Jannik Sinner ha realizzato qualcosa che accade poche volte nei decenni. Un incontro di Sinner è un vero kolossal. Ecco il cinema che ha raccontato il tennis. Di Pino Farinotti.
di Pino Farinotti
La vicenda del fenomeno Jannik Sinner apre un’infinità di sipari. Ha realizzato qualcosa che accade poche volte nei decenni. L’opinione comune ne ha preso atto come qualcosa che le appartenesse. C’era un titolo “Siamo tutti Sinner”. E’ proprio così. E’ legittimo evocare altri due fenomeni che fermavano il paese. Il festival di Sanremo veniva interrotto per assistere a una manche di Alberto Tomba in gara per una medaglia all’olimpiade. Anche Valentino Rossi, che stravolgeva le leggi della fisica coi suoi sorpassi, era un happening imprescindibile. Ma forse Jannik possiede persino qualcosa in più.
Hanno chiesto a Nicola Pietrangeli, a suo tempo vincitore di una prova del grande slam cosa direbbe a Jannik. “Cose volete dirgli, è bello, ricco, il più forte, ragazzo semplice e per bene, innamorato di mamma e papà, ha conquistato l’Italia… che altro vuoi dirgli…”
E’ un’istantanea perfetta, sognata, incredibile.
MYmovies, sullo spunto Sinner ritiene di esplorare il cinema che ha toccato il tennis.
I titoli ci sono e alcuni di qualità. Ma mi sento di dire che non esiste un film più film delle partite che gioca Jannik. C’è il divo, e poi scenario, bellezza, tensione, suspense, forza, gioia e dolore, spettacolo. Catarsi finale. Un incontro di Sinner è un vero kolossal. Con qualcosa in più non banale. Non è fiction.
I film. Il focus sarà su quattro classici del genere. Il primo riferimento è di un grande maestro, Alfred Hitchcock, il titolo è L’altro uomo.
Guy, tennista professionista incontra Bruno, un ricco troppo educato e molto informato sulla vita, non solo sportiva di Guy. Bruno, sembra scherzare, ma non scherza, propone a Guy uno scambio di delitti. Libererà il tennista dalla moglie fedifraga in cambio dell’assassinio di suo padre. Guy sconcertato, naturalmente rifiuta, ma l’altro esegue il piano, uccide sua moglie. E poi pretende che l’accordo venga rispettato. Può farlo perché ha incastrato Guy con false prove. C’è una sequenza che fa parte dell’antologia del cinema, squisitamente hitchockiana. Durante una partita che Guy deve portare a termine, i volti di chi assiste seguono il movimento della palla. Solo uno è immobile e inquietante, quello di Bruno.
Altro maestro, Woody Allen. Il film, Match point, si apre con una over voice che dice:
«Chi disse: “Preferisco avere fortuna che talento”, percepì l’essenza della vita.
La gente ha paura di ammettere quanto la fortuna conti nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre e si vince. Oppure no, e allora si perde.» Le immagini mostrano una pallina da tennis che batte sulla striscia della rete e poi torna indietro.
Il giovane irlandese Chris è stato ottimo professionista ma adesso insegna tennis. Gli capita un’allieva, Chloe che fa parte di una ricchissima famiglia inglese dell’alta borghesia. La ragazza si innamora di lui e lo porta in famiglia. Chris piace a tutti i membri e viene inserito in una società dove avrà ottime possibilità di carriera. Matthew, fratello di Chloe ha una fidanzata, Nola, decisamente sexy. Chris non resiste, nasce un rapporto, una passione molto diversa dal sentimento che prova per Chloe, che ha sposato. La situazione si evolve. Nola, incinta, impone a Chris di lasciare la moglie. Con la prospettiva di rinunciare a una vita comoda e ricca, Chris decide di uccidere l’amante. Organizza l’omicidio. Il nodo decisivo è un anello del quale Chris si libera lanciandolo nel Tamigi. L’anello batte su una balaustra, se la oltrepasserà l’omicida verrà scoperto. Ma l’anello rimbalza e torna indietro. La fortuna è stata decisiva.
Wimbledon è un film diretto da Richard Loncraine. Peter Colt, il protagonista, è un tennista quasi in disarmo, non è stato un campione, ma per contingenze favorevoli riesce a partecipare al prestigioso torneo di Wimbledon. Dove incontra Lizzie, tennista, con la quale intreccia una relazione. Davvero bravo Paul Bettany, che fa Peter e dimostra di possedere i fondamentali del tennis. Il film ha avuto ottime recensioni e un certo successo al botteghino.
Borg McEnroe (guarda la video recensione). Il film, diretto da Janus Metz Pedersen, viene da molti considerato il più vero e intenso mai girato. Racconta la rivalità fra Björn Borg e John McEnroe, due fuoriclasse che fra il 1978 e il 1981 si affrontarono quattordici volte dividendosi perfettamente le vittorie. Il loro incontro di Wimbledon del 1980 viene considerato la sfida del secolo. Vanno certo citati i due attori, Sverrir Gudnason (Borg) e Shia LaBeouf (McEnroe), che corrono e giocano da veri professionisti. Riuscendo a dare la sensazione di differenza di stile dei due campioni.