con Michelangelo Dalto e Carlo di Carlo, aveva già fondato Antennacinema, un progetto culturale innovativo e di grande impatto per Conegliano e per il Veneto, con un occhio al cinema e l’altro alla televisione. Contestualmente Carlo Lizzani, direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, lo chiama per rilanciare la manifestazione post-Sessantotto come responsabile delle attività permanenti e delle retrospettive (da ricordare “Il cinema di Marguerite Duras” e “Elio Petri”), incarico poi proseguito come coordinatore operativo sotto la direzione di Gianluigi Rondi. Nel 1988 diventa direttore del mitico Mystfest di Cattolica dopo aver collaborato prima con l’ideatore Felice Laudadio e poi con la direttrice Irene Bignardi con cui più avanti, dal 2000 al 2005, lavora sotto la sua direzione al Locarno Film Festival come responsabile delle retrospettive e dei relativi volumi (“Allan Dwann”, “Print The Legend” sul rapporto tra il cinema e il giornalismo, “The Other Side Of The Wind” sull’opera di Orson Welles).

In mezzo c’è di nuovo la Mostra di Venezia di cui diventa vicedirettore (oltre che curatore delle pimpanti Notti veneziane con Irene Bignardi) dal 1991 al 1996 come braccio destro plenipotenziario di Gillo Pontecorvo, «di fatto il vero ideatore delle caratteristiche generali del programma e della sua articolazione» ha scritto Gianpiero Brunetta nel suo fondamentale volume (Marsilio) sulla Mostra. Contemporaneamente, forte dell’esperienza innovativa del Mystfest di Cattolica, fonda nel 1991 a Courmayeur il Noir in Festival, la più importante rassegna cinematografica italiana a tema giallo, di cui ha continuato a occuparsi fino alla recente edizione che si è svolta a Milano.

Ma le capacità organizzative, di relazioni e di visione di Gosetti, hanno avuto modo di esprimersi al meglio nel 1998 quando è diventato direttore di Italia Cinema, l’agenzia responsabile della promozione del cinema italiano all’estero. Sotto la sua guida anche la creazione del magazine online Tam Tam Cinema per Cinecittà Holding, antesignano dell’attuale Cinecittà News.

Gosetti, che sarebbe potuto essere un grande direttore della Mostra di Venezia (Pontecorvo fece il suo nome come suo successore all’interno di una rosa in cui c’erano Lino Miccichè, Nanni Moretti e Felice Laudadio che lo diventò), torna nella sua città, al Lido, dove fonda le Giornate degli Autori di cui è stato delegato generale fin dal 2004 (lo stesso anno peraltro in cui contribuisce proprio a far nascere l’Afic già menzionata). Grazie a lui, la sezione autonoma e parallela della Mostra diventa, insieme alla veterana Settimana della Critica, un vero e proprio festival con numerosi sezioni al suo interno, altrettanti sponsor che nessuno come lui era capace di intercettare, e una visione inclusiva e molto aperta verso le realtà del territorio e la laguna stessa dove ha contribuito ad aprire l’omonima sala, la Villa degli Autori (polo alternativo di incontri con i cineasti), l’Isola di Edipo… Con un’idea avanguardistica in cui i contenitori in qualche modo – è un paradosso! – producono il contenuto.

È un curriculum impressionante il suo che lo vede anche direttore della Casa del cinema di Roma e docente amato dagli alunni (molti sono stati quelli che ha aiutato a entrare nel mondo professionale) prima al Dams di Bologna con il corso di Organizzazione di festival e programmi audiovisivi e poi a Milano alla Iulm. Autore anche di due Castoro Cinema su Luigi Comencini e su Alfred Hitchcock, Giorgio Gosetti rappresenta al meglio la figura del critico cinematografico a 360 gradi, capace di coniugare l’attività di scrittura di altissimo livello con l’organizzazione culturale più avanzata.

Tutti nel mondo del cinema lo hanno incrociato almeno una volta, claudicante con il suo bastone per via della poliomielite presa da bambino anche se andava con naturalezza in bicicletta. E tutti sono rimasti sempre colpiti dall’eloquio forbito e gentile, dalla capacità di analisi veramente impressionante, dalle soluzioni che riusciva a trovare soprattutto nelle difficoltà, dall’ironia che svelava le umane debolezze.

È stato e rimarrà un punto di riferimento, autorevole, competente e appassionato. Di una umanità travolgente.


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