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American Art 1961-2001, a Firenze una mostra per riscoprire quarant'anni di grande arte visiva

A Palazzo Strozzi fino al 29 agosto un percorso espositivo che mette in scena una delle più importanti collezioni americane, quella di Thomas Barlow Walker. E con l'acquisto del biglietto è possibile accedere a sei video-contenuti speciali visibili in streaming su MYmovies. ACQUISTA UN BIGLIETTO PER LA MOSTRA »
di Rossella Farinotti

venerdì 28 maggio 2021 - mymovieslive

“I will not make any more boring art” scrisse ripetutamente John Baldessarri nel 1971 come ironico monito e segnale di qualcosa che stava cambiando nel sistema visivo, sociale e politico dell’arte di quegli anni.

Certamente non è una mostra noiosa quella curata da Vincenzo de Bellis e Arturo Galansino presso Palazzo Strozzi a Firenze: un percorso minuziosamente strutturato trattando l’arte americana dal 1961 al 2001. Un’esposizione non canonica in un museo importante. Un fatto raro che richiede al pubblico un’attenzione speciale per assimilare periodi storici e culturali dettati dai più grandi artisti dagli anni Sessanta ad oggi.

Il percorso espositivo mette in scena, con un’attenzione curatoriale profonda e colta, una delle più importanti collezioni americane, quella di Thomas Barlow Walker che, dal 1960, costituisce un nucleo di opere ricco – che oggi conta 12.000 opere - sofisticato e concettualmente complesso, di artisti che poi, di fatto, hanno costruito importanti tasselli di storia dell’arte.

Da questa preziosa collezione del Walker Art Center di Minneapolis, città simbolica degli Stati Uniti per diversi aspetti sociopolitici che l’hanno resa crocevia di azioni e culture – da quella musicale, alla visiva –, a Palazzo Strozzi viene creato un cammino di 80 opere di 55 artisti visivi di generazioni e provenienze diverse.

Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Kerry James Marshall, Kara Walker, Bruce Nauman, Mark Rothko, Louise Nevelson, Vito Acconci, Claes Oldenburg, Barbara Kruger, Jenny Holzer, Robert Mapplethorpe, Paul McCarty, Cindy Sherman, Matthew Barney, Donald Judd, John Baldessari, Cindy Sherman, Richard Prince, Felix Gonzalez-Torres, Merce Cunningham, Robert Gober, Dara Birnbaum, Agnes Martin, per citarne alcuni, sono stati selezionati attraverso focus di opere determinanti per il periodo storico in cui sono nati.

A partire dalla direzione di Martin Lee Friedman nel 1958, il Walker acquisisce opere ricercate che a Firenze trovano uno spazio che attiva memorie e approfondisce argomenti.

In mostra è possibile vedere, per la prima volta in Italia, il celebre “Sixteen Jackies” (1964) firmato da Andy Wharol, di cui sono presenti diverse opere, dai noti “Brillo Box” a visioni più rare dell’artista di Pittsburgh; il video “Art Make-Up” (1967-68) di Bruce Nauman, a cui il museo americano dedicò la prima grande retrospettiva nel 1994, o ancora l’intera serie di “Cremaster” (1999) di Matthew Barney.

Thomas B. Walker ha sempre avuto un’attenzione speciale nei confronti dell’arte performativa e della danza, lo dimostra la sala dedicata a Merce Cunningham – di cui il museo detiene l’archivio – con la famosa opera dedicata a Duchamp e un video realizzato con la scenografia di Robert Rauschenberg. Due autori fondamentali nel panorama storico dell’arte americana, qui “in scena” attraverso opere meno conosciute. A proposito di Duchamp: in una sala speciale, dedicata a quella generazione della “picture generation” degli anni Novanta, l’opera “Fountain - after Marcel Duchamp” (1991) di Sherrie Levine è un tributo all’artista francese, un orinatoio d’oro.

Oltre a questa sala, in tutto il percorso c’è una forte presenza femminile grazie alle opere di Cindy Sherman, Sarah Charlswroth, Barbara Kruger, Jenny Holzer, Lorna Simspon,Catherine Opie, tra le altre. American Art 1961-2001 apre e chiude infatti con due donne di generazione e provenienza diversa, Luise Nevelson che, con “Sky Cathedral” (1958), accoglie i visitatori anticipando, attraverso la grandezza di una scultura totalmente nera, i temi da affrontare sala dopo sala, e termina con Kara Walker, artista di origine africana, con un poetico saluto attraverso le sue silhouette animate.

I CONTENUTI EXTRA SU MYMOVIES
Una mostra preziosa legata da un’interdisciplinarietà necessaria di linguaggi. La sezione dedicata al video rappresenta un focus importante. Su MYmovies, infatti, una volta acquistato il biglietto per la mostra di Palazzo Strozzi, viene creato un evento speciale: sarà possibile vedere 6 opere video della collezione del Walker di Carolee Schneemann, Nam June Paik, Vito Acconci, Dana Birnbaum con il raro filmato simbolicamente dedicato a Wonder Woman del 1978, Dan Graham e Martha Rosler.


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