Film delicato che parla della ricerca della propria identità. I commenti del pubblico alle prime proiezioni. Dall'8 gennaio al cinema.
Fernando è un docente universitario di geografia, colto, abitudinario, sposato da un paio d'anni con Milena, una donna di origine serba. Quando lei se ne va di casa, senza lasciare nemmeno una spiegazione, lui scopre di non sapere nulla del suo passato, nemmeno da dove cominciare a cercarla. Durante una vacanza solitaria in Portogallo, Fernando conosce Manuel, un uomo che vive di piccoli lavori, felicemente nomade. Ma accade qualcosa di imprevisto e Fernando si ritrova a cominciare una nuova vita, come giardiniere nella splendida villa di una donna di nome Amalia.
Avelina Prat, originaria di Valencia, ha lasciato anni fa l'architettura per il cinema, e la possibilità di cambiare il proprio destino, per ragioni che possono venire dall'esterno o dall'interno, è al centro del suo secondo film, La villa portoghese, dall'8 gennaio al cinema.
Al centro del suo film c'è anche l'importanza di trovare un luogo speciale, da poter chiamare casa.
"Un film delicato che parla di umanità e della ricerca della propria vera identità. Un balsamo in questi tempi", commenta qualcuno alle prime proiezioni del film. "Poetico. Personaggi semplici e gentili. Un bellissimo film silenzioso come la sua storia. Uno dei migliori del 2025", scrive qualcun altro.
Ecco le prime reazioni del pubblico alla visione del film:
- Semplice e complesso, tenero e poetico, un viaggio placido alla ricerca del proprio posto nel mondo. Incantevole.
- Un delicato acquerello di sentimenti e sensazioni.
- Film ben scritto e ben diretto. Fra Spagna e Portogallo una storia intrisa di malinconia e speranza, raccontata con trattenuta partecipazione.
- Film molto profondo. Di una delicatezza unica.
- Un dolce gioco di ruoli, con un mescolamento armonico di relazioni intense e vitali.
- Poetico. Personaggi semplici e gentili. Un bellissimo film silenzioso come la sua storia. Uno dei migliori del 2025.
- Una favola, e quindi, come le favole, non del tutto realistico, ma poetico, coinvolgente e avvincente.
- Film bello, delicato. Film sul senso di appartenenza, fatto di solitudini umane che si incrociano.
- Delicato. Un gioco leggero di incontri e partenze, sostituzioni e arrivi. Vale la pena di vederlo.
- Una favola che parla di memoria e piante da coltivare e amare.
- Una bella storia, delicata e piena di dolcezza, senza alcuna melenseria. A suo modo anche struggente.
- Una dolce e delicata elegia della solitudine che segue un filo di umana tristezza. La bellezza dei luoghi e dell'anima dei protagonisti fa presagire che ci potrà sempre essere una opportunità di felicità.
- Il dolore ci insegna a vivere.
- Film delicato che parla di umanità e della ricerca della propria vera identità. Un balsamo in questi tempi.
- Delicato, vivere con gentilezza, dare un vero significato alle cose, prendersi cura delle piante come prendersi cura di se stessi e degli altri.
- La vita ha senso dove c'è affetto e amore per le persone e per le cose. Film molto bello, perchè delicato e vero nei sentimenti. Bella la fotografia e ottima la regia.
- Un film molto dolce, è raro trovare questa dolcezza.
- Atmosfere delicate pur affrontando temi profondi come quello della perdita di persone e luoghi amati . Bello sapere che ci si può riconciliare con le tragedie della vita.