Mi sono sempre guardato dal dire la mia in chiave politica, sociale eccetera. Faccio un altro mestiere, anche se sono informato. Non ho mai voluto inserirmi in quel luna park già intasato. Ma questa volta non sarò quello della letteratura e del cinema, quello del libero pensiero. Sarò il lettore ignoto che ha un’idea su un argomento che, attraverso i media, ci circonda e ci sta sopra, che ci toglie l’ossigeno. Il tema della guerra nucleare. Dico subito che non ci sarà.
Trattasi di una logica semplice, da incompetente che però sta attento alle cose del mondo: a est dicono: in 200 secondi distruggeremo l’Occidente. E certo sanno che nei 200 secondi successivi sarà distrutta la Russia e poi per il principio dei vasi comunicanti, il mondo. Ma davvero qualcuno, con pretesti più o meno storicamente conosciuti, il dominio, l’espansione, l’antagonismo e l’odio politico e culturale, può aver voglia di cacciarsi in un disastro di questa portata.
Quei droni che hanno sconfinato in Polonia e Romania, e poi in Danimarca e Norvegia, hanno dato materiale forte a chi continua a evocare la guerra. Una visione potente e storica la dobbiamo al film su Albert Oppenheimer, l’inventore della bomba atomica. La guerra atomica, l’unica che il mondo ha conosciuto, ci è stata trasmessa da milioni di documenti su Hiroshima e Nagasaki. Poi il nucleare si è fermato lì diventando da allora, sembra un paradosso, garante della pace fra le civiltà egemoni, la pace della paura.
Entrando nel campo della fiction e della fantasy questa epoca offre davvero degli spunti. Penso a scrittori come Tolkien e Philip K. Dick. Avrebbero colto questo momento di guerre, di tensioni e di paure, di contrapposizioni fra civiltà e culture, di pochi leader che decidono i destini del mondo secondo la loro vocazione e la loro ambizione. Siamo quotidianamente assediati dagli annunci di questi portatori di angosce.
Per autori come quelli citati questo mondo può essere persino una sorta di paese delle meraviglie. Ci sarebbe spazio per invenzioni infinite ed estreme nella letteratura e nel cinema. Quante volte quei libri e quei film hanno raccontato di uno psicopatico megalomane che vuole impadronirsi del mondo, magari distruggerlo. Evoco l’indimenticabile Dottor No, di Victor Fleming, neutralizzato da James Bond.
In questa epoca e su questo pianeta basta che fiction e fantasy guardino alla realtà,
c’è gente che non è così lontana dal dottor No. Un angelo sterminatore può essere ispirato da qualcuno che staziona dalle parti di Mosca. O da altre parti.
Ho scritto sopra che la guerra nucleare non ci sarà. Ma nei film c’è stata. Alcuni dei titoli.